Paglia di Vienna, icona di stile | Legno Curvato
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Paglia di Vienna, icona di stile

Paglia di Vienna, icona di stile

Paglia di Vienna, icona di stile

Perché paglia di Vienna? Perché dalla metà dell’Ottocento le sedie prodotte dalla Gebrüder Thonet a Vienna ebbero un successo planetario e diventarono un’icona di stile. Ma attenzione, c’è paglia e paglia!

La seduta che utilizza fori equidistanti e un materiale vegetale intrecciato è utilizzata fin dal tempo degli antichi Egizi. Nel Museo Egizio di Torino, ad esempio, sono presenti una sedia, uno sgabello e un letto, rinvenuti nella tomba dell’architetto Kha presso la città di Deir Al Medina e risalente al 1600 a.C., che utilizzano la paglia intrecciata nella stessa modalità delle sedie Thonet.

Si tratta di una lavorazione che utilizza la canna d’India trafilata in fili di minimo spessore, con una grande resistenza alla trazione. Ed è stata la grande diffusione delle sedie dei fratelli Thonet, prima a Vienna poi in Europa ed infine in ogni angolo del Mondo, a fare si che prendesse il nome della sede della famosa azienda austriaca.

Il materiale: la paglia

La paglia è un materiale di poco valore che si associava però ad una lavorazione laboriosa dove non occorreva forza fisica ma attenzione e pazienza. Per questo veniva affidata al lavoro femminile, spesso svolto a livello domestico e retribuito poco, che consentiva di avere un prodotto finito dove l’impagliatura pesava solo il 34% del costo finale.

Oggi la stessa operazione manuale avrebbe un peso del 57%. La canna ha la necessità di essere bagnata per mantenerne la naturale elasticità. Questo sia prima dell’impagliatura (per questo i fasci vengono immersi in secchi d’acqua) che negli anni successivi in cui la sedia viene utilizzata. E’ buona cosa, quindi, inumidire le sedute dalla parte inferiore con uno straccio bagnato, per mantenerne le qualità ed allungarne la vita.

Oggi si tende ad utilizzare paglie intrecciate a macchina per diminuire il costo del prodotto finito. Questo perché l’utilizzo di una paglia tradizionale intrecciata a mano abbiamo detto incidere molto sul prezzo del prodotto finale. La qualità di questa lavorazione è decisamente più elevata ma difficile da far apprezzare ad un pubblico sempre alla ricerca di un prodotto il più conveniente possibile.

Il costo dell’impagliatura

Il problema del costo dell’impagliatura si è verificato anche nel mondo del mercato antiquario. Anni fa mi è capitato di trovare un rarissimo divanetto a tre posti Thonet modello n. 27. Una volta restaurato nella parte di falegnameria e di lucidatura mi sono dovuto fermare prima della necessaria impagliatura. Il divanetto, costruito intorno al 1870, portava una paglia molto fine e, tra sedile e i tre medaglioni dello schienale, comportava un costo a me del settore di circa 1.000€. Una cifra improponibile per un oggetto meraviglioso ma di difficile vendibilità a cifre superiori ai 2.000€.

Lo stesso problema si riflette oggi sulle sedie “base” di genere Thonet come i modelli n.14 o n.18. Sedie che hanno una vendibilità oggi intorno a 150/200€. Anche in questo caso il rifacimento dell’impagliatura ha un peso non indifferente (tra i 50 e gli 80€ a seduta) e comporta riflessioni sulla effettiva convenienza di un’operazione di compravendita.

Rimane il fatto che la qualità paga e che saper trasferire questo concetto è importante perché la scelta sia sempre consapevole. Del resto, è il mercato che comanda.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Andrea Fornasa

    8 marzo

    Ricercando e restaurando da anni sedute in faggio curvato a vapore per pura passione, ho sempre completato i restauri lignei effettuati solo con paglia lavorata a mano filo per filo, e non mi sono mai pentito di questa scelta che ridona l’antico splendore anche alla seduta più umile, così come a quella più ricercata e rara.

    Andrea Fornasa

    • Giovanni Renzi

      8 marzo

      Buongiorno Andrea e benvenuto! La tua è una scelta di valore. Sapere a chi affidarsi per un lavoro fatto bene non è semplice, specie se non si è del settore. Per questo stiamo preparando un post dove daremo consigli e suggerimenti sui migliori impagliatori che abbiamo incontrato.

  2. Buongiorno! bellissime le parole che dice mi fanno aprezzare il lavoro che faccio da più di 20 anni l’impagliatore a lissone MB !! ma purtroppo al giono d’oggi ci si scontra con una realta dove nonostante i consigli per un lavoro appropiato alcune persone pensano solo al risparmio non credendo che per un lavoro preciso ci voglino ore di lavoro ma che si possa fare tutto a macchina in poco tempo ! con il risultato che chiedono lavori obbrobiosi e assurdi ma come mi hanno insegnato alla fine il cliente ha sempre ragione !!!
    cordialmente marco seregni

    • Giovanni Renzi

      26 marzo

      Buongiorno Marco,
      tieni duro, pensa che sei un professionista e che il tuo lavoro è un’arte che si tramanda da secoli. Quando hai qualcuno che vuole farti mettere delle paglie stampate per risparmiare digli quanto stanno perdendo di valore le loro sedute. e se non ci credono facci contattare. Nel tempo ho visto tante sedie modificate per inserire una paglia fatta a macchina. Il sedile era stato levigato nella parte interna e riportare le sedie allo stato originale solo di lavoro di restauratore costava 3 o 4 volte una paglia fatta correttamente! E comunque non erano più originali.
      Io capisco quando amaramente scrivi che il cliente ha sempre ragione, ma sei tu l’impagliatore-professionista-artista e sei tu che devi valutare di volta in volta quale lavoro è corretto o scorretto. Non svalutare la tua opera e gli oggetti su cui intervieni.

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