Adolf Loos e il Café Museum | Legno Curvato

Adolf Loos e il Café Museum

Café Museum Sedia

Ho avuto la fortuna di frequentare diverse volte il Café Museum dopo la sua ristrutturazione del 2003. Ristrutturazione che aveva riportato in vita il progetto originario di Adolf Loos.

Oggi, purtroppo, un’ulteriore riorganizzazione dell’arredo ha cancellato il “Café Nihilisums” e il locale è così diventato uno dei tanti caffè a Vienna dove mangiare una buona torta e bere una cioccolata calda. Ma il suo mito rimane.

Café Museum, Vienna

Posizionato in fronte alla Casa della Secessione di Josef Maria Olbrich, il Café Museum è stato progettato da Adolf Loos nel 1899.

È il primo progetto pubblico del giovane architetto che aveva soggiornato per diversi anni negli Stati Uniti e a Londra. Ottenuto grazie alle buone parole di Max Fabiani, il locale si trova sull’angolo tra la Operngasse e la Friedrichstraβe, a due passi dal Teatro dell’Opera.

Minimal style

I principi di Loos sono già ben presenti nella sua opera in forte contrasto con quelli della Secessione .
Il Café Museum è essenziale negli spazi, negli arredi, nei colori e nei materiali utilizzati. Le pareti sono ricoperte nella parte inferiore da una boiserie in mogano, mentre nella parte superiore Loos utilizza una tappezzeria verde chiaro.

Gli specchi incorniciati amplificano il locale e le lampade appese semplicemente ai fili, e poi nascoste in tubi di ottone, scompaiono ad un semplice colpo d’occhio.

Café Museum Interni

Arredi di carattere

Loos utilizza tavolini e sedie prodotte dalla Jacob & Josef Kohn nel classico stile Thonet. I tavolini sono il modello n. 8 senza alcun ricciolo.

Loos applica dei listelli in ottone alle quattro gambe non per decoro (chiaramente) ma per salvaguardare la struttura da eventuali contatti con le scarpe. E come piano il suo amato marmo.

La sedia laccata di un rosso tendente all’arancio è una derivazione della classica sedia n. 14, della sedia Thonet n. 30 o della sedia Kohn n. 248. È molto elaborata, come potete vedere dal video interno della fabbrica Thonet di Friedberg che la riedita dal 2002. Anche qui la modifica della forma non nasce:

…dalla smania di innovazione, ma dal desiderio di perfezionare ulteriormente ciò che era già valido. Non si tratta di offrire una sedia nuova ma una migliore. (A.Loos)

La sedia è un capolavoro. Anche in questo oggetto il grande architetto mostra l’importanza dei volumi, della terza dimensione. Le sezioni si dilatano ad arte nei punti dove la struttura necessita di maggior forza, per diminuire, invece, dove non sono necessarie.

La sedia è leggera, comoda con il sedile a sella, incredibilmente elegante e sottile.

Il Café Nihilisums

Café Museum Vienna Interno

Il Café fu mostrato per la prima volta su Dekorative Kunst nel 1899 e nello stesso anno ne parlò Ludwig Hevesi nel suo articolo “Kunst auf der Straβe”. Da questo articolo, che sottolineava le caratteristiche antitetiche alla sovrabbondanza e ai formalismi dei contemporanei, deriva l’appellativo di “Café Nihilisums” .

Il credo di Adol Loos sarà scritto pochi anni più tardi nel testo “L’Ornamento è Delitto”. Un testo che non risparmierà nessuno tanto che Le Corbusier commentandolo scrisse: “Loos è passato con la scopa sotto i nostri piedi e ha fatto pulizia omerica, esatta, sia filosofica che lirica“.

Un peccato di rivisitazione

Il caffè fu ristrutturato più volte e anche Loos dovette vedere la sua opera giovanile stravolta dal progetto di Josef Zotti dell’inizio degli anni Trenta, un allievo di quel Josef Hoffmann che lui aveva tanto osteggiato.
Ma di Loos, del suo personaggio e di come segnò la vita dei suoi contemporanei, avremo tempo di parlare ancora.

Normalmente non mi piacciono le rivisitazioni e i rifacimenti in stile. Il Cafè Museum però, con il passare degli anni, l’uso e il passaggio di tanti clienti, stava assumendo sempre più l’aria e lo spirito originario che Loos aveva voluto trovare alla fine del secolo Diciannovesimo. Mi è dispiaciuto trovarlo cambiato.

Chissà chi avrà preso quelle splendide sedie?

Aspettando la risposta, ecco il video per voi.

 

 

 

 

 


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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