Le Corbusier e la poltroncina viennese | Legno Curvato
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Le Corbusier e la poltroncina viennese

Le Corbusier e la poltroncina viennese

Trovare un oggetto in legno curvato con cui iniziare il nostro blog è stato impegnativo. Gli oggetti significativi nell’inizio e nella storia del design sono molti. Ma a pensarci bene, un vero inizio c’è sempre e in questo caso è sicuramente una poltroncina, tanto amata da Le Corbusier, da lui introdotta in molti suoi progetti ed ancora tanto attuale. Ed ora vi spieghiamo perché.

Un amore di seduta

Lo stile degli architetti. Così è stato spesso definito il legno curvato. Questo perché sono molti gli architetti che nel tempo si sono innamorati dello stile viennese. L’oggetto a cui ci riferiamo appare per la prima volta nel manifesto/catalogo pubblicitario del 1900 della Jacob & Josef Kohn, stampato per l’Esposizione Universale di Parigi, con il numero 712.

Nello stesso catalogo, anch’essa per la prima volta, è presente la celebre poltroncina nr. 715 di Gustav Siegel, premiata con la medaglia d’oro nella stessa Esposizione. È quindi probabile che anche la nostra poltroncina sia attribuibile al giovane architetto viennese.

Le Corbusier e la poltroncina viennese

Analogamente alla n.712, nei primi anni del secolo la n.715 viene utilizzata in diversi caffè e osterie viennesi, come ad esempio il Cafe Ronacher. Nei cataloghi commerciali Kohn appare nell’edizione del 1902 mentre in quello Thonet nel giugno del 1903.

Ma la fortuna di questa poltroncina arriva negli anni Venti quando Le Corbusier vede in questo modello quell’essenzialità e praticità perfetta per i suoi progetti.

Nobile ed essenziale

Nel 1925 il famoso architetto svizzero (1887-1965) scrive nell’Almanach d’Architecture Moderne che questa poltroncina, la più banale ed economica tra tutte le sedute, utilizzata in milioni di esemplari dall’Europa alle Americhe, possiede nella sua essenzialità, una sua nobiltà, poiché la sua semplicità è compressione delle forme che si adatta armoniosamente al corpo.

Ne è così entusiasta che nello stesso anno la introduce nei progetti della Villa La Roche – Janneret e nell’Esposizione parigina all’interno del suo padiglione dell’Esprite Nouveau.

In questi anni le tre maggiori aziende fabbricanti di mobili in legno curvato si sono fuse in un solo gruppo (Mundus-Kohn-Thonet). La confusione sul mercato creata da questa fusione è ancora così sentita che la fornitura per la villa di Parigi dall’originaria Thonet deve essere sostituita per il reclamo da parte del cliente che le poltroncine sono originalmente marcate Kohn e poi sovra marcate Thonet.

Ma oramai la poltroncina è una produzione Thonet a tutti gli effetti. La B9 (questo il nuovo numero di modello nel catalogo) entra in tutti i progetti di Le Corbusier, che ne utilizzava un modello con lo schienale impagliato anche nel suo studio. Ma anche nelle case e negli interni di Mart Stam, di Alvar Aalto e di molti altri architetti del Novecento.

Un’idea di sedia moderna

Anche Adolf Loos parlerà di questa semplice ma essenziale sedia. Indicando però che secondo lui la sedia moderna è sì la sedia Thonet ma non il modello usato diffusamente da Le Corbusier.

In ogni caso questa poltroncina è un modello così moderno ed attuale da essere ancora oggi in catalogo per tutte e tre le aziende derivate dalla storia Thonet: la Ton (modello n. 30), la Gebruder Thonet Vienna (modello Wiener Stuhl) e la Thonet Gmbh di Frankemberg (modello n. 209). E in questo Le Corbusier è stato davvero lungimirante.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Giannii

    2 marzo

    Era il 1970. Sposato da poco. Laureato da poco. Ingegnere. Primo lavoro. Aspettavamo un bimbo ed eravamo piazzati molto spartanamente in un piccolo appartamentino in Brianza; tanto per dire: dormivamo su delle brande militari trovate a casa in soffitta. Ebbene, uno dei primissimi “mobili” che abbiamo comperato, insieme a un letto serio, è stato proprio questa poltroncina. Ricordo che venivano costruiti nei paesi dell’Est (così mi si disse) e che ne esistevano due versioni non proprio identiche: noi ne preferivamo un tipo. Ora la poltroncina, apprezzatissima, l’ha mia figlia grande che allora era nella pancia. Solo ultimissimamente ho scoperto il mondo dei riccioli e incomincio ad avere, ad usare -perché questa è una loro interessantissima caratteristica- e soprattutto a godere qualche pezzo

    • Giovanni Renzi

      2 marzo

      Ciao Gianni, benvenuto! Sei il primo commento al nostro blog per cui un grazie speciale. Nel 1970 le poltroncine erano commercializzate dalla società Herbatschek che si riforniva in una ex fabbrica Thonet in Polonia. Herbatschek era già un rivenditore della Jacob & Josef Kohn nei primi del Novecento a Milano. Prima della II guerra mondiale per Thonet. Nel dopoguerra, nella confusione seguita alla separazione del marchio tra Piltzer e la famiglia Thonet, questo rivenditore continuò a vendere le sedie con il marchio Thonet acquistandole dalla fabbrica in Polonia fino ad avere una causa con la Thonet Francia che rivendicò l’utilizzo del marchio. Da allora incominciò a marchiare i prodotti con il nome Herbatschek. Ha chiuso il magazzino e l’attività a Milano alla fine degli anni Ottanta.

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