Alla mostra (virtuale) del MuDeFri: la vera storia del "dondolo a uovo" | Legno Curvato
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Alla mostra (virtuale) del MuDeFri: la vera storia del “dondolo a uovo”

BChronicle numero 7

Le notizie della Società Antonio Volpe sono state per anni cancellate, nascoste o dimenticate. Eppure a Udine, a cavallo del 900, ai confini dell’Impero Austro-Ungarico, si compie un’esperienza industriale di eccellenza che ha lasciato segni di sorprendente modernità.

Uno per tutti: il dondolo n. 267. Storicamente ascritto a Joseph Hoffmann, oggi è attribuito a Max Fabiani. La storia di questa azienda, antesignana della produzione in legno curvato, e del Dondolo n. 267 sono raccontate in questa mostra.

 

Dondolo 267 detail

 

Si apre così la mostra online che il MuDeFri Museo del Design del Friuli Venezia Giulia dedica a uno dei passaggi fondamentali nella storia del design italiano nell’arredo.

E l’iniziativa non poteva che venire da qui perché si parla di nascita del mobile moderno, nella terra che ne ha prestato i luoghi, i valori, il genio creativo e industriale, i profumi e l’incanto.

Tutto avviene tra Udine, Trieste, la Slovenia e Vienna, in quella Mitteleuropa crocevia di culture e di passioni, prova provata che quando la diversità viene messa a fattor comune, si può toccare la perfezione.

Inaugurata sabato 28 ottobre in concomitanza con l’apertura della mostra Triesteantiqua, sotto la direzione esperta di Anna Aurora Lombardi, abbiamo provato a raccontare il progetto della Società Antonio Volpe da Udine attraverso il suo capolavoro: il dondolo n. 267.

Un oggetto di design straordinario che così come anche il successivo modello n. 269, non è solo l’inizio del design italiano ma anche la perfetta conclusione di una storia iniziata nei primi anni ‘60 del XIX secolo.

Una storia che nella sua massima espressione porta la firma del genio straordinario dell’architetto sloveno, un po’ austriaco e molto italiano, Max Fabiani a cui attribuiamo la paternità della sua creazione.

Dondolo Volpe 269

Un dettaglio del dondolo n.269 della Società Anonima Antonio Volpe

Si parte dal contesto

Si parte innanzitutto dal contesto, da dove tutto ha origine e luogo, descrivendo i passaggi fondamentali della scoperta e della ricerca che ci ha portato a pubblicare un libro dedicato alla Società Antonio Volpe da Udine, seguito da un sito dedicato e ora a questa mostra virtuale.

Da qui inizia il viaggio: 8 stanze che prendono per mano il lettore e lo conducono attraverso un percorso per comprendere appieno il valore di un pezzo della storia di tutti noi, nella sua parte migliore.

Quella che sull’onda di una passione vuole e cerca di cambiare il mondo per renderlo un luogo migliore in cui vivere, per tutti.

 

Dondolo 267 in posa

Il dondolo n.267 della Società Anonima Antonio Volpe si mette in mostra

Al centro il dondolo n.267 Egg Rockingchair

 

Per quello mi riguarda, è ancora oggi il dondolo in legno curvato più bello che sia mai stato prodotto, perfetta espressione di quei valori di democrazia dei consumi di un’epoca che vuole la bellezza nelle case di tutti.

 

Tutto ruota intorno al dondolo n.267, detto anche dondolo a uovo, per la particolare forma dei due pattini. Due ellissi perfette, con un’eccentricità molto marcata.

L’originalità formale che mostra evidenti contaminazioni della migliore scuola dei designer/architetti viennesi (come le sfere spesso utilizzare da Josef Hoffmann) è qui associata a una perfetta funzionalità.

Una vera “macchina per sedersi”, una Sitzmachine come ancora qualcuno la chiama, per le varie possibilità che offre a chi lo utilizza e a un bilanciamento perfetto che è in grado di adattarsi alla forma e alla postura di chi vi si accomoda.

Per non parlare della sua bellezza. Un disegno avveniristico e di grande respiro oltre che di sapiente esperienza nella curvatura del legno che solo un grande architetto della scuola viennese può avere creato.

Un accostamento spontaneo che ha ragioni oggettive

L’accostamento a Max Fabiani viene spontaneo ma ci sono anche motivazioni oggettive che avvalorano questa tesi e che derivano dagli studi e dalla esperienza ultra ventennale di Giovanni nel settore del legno curvato. Lo stile Thonet appunto.

Si parte in primo luogo dall’analisi del contesto, supportata da un approfondimento sull’azienda di Udine e da un altro approfondimento sul designer, per proseguire poi con lo sviluppo della tesi sintetizzata in cinque ambiti:

  1. L’ambito austriaco
  2. L’ambito geografico
  3. L’ambito di intervento
  4. L’ambito linguistico
  5. L’ambito progettuale

 

Il risultato è un viaggio emozionante attraverso le immagini degli oggetti più evocativi della produzione della Società Antonio Volpe ma anche delle opere che il grande architetto-urbanista ci ha lasciato in eredità.

Palazzo Artaria, Urania e Portois & Fix a Vienna, Casa Bartoli a Trieste così come Casa Krisper e Casa Kleinmaier a Lubiana che Fabiani progetta nel 1985, nella ricostruzione della città dopo il terremoto.

 

Max Fabiani

La pagina della mostra dedicata al grande architetto-designer-urbanista Max Fabiani

Ciò che rimane è l’Uomo

Ma Fabiani è anche saggista-scrittore e inventore. Un personaggio complesso e schivo che tutti coloro con cui è venuto in contatto ricordano affascinati e ammaliati anche per la modestia quasi incomprensibile che ha caratterizzato la sua opera e la sua vita.

Quella modestia e umiltà che è propria dei geni ed eroi dell’umanità. E avere reso onore a uno di questi è emozione oltre che grandissimo onore.

Ora vi lasciamo al vostro viaggio e un grazie speciale ad Anna Aurora Lombardi nella cui passione, energia e nel cui sogno ci siamo riconosciuti.

Così come al contributo fondamentale di Iryna Kucher, progetto degli allestimenti virtuali, Francesca Maiorana per la realizzazione e Alessia Giorgiutti per le traduzioni

Senza il loro contributo, la loro immaginazione e il loro grande lavoro tutto questo non esisterebbe e di questo siamo loro davvero grati.

Buona Mostra a tutti!

 


In questi giorni fino al 5 novembre, il dondolo n.267 è esposto nello stand di Legno Curvato a Tristeantiqua, al Salone degli Incanti di Trieste. La versione è quella con poggiapiedi e schienale reclinabile. Abbiamo però in serbo un’ altra sorpresa per gli amici Friuliani, un evento che avrà luogo a metà Novembre e che lo vedrà ancora protagonista. Sempre grazie ad Anna e al suo staff, ve ne parleremo presto. State con noi!


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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