Gommalacca per legno: istruzioni d’uso | Legno Curvato
READING

Gommalacca per legno: istruzioni d’uso

Gommalacca per legno: istruzioni d’uso

Gomma lacca restauro Thonet

In alcuni miei precedenti post abbiamo affrontato la questione Thonet dal punto di vista della costruzione e delle tipologie di restauro, facendo riferimento ai concetti di patina, lucidatura, ceratura.

Questi termini, che riguardano la finitura dei nostri oggetti, sono spesso fonte di equivoci e di interpretazioni fantasiose.

Cosa intendiamo allora quando diciamo di voler salvaguardare la “patina del tempo”?

Cos’è la patina?

La patina non è lo sporco, non è la cera vecchia, non è neanche solo la vecchia lucidatura.
La patina è la naturale ossidazione della superficie originaria ad opera del tempo con alterazioni prevalentemente inerenti la sfera cromatica, dovute principalmente all’effetto di uso, aria e luce.

In virtù di questa definizione la miglior salvaguardia della patina è semplicemente una ripresa della lucidatura con buona gommalacca, previa una indispensabile sgrassatura del pezzo per rimuovere lo strato superficiale ricoperto di sedimenti.

Se non si può lucidare

A volte però questo non è sufficiente. La presenza di vernici o smalti sintetici sovrapposti nel tempo, danni dovuti a pioggia, esposizione al sole, accidenti vari possono rendere impraticabile la lucidatura in patina. In questo caso, l’intervento deve essere diverso.

In primo luogo è consigliabile rimuovere le finiture sovrappostesi con uno sverniciatore chimico, recuperando lo strato originario del legno.
Se a questo facciamo seguire una lucidatura classica a gomma lacca, avremo fatto un buon lavoro anche in termini di patina.

Barattoli per restauro Thonet

I veri nemici della patina del tempo

Contrariamente a quanto si pensi infatti, i principali nemici della patina non sono gli sverniciatori ma:

la carta vetrata, che va usata con molta moderazione

le varie tecniche con soda caustica, acqua ossigenata, ammoniaca e intrugli vari

perché vanno ad alterare colore, porosità e struttura del legno.

Ridare sapore ad oggetti che hanno subito questo tipo di trattamento è poi operazione molto difficile e comunque sconsigliata in termini di autenticità.
Il nostro materiale magico è dunque la gommalacca ovvero il materiale utilizzato dalla Gebrüder Thonet sin dalle origini per lucidare i propri mobili.

Gommalacca: cosa è, come si usa

La gommalacca è una resina organica secreta da un piccolo insetto, la “Tachardia lacca”. L’animaletto vive in alcune specie di piante prevalentemente nel sub continente indiano. Come la paglia del resto.
Questo insetto per proteggersi si costruisce uno scudo di una sostanza resinosa che via via deposita sotto la corteccia di alcune specie vegetali.

Raffinata al fine di eliminarne le impurità, si presenta in scaglie dorate e setose solubili in diversi solventi a seconda degli usi.

Gomma lacca scaglie

Scaglie di gomma lacca

Per la lucidatura viene tradizionalmente disciolta in alcool e applicata a pennello o, laddove si voglia una maggior lucentezza, a tampone.
I vantaggi di questo preparato sono moltissimi:

lucentezza e calore senza effetti coprenti, esaltando i cromatismi della fibra

praticità nel recuperare eventuali danni provocati dall’uso con una semplice ripresa

costo molto contenuto rispetto alle vernici sintetiche

Il limite della gommalacca

Un problema c’è: la non impermeabilità all’acqua. Eventuali residui di acqua stagnante provocano una idrolizzazione dello strato superficiale che opacizza e ingiallisce.

A questo però si può ovviare con una ceratura di rifinitura post lucidatura oppure, in casi specifici, con una verniciatura che utilizza come solvente, anziché l’alcool, il nitro.

La gomma lacca “a nitro” , che conferisce più durezza e impermeabilità alle lucidature, è introdotta per la prima volta dal concorrente nobile italiano della Gebrüder Thonet, ovvero dalla Società Anonima Antonio Volpe di Udine a partire dai primi anni ’30.

Per rimanere fedeli alla autenticità degli oggetti Thonet, fino a questa data è quindi corretto utilizzare la gomma lacca all’alcool, ammorbidita con cera d’api.

Usi alternativi

Nell’800, grazie alla sua plasticità, la gommalacca viene utilizzata per la costruzione di piccoli oggetti, soprammobili, cornici. Nel Novecento per la produzione di dischi musicali e fino agli anni sessanta, in modalità nebulizzata, persino come lacca per capelli.

Per tranquillizzare le lettrici precisiamo che è totalmente innocua. Infatti, avendo superato tutti i test tossicologici, viene ancora oggi utilizzata come lucidante alimentare con la sigla E904.
Con la gomma lacca si lucidano e si proteggono mele, agrumi, pillole, caramelle, alimenti di pasticceria e persino la cioccolata.

E voi, vi siete mai imbattuti nella gommalacca? In che occasione? Provate a raccontarcelo nei commenti.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
KNOW US BETTER