L'apparenza, a volte, inganna | Legno Curvato

L’apparenza, a volte, inganna

Thonet Porta spartiti

C’è una serie di oggetti Thonet particolarissima e ricercata che viene generalmente riconosciuta come porta riviste. Ma è proprio così o è una interpretazione di qualche mercante sprovveduto?

Non che tutto debba essere classificato, i capolavori di Thonet possono essere ammirati semplicemente per la loro bellezza. Ma parliamo di design e della Fratelli Thonet.

Una azienda che ha nell’eccellenza industriale una delle ragioni del suo successo planetario non lascia mai nulla al caso.

Partiamo dunque alla ricerca della genesi di questi splendidi oggetti e della funzionalità d’uso per cui sono stati pensati. Cataloghi della Gebrüder Thonet alla mano, ci confrontiamo con usi e costumi della mitteleuropa tra ‘800 e’ 900, pronti a condividere con voi una scoperta sorprendente.

Perché l’apparenza a volte sa ingannare, anche nella linea curva.

 

Thonet catalogo 1885

Nel catalogo del 1885 in una pagina appaiono alcuni attaccapanni e un paravento. A fianco troviamo un leggio e due oggetti molto riccioluti. Uno da appendere, definito porta giornali, e un secondo da appoggio a terra denominato porta spartiti.

Sono questi i primi due modelli di due filoni che si sviluppano nei decenni successivi.

Il porta giornali troverà soltanto una variante e sempre da appendere. Il porta spartiti invece verrà declinato in maniera più ampia sino alle soglie della Prima Guerra Mondiale.

Spartito Thonet

Uno spartito di August Thonet compositore

Più spartiti che giornali

Nella mitteleuropa dell’800, la pratica di suonare uno strumento musicale va di pari passo con l’alfabetizzazione.

Probabilmente suonano anche i nostri fratelli Thonet. August di sicuro, visto che sono arrivate a noi delle sue composizioni. Perché allora più attenzione alla musica?

Un giornale si legge ovunque e la numerazione progressiva delle pagine dal primo numero in poi ne suggerisce la rilegatura in volumi. Uno strumento musicale invece, un pianoforte soprattutto, lo suoni solo lì, in mezzo al soggiorno o nella stanza ad esso dedicata.

È necessario dunque un oggetto bello che possa stare in un salotto, pratico da poter consentire lo sfogliare veloce dei fascicoli, comodo da poter spostare all’occorrenza.

La Gebrüder Thonet disegna e produce il porta spartiti. Un raffinato intreccio di nervature di faggio forma piedi, scomparti, e manico. Un oggetto da centro, bello da qualsiasi angolatura, basso quindi comodo per chi suona seduto.

 

Portaspartiti in piedi

E per chi suona in piedi?

Un’esigenza da soddisfare. E la risposta arriva con il catalogo del 1904.

Due modelli dal design più razionale in linea con le novità del ‘900, affiancano quello del 1883 che viene proposto con il setto centrale più alto a mo’ di manico. Particolare che ci aiuta nelle datazioni.

Ma la vera novità è il porta spartiti alto fatto proprio per una consultazione in piedi.

Costruito sostanzialmente allungando esageratamente le nervature d’appoggio a terra, risulta uno degli oggetti più belli e più ricercati della produzione Thonet ottocentesca.

 

Portaspartiti Kohn

Davvero bellissimo il portaspartiti della Jacob & Josef Kohn

Concorrenza (im)perfetta

Ovviamente, la risposta dei concorrenti non si fa attendere.

La produzione più significativa è quella della Jacob & Josef Kohn . Due porta spartiti bassi molto riccioluti, molto simili tra loro introducono il modello decisamente più interessante arrivato, in due varianti, con il catalogo del 1903.

Presentato in anteprima all’esposizione di Torino del 1902 è la sintesi di ciò che avviene nella produzione dei nuovi modelli in genere.

Dunque utilizzo del compensato come elemento fondamentale del design, eliminazione dei riccioli aperti, utilizzo delle sfere, in questo caso come piedi d’appoggio.

La risposta di Thonet a questi modelli più moderni è affidata a Otto Prutscher. Le nuove versioni di porta spartiti nonostante le forme pulite e l’utilizzo del compensato non risultano molto convincenti. Non hanno infatti grande diffusione.

E, come non convincevano allora, non convincono nemmeno oggi. Le stime sul mercato antiquario, in particolar modo in quello italiano, li posizionano come fanalino di coda della categoria.

 

Portaspartiti alto Thonet

Come riconoscere gli originali

Questo tipo di prodotti è generalmente marcato solo con etichetta cartacea che come sappiamo a volte può non esserci più. Tuttavia tra tutti gli oggetti Thonet, una volta confrontata la corrispondenza con i cataloghi l’attribuzione è abbastanza semplice.

Unico rischio? Incappare in qualche riproduzione relativamente recente apparentemente identica ma realizzata con pezzi tagliati e innestati. Dal nostro punto di vista di nessun valore.

Le foto che vi abbiamo selezionato cercano di rendere complessità e bellezza di questi oggetti ma vi assicuro che se ne aveste uno davanti e poteste toccarlo, sollevarlo guardarlo nei dettagli, diventerebbe l’oggetto dei vostri sogni.

Anche se non conosceste una nota e leggeste ormai solo riviste online. Ma i sogni nascono per essere realizzati e dunque perché non provare? A volte l’apparenza non inganna affatto. E se siete interessati, non esitate a contattarci. Vi aspettiamo.

 

 


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
KNOW US BETTER