Il Concerto di Capodanno 2018 di Vienna e un evento in anteprima | Legno Curvato
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Il Concerto di Capodanno 2018 di Vienna e un evento in anteprima

Johann Stauss II by Dennis Jarvis

Sine arte sine amore non est vita. (Otto Wagner)

Non c’è inizio d’anno a regola d’arte senza il Concerto di Capodanno di Vienna.

Me lo ricordo sin da piccola, per la mia famiglia un appuntamento fisso, insieme al tradizionale cotechino con le lenticchie porta fortuna per il nuovo anno appena iniziato.

La magia di Vienna e del sogno di questa città gioiosa e solenne è tutta racchiusa nella cornice aurea della sala dorata del Musikverein, sulle note delle opere di Strauss nel tradizionale Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker.

Mi sembra d’obbligo dedicare a questo evento il nostro primo post del 2018, anche per una serie di coincidenze importanti che ci toccano da vicino.

Uno fra tutti un anniversario importante che ci da lo spunto per anticiparvi un evento di Aprile per noi importante e speciale, a cui stiamo lavorando, di cui parliamo per la prima volta.

E siccome le coincidenze non esistono, partiamo dall’inizio.

 

Neujahrskonzert 2018

Der Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker

Questo Concerto specialissimo si tiene dal 1939 a Capodanno nella sala dorata del Musikverein di Vienna. Il programma, suddiviso in due parti, è dedicato principalmente alle opere della famiglia Strauss (Johann padre, Johann figlio, Josef ed Eduard), eseguite dai Wiener Philharmoniker.

Tradizionalmente, si conclude con l’esecuzione di 3 brani fuori programma, due dei quali fissi: una polka veloce (o galopp) seguita da An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss jr per finire con la Radetzky-Marsch (Marcia di Radetzky) di Johann Strauss padre.

Tra le unicità del concerto, è l’unico in cui il pubblico è invitato a partecipare battendo le mani, esattamente durante quest’ultimo brano, diretti dal Direttore d’Orchestra.

Inoltre, sempre per tradizione, alle prime note de Sul bel Danubio blu il pubblico fa partire un lungo applauso a cui seguono gli auguri degli orchestrali e del maestro d’orchestra, in perfetto tedesco.

 

Neujahrskonzert 2018

Numeri ed emozioni da capogiro

I numeri dei resoconti del Concerto di Capodanno di Vienna sono importanti. I 19 brani eseguiti quest’anno, bis inclusi, sono scelti dal Direttore tra un repertorio che ne conta più di 800.

14 le telecamere in sala, alcune discretamente nascoste dietro alle statue dorate, collegano 95 paesi, quest’anno incluso l’arcipelago di Tonga, in Oceania.

4 i Presidenti della Repubblica presenti, insieme a ministri e ambasciatori in sala in mezzo a un pubblico tutto europeo di tutti i ceti sociali.

Il prezzo del biglietto va infatti dai 35€ in piedi in fondo alla sala, ai 600€ in platea fino a oltre 10.000€ per i posti più esclusivi. Ma poco conta:

di fronte alla musica, al suo linguaggio universale e alla gioia della danza siamo tutti uguali. In pieno spirito di democrazia dei consumi di cui Vienna è maestra e di cui il linguaggio del legno curvato è espressione nell’arredo e nel design.

 

Neujahrskonzert 2018

La perfezione nel gioco e nella spensieratezza

E l’emozione è stata fortissima. È bello, quanto raro, vedere dei professionisti di tale livello felici e sorridenti nello svolgere il proprio lavoro, per la gioia del pubblico.

Una sensazione che abbiamo vissuto fortissima anche durante il nostro viaggio a Vienna, nel concerto al Kursalon dove gli Strauss presentavano in anteprima le loro creazioni.

Perfetta l’esecuzione, in ogni dettaglio, come nel colore dei fazzolettini usati dagli orchestrali a protezione delle mentoniere, della medesima tinta e fantasia delle cravatte grigio perla. Colore d’ordinanza per la cravatta a plastron o semplice cravatta in seta da tight.

Tutto in ordine, tutto perfetto, dagli ottoni scintillanti ai fiori che alla fine del concerto sono stati presi dai partecipanti per essere portati a casa. Fiori che dal 1891 ho letto provenire da Sanremo.

Tutto pronto per liberare il bambino felice che è in tutti noi e di cui Vienna è palcoscenico ideale, con i suoi balli, nel gioco spensierato della leggerezza dell’anima.

Thonet e la musica

La linea curva ama la musica: porta spartiti e sedia n.28 detta del musicista

Carisma, eleganza e trasparenza, e fuoco

Così Il Corriere descrive (perfettamente) Riccardo Muti che quest’anno ha diretto per la quinta volta la sua Wiener Philharmoniker nel Concerto di Capodanno. Sua perché collabora con essa ininterrottamente dal 1971 .

A Vienna i Philarmoniker incarnano il potere musicale, sono una sorta di cooperativa autogestita la cui vita è gestita da regole: per dirne una, solo dopo due anni allo stipendio si possono aggiungere i diritti derivati da varie voci, discografici, d’immagine.

Il baricentro dell’Orchestra, gli archi, violini, viole, violoncelli, entrano all’ultimo ricevendo un applauso dal direttore. Alla fine del concerto l’Orchestra non si alza al segnale di Riccardo Muti, rimanendo seduta ad applaudire.

Una Vienna tutta Italiana

C’è tanta Italia in questo evento spettacolare. Oltre al Direttore Muti e ai fiori, italiano il coreografo Davide Bombana. Si parla italiano anche nella scaletta dei brani con 2 omaggi.

Il primo a Gioachino Rossini, di cui nel 1918 si ricorderanno i 150 dalla morte, con il Wilhelm Tell-Galopp, Polka schnell, op. 29b di Johann Strauss padre.

Il secondo nella Maskenball-Quadrille, op. 272 di Johann Strauss figlio, composta su temi tratti da Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi.

Per comprendere il valore della musica alla fine dell’800, pensate che la morte di Johann Strauss (figlio) nel 1899 fu una tragedia per la città di Vienna, rimasta quasi indifferente alla dipartita dell’imperatrice dell’anno precedente.

Neujahrskonzert 2018 Vienna

Strauss, uomo triste, ossessivo e profondamente malinconico, viene a mancare in maniera inattesa.

Abbandona il podio dopo aver diretto l’Ouverture dell’operetta Die Fledermaus, cede la bacchetta perché non si sente di proseguire. Pochi giorni dopo crolla a terra mentre cammina in un parco viennese.

Quando la notizia si diffonde, le orchestre scendono per strada per suonare all’unisono il suo An der schönen blauen Donau.

Segno di vita e di speranza e del fatto che ciò che rimane di noi nel mondo è l’amore ricevuto e, soprattutto, donato. Ecco perché questo brano non può mancare al Concerto di Capodanno di questa magica città.

Anniversari importanti

Ma il concerto di quest’anno è stato definito anche il concerto degli anniversari. In primo luogo ricorre un secolo dalla fine della Grande Guerra.

Per Vienna il 1918 per Vienna segna la fine di un’epoca, con la deposizione di Carlo I d’Asburgo-Lorena, la proclamazione della Repubblica il 12 novembre (il giorno dopo la fine del conflitto mondiale) e la fine del potere imperiale.

In più sono trascorsi 80 anni dall’Anschluss, l’annessione della Prima Repubblica Austriaca al Terzo Reich, con tutto ciò che ne conseguì.

Ma per noi l’anniversario più vicino è sicuramente il centenario dalla scomparsa di Otto Wagner, uno dei protagonisti assoluti nella storia dello Jugendstil e dello stile Thonet. Durante il concerto una coreografia è ambientata proprio all’Hofpavillon, una delle stazioni della metropolitana leggera progettate proprio dal grande architetto/designer Viennese.

 

Otto Wagner, genio dell’architettura moderna

La prima condizione per una soluzione valida rispondente alla mentalità moderna è l’accordo fra arte ed esigenze pratiche. (Otto Wagner)

La stazione della metropolitana di Karlsplatz è costituita da due padiglioni gemelli che Otto Wagner progetta a partire dal maggio del 1898, come primo passo per il riassetto urbanistico complessivo della grande piazza.

Fa parte del progetto della rete ferroviaria cittadina. 40 kilometri per 36 stazioni realizzate in 7 anni su uno studio di oltre 2.000 elaborati tra progetti e schemi. Viene inaugurata definitivamente nel 1901.

I due padiglioni, fra loro sono perfettamente uguali. Uno dei due è la sala di aspetto dell’Imperatore Francesco Giuseppe, della sua famiglia e del suo entourage più vicino.

L’Imperatore utilizzerà il padiglione solo 2 volte per un viaggio sulla metropolitana ma non importa. Lo splendore imperiale della corte è per lui la svolta che apre all’architettura moderna.

Anticipazione di un evento

È suo il progetto della Postsparkasse di Vienna incluso la poltroncina che vi abbiamo presentato in uno dei nostri post. Ed ecco la nostra anticipazione:

a lui e alla poltrona da ufficio dell’uomo moderno dedicheremo una Mostra al Refettorio del Palazzo delle Stelline in corso Magenta a Milano che inaugureremo il 11 aprile e che, insieme agli eventi collaterali, stiamo immaginando per essere uno degli eventi più memorabili del Salone del Mobile 2018 di Milano.

Noi ci stiamo lavorando e vi aggiorneremo passo passo. La linea curva non smette di sorprendere e siamo certi che noi vi sorprenderemo.

Nell’attesa la buona musica aiuta. Del resto il legno curvato è da sempre protagonista nei concerti, ad esempio con i suoi portaspartiti travestiti da portariviste e con la sedia n. 21 detta “sedia da musicista“.

Dal 5 gennaio sarà disponibile in tutto il mondo il cd e il dvd del concerto e per gli amanti della musica, ecco la scaletta presentata.

Che sia un 2018 splendente per tutti voi!

 


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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