Palazzo Thonet a Milano | Legno Curvato

Palazzo Thonet a Milano

Quadro negozio Thonet, p.zza Duomo Milano

Abbiamo già visto delle tracce di Thonet a Milano, al Planetario, ma quello che vi mostriamo in questo post è ancora più incredibile. Sapete dove era il negozio della Gebrüder Thonet a Milano? Non lo direste mai. In Piazza del Duomo!

Ma c’è di più. Nel 1878 il Municipio di Milano firma con la Fratelli Thonet un contratto per il completamento dei portici settentrionali di Piazza del Duomo.

L’accordo, prevede la costruzione di un Palazzo, da allora denominato “Palazzo Thonet” compreso il negozio sui portici che verranno anch’essi realizzati e pagati dalla società austriaca. Il tutto su progetto di Giuseppe Mengoni.

Vienna 1873

È probabile che i Thonet abbiano conosciuto di persona lo stesso progettista all’Esposizione di Vienna del 1873 dove un modellino della galleria, eseguito dal falegname intagliatore Carlo Frabboni, viene esposto dall’Italia mentre i fratelli Thonet sono nella giuria che assegna i premi e le medaglie.

I lavori del Palazzo vengono diretti dall’Arch. Muller di Vienna, che è l’autore anche della pianta e delle due facciate su Via San Raffaele e via Ugo Foscolo, mentre quella sui portici segue lo stile del Mengoni e della Galleria già eseguita.

L’edificio viene già pensato per essere predisposto con la luce elettrica e i marmi e i graniti, che arrivano a Milano per mezzo dei navigli, vengono forniti dalla ditta Cirla con sede in Ripa di Porta Ticinese.

La luce elettrica a Milano

È il primo palazzo elettrificato con il sistema Edison e non con il Gas. L’edificio viene terminato nell’ottobre del 1882 con un mese di prova di illuminazione dei portici e del negozio.

Nel frattempo viene costruita la prima centrale elettrica (quella di Santa Redegonda) e a Novembre dell’anno successivo i milanesi accorrono alle 18.30 di sera per vedere la galleria, il negozio e il Palazzo Thonet illuminato elettricamente.

La luce anche qui, come anche descritto presso la Fabbrica Antonio volpe ad Udine pochi anni più tardi, è una luce bianca che come scrivono i giornalisti “ non offende gli occhi” e non procura quel fastidio di intermittenza tipico dell’illuminazione a gas.

Piazza del Duomo Milano 1881

palazzo thonet in costruzione 1880 ca.

Esistono due foto della Piazza del Duomo nel periodo di completamento dei portici e della costruzione del Palazzo Thonet. In entrambe si vede benissimo la grande scritta pubblicitaria sul fianco dell’edificio ancora in piedi dove campeggio la scritta “Fratelli Thonet – Mobili in legno curvati a vapore

La Grande Guerra

Devono passare oltre trent’anni perché una nuova folla si riunisca di fronte al negozio Thonet di Via San Raffaele.

Questa volta però non è una folla che con stupore guarda i mobili viennesi ben esposti ed illuminati all’interno delle vetrine. E quello che vola per aria non sono i cappelli in segno di felicità come disegnato sulla vignetta della rivista Nuova Tramway del 25 novembre 1882. È una folla inferocita contro l’odiata Austria di cui Thonet è uno dei simboli più conosciuti.

Nel maggio del 1915 la folla assalta il punto vendita e distrugge tutto lanciando i mobili fuori dalle vetrine. Ne è testimone un pittore che ritrae il momento in un quadro ora presente nella collezione del Museo di Palazzo Morando sempre a Milano che vi mostriamo in copertina.

Il pittore si chiama Giannino Grossi e mostra chiaramente i mobili che vengono buttati dalle finestre e che volano sul sagrato di Piazza del Duomo. È il simbolo della fine di un’epoca.

Declino di un’epoca

Finita la guerra la Gebrüder Thonet dovrà ripudiare il proprio essere austriaco dichiarando di essere un’azienda boema (le fabbriche sono ora dislocate nella nuova Repubblica Cecoslovacca) con sede in Brunn. Lo stesso accadrà in Francia.

Il motivo? Riuscire a rientrare in possesso dei magazzini e degli immobili di proprietà Thonet nei paesi vittoriosi per non doverli perdere come risarcimento di guerra.

Oggi il Palazzo dopo diversi cambi di proprietà ospita un Hotel. Se avete voglia di fare due passi andate in Via San Raffaele o in Via Ugo Foscolo e alzate lo sguardo. Sotto i balconi esistono ancora gli stemmi con le lettere F e T.

È quanto rimane di un’epoca gloriosa, quella della Fratelli Thonet.

palazzo Thonet completato


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Manuela

    15 aprile

    A dirci di questo quadro incredibile è stata Laura, un’amica architetto che accompagna i gruppi nei Musei milanesi. Durante un suo giro, sfogliando un catalogo, lo ha visto perché il quadro non è esposto. E così ha pensato a noi. Grazie a lei abbiamo scoperto questa storia. Altra cosa incredibile è che si possono riconoscere i modelli degli oggetti Thonet, gettati in strada. Il pittore doveva avere un catalogo o conoscere molto bene la collezione perché la corrispondenza è reale. Magari ha copiato da una fotografia. Chissà se dai giornali dell’epoca si può scoprire qualcosa di più.

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