Otto Prutscher: un artista, un artigiano, un architetto in casa Thonet | Legno Curvato
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Otto Prutscher: un artista, un artigiano, un archi...

Otto Prutscher: un artista, un artigiano, un architetto in casa Thonet

Thonet Morris Armchair

Ognuno ha il proprio talento e una propria vocazione. C’è chi diventa artista, chi artigiano, qualcun’altro architetto. A volte c’è chi riesce a eccellere in tutte queste arti.

Capita raramente ma accade. A Vienna, ad esempio, durante il periodo della Secessione pochi grandi ci sono riusciti.

Come Marcel Kammerer, anche la figura di Otto Prutscher non ha avuto monografie e mostre esaustive del proprio genio creativo. Eppure il suo genio creativo può e deve essere messo sullo stesso livello di quello di Josef Hoffmann e Koloman Moser. Perché Prutscher è un artista a tutto tondo, che incarna perfettamente lo spirito della Vienna del primo ‘900.

Artista poliedrico

Oggetti in argento, in vetro, mobili e lampade, allestimenti, mostre,  negozi, ristoranti e caffè, ville e appartamenti, grafica e tessuti. L’opera di Otto Prutscher abbraccia tutti questi campi, come è accaduto per i due grandi della Wiener Werkstätte, ma senza la possibilità di essere incasellato in uno schema, in una corrente.

 

Bicchieri Otto Prutscher

Bicchieri di Otto Prutscher, venduti in asta a Dorotheum

Prutscher si muove, è vero, nell’ambito di Josef Hoffmann (suo docente per 4 anni) e della sua cerchia. Nel 1908 partecipa alla Kunstschau viennese organizzata dal gruppo di Hoffmann e Klimt e che comprende Koloman Moser e Alfred Roller.

Ma Prutscher non deve essere accomunato a nessuno. Lui è unico!

Artigiano nell’anima

Il suo rispetto per il lavoro manuale dell’artigiano lo tratteneva lontano dalle fantasie degli innovatori.

Così scrive di lui Max Eisler nel 1925, in una parziale prima monografia dell’artista/architetto.

Poltrona Otto Prutscher

Come se nella vocazione artigianale possa risiedere un limite alla capacità di innovare.

Invece io non sono d’accordo con questa definizione.

Basta vedere i mobili disegnati per la Gebrüder Thonet negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale per accorgersi che contengono tutte le caratteristiche dell’Art Decò in voga dal 1925 in poi.

Otto Prutscher frequenta, con la qualifica di maestro ebanista, la Prima Scuola di Artigianato Artistico dell’Impero Danubiano.

Questa scuola è diretta dal pittore e barone Felicien Van Myrbach, che sarà poi uno dei fondatori della Secessione viennese.

Per 4 dei suoi 5 anni, frequenta la classe di Josef Hoffmann.

Nel periodo di chiusura della scuola, a differenza di tutti gli altri allievi, non viaggia ma frequenta i cantieri di Vienna tanto che, caso unico e raro, ottiene anche la qualifica di “mastro muratore”.

Più che mai, unico

Terminati gli studi Otto Prutscher vince la borsa di studio Rotschild che prevede obbligatoriamente un viaggio in Inghilterra e a Parigi. Diviene poi consigliere artistico per il Museo dell’Arte e Industria per cui cura diverse mostre all’estero di artigianato austriaco. A eccezione del periodo di guerra, quando viene sospeso a causa delle sue idee antifasciste, continua ad insegnare come professore alla Kunstgewerbeschule.

I suoi oggetti vengono presi a esempio in vari paesi come ad esempio l’Italia. Basti pensare agli argenti italiani del periodo tra il 1925 e il 1935 o le lampade di Aloisio.

In Italia i suoi sono oggetti sono in mostra a Torino nel 1902, dove vengono esposti disegni di stoffe, mobili, oggetti in metallo e in smalto. Tutti sue creazioni, prodotti da diverse società austriache.

Thonet: un legame continuativo

Il rapporto con la Thonet inizia nei primi anni del secolo con il disegno della Morris Armchair prodotta da Thonet con il numero 6392 e 6393. Ma è nella seconda decade del secolo che lui lavora continuativamente con gli oggetti in legno curvato.

Prutscher è amico della famiglia Thonet, come mi confermò direttamente nel 2007 la figlia Ilse Prutscher Restelli, che viveva a Milano.

Catalogo Thonet Prutscher

Il suo intervento non è come quello di Marcel Kammerer che nei rapporti con la celebre casa viennese l’aveva preceduto. Prutscher disegna una nuova linea completa di mobili. È un nuovo gusto quello che Thonet vuole lanciare sul mercato.

I suoi mobili, dalle sedie alle fioriere, alle poltrone come il particolare modello n.6529, ai tavolini a nido, alle scrivanie e agli attaccapanni, precorrono i tempi e solo lo scoppio della guerra ne impedisce il successo dovuto.

Abbiamo appena visto alcuni documenti in asta da Dorotheum interni alla fabbrica Thonet. Le sedie e gli oggetti vengono chiaramente attribuiti a Prutscher. Anche questo un unicum nel mondo del legno curvato. Siamo curiosi di vedere se andrà assegnato e a che prezzo. Vi terremo informati, state con noi.

Intanto diteci, cosa ne pensate delle sue creazioni? Vi aspettiamo nei commenti.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Aldo

    1 maggio

    Grande artista e innovatore….io ho quel famoso divanetto che avevamo mostrato in quel bellissimo incontro nella tua attuale dimora

    • Giovanni Renzi

      2 maggio

      Si ricordo. Un oggetto molto raro e bellissimo.

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