Perfetto equilibrio: la poltroncina Thonet n. 6081 | Legno Curvato
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Perfetto equilibrio: la poltroncina Thonet n. 6081

Perfetto equilibrio: la poltroncina Thonet n. 6081

Poltrona Thonet n.6081

Spesso nel design la perfezione arriva per sottrazione e la poltroncina Thonet n. 6081 ne è un bellissimo esempio.

Un abbraccio per la schiena, tre montanti per sorreggere, un triangolo per sostenere, due linee curve per distinguersi.

Questo il ritratto della coraggiosa poltroncina che compie 112 anni e, a dispetto della sua età, conserva grande efficienza e straordinaria freschezza. Un capolavoro davvero senza tempo e una seduta tutta da scoprire e, perché no, tutta da provare.

 

Poltroncina Thonet n.6081

Nel numero di Thonet Zentral Anzeiger viene presentata insieme alla Postsparkasse di Otto Wagner

3 è (davvero) il numero perfetto

Compare nell’ottobre del 1905 in “Thonet Zentral Anzeigerla rivista interna all’azienda che, tra le molte cose, illustra i nuovi modelli in ingresso nel catalogo d’offerta.

Nella stessa pagina viene presentato un altro modello: la famosa poltroncina n. 6516 disegnata da Otto Wagner per la “Postsparkasse” di Vienna.

La poltroncina di Otto Wagner ripercorre la traccia inaugurata cinque anni prima da Gustav Siegel con il modello n. 715: forma a pozzetto, quattro montanti, sezione piatta delle nervature.

Nella n. 6081 invece componenti ormai molto utilizzati dai Fratelli Thonet generano un design assolutamente nuovo.

Essenziale e confortevole, con una gamba in meno sfida tradizione e luoghi comuni. L’appoggio perfetto insiste su soli tre punti e non su quattro e questa poltrona lo dimostra.

Ci avete mai pensato? L’unica sedia che non ballerà mai su qualsiasi pavimento non può che essere a tre gambe.

 

Thonet n.6081 dettagli

Rivisitare per creare di nuovo

Novità e tradizione trovano nella nostra poltroncina un mix d’avanguardia. Elementi deformati, amplificati, ricomposti secondo una concezione assolutamente nuova e qualche novità generano una forma perfetta.

 

La sezione delle nervature è quella classica rotonda. L’eliminazione però di una gamba che ha come conseguenza l’inesistenza di un retro, conferisce a questo modello plasticità e trasparenza proprio come nella sedia n.51 disegnata da August Thonet .

Sarà ancora lui l’autore? Non lo sappiamo. Sulla paternità di questo modello, che tra l’altro produce solo la Gebrüder Thonet, non abbiamo indicazioni. Magari sulla scorta di qualche fortuito ritrovamento un giorno potremmo fare delle ipotesi, come per la poltroncina n.212 della Società Antonio Volpe.

 

Il fascione per una seduta a schienale basso è già molto utilizzato nelle sedie da scrittoio presenti in catalogo già da una ventina d’anni. Qui però viene molto ingrandito e la particolare collocazione delle gambe a “triangolo equilatero” lo rende particolarmente ampio e accogliente.

Prende tutta la profondità della sedia consentendo, all’ occorrenza, una seduta rilassata e distesa.

 

Assolutamente nuovo il sedile che è ovviamente l’elemento chiave di questo capolavoro.  Fino al 1904 nessun modello Thonet ha la seduta a triangolo. Questo sedile viene pensato e costruito solo per questo modello.

Viene realizzato nelle tre versioni opzionabili per la seduta ovvero: paglia di Vienna, imbottitura o tavoletta di multistrato.

 

Thonet in fabbrica

La complessità e l’arte della lavorazione dei fascioni della poltroncina Thonet

Nuova anche e realizzata esclusivamente per questo modello la “squadretta” in metallo che viene applicata a sostegno della seduta. Vengono superate le tipologie adottate da Thonet negli anni a questo scopo.

Nessun archetto di collegamento in legno curvato così come semplici semiarchi applicati tra gamba e seduta. Nessuna sfera o olive in legno tornito.

A tal proposito la storia in Thonet continuerà con i ventaglietti di legno applicati alle sedie n. T826 disegnate da Josef Hoffmann. Quando un’azienda ha una storia così importante questi dettagli diventano un linguaggio e una garanzia.

Anche le due nervature curve sui lati che possono sembrare l’unico vezzo in realtà hanno una funzione di irrigidimento e di collegamento tra gambe sedile e schienale. Elemento strutturale che allo stesso tempo diventa un tratto connotante il modello.

La qualità costa ma nel tempo paga

Nel 1911 questa sedia viene venduta al prezzo di 15 Corone, quando una n. 14 costava 6 Corone e una B9 ne costava 8,50.

Il costo di produzione incide sicuramente molto. Quello degli stampi del sedile, ad esempio, utilizzato solo in questo modello e soprattutto i costi per la realizzazione del grande fascione curvato.

La realizzazione e la rifinitura richiedono infatti molto materiale ma soprattutto tempo e personale qualificato. Viene sagomato e rifinito attraverso levigatura a contatto regolata solo dall’occhio dell’esperienza.

Un valore che non ha prezzo, quello dell’esperienza e della sensibilità del mestiere. Un’arte unica che forse si è persa nel tempo.

 

Caffé al gusto Thonet

E voi, volete provare una sedia a triangolo?

Oggi la poltrona più moderna che mai è un modello molto raro, tanto da indurre qualche decennio fa la Thonet G.m.b.H. a riprodurla.

Per darvi un’idea in questi anni di vita Thonet in cui ho maneggiato quasi 7.000 oggetti in faggio curvato, mi sono state proposte molte imitazioni ma di questo modello esatto ne ho viste soltanto otto di cui cinque provenienti dall’Ungheria. Queste ultime sono riuscito ad acquistarle.

Nascono come sedie da scrittoio ma sono bellissime anche come sedie da conversazione e da lettura. Insuperabili in collocazioni “da centro”.

Per un pò le ho tenute tutte, poi, una volta restaurate ho deciso di separamene. Una ora è a casa di un collezionista Thonet, due fanno compagnia a delle sculture Secessione, due sono ancora con me e mi hanno permesso di regalarvi le immagini di questo post.

Giuste giuste per sedersi insieme intorno a un tavolino in linea curva per un buon caffè e per provare l’esperienza dell’equilibrio perfetto. Che ne dite?

Io intanto vi aspetto nel mio negozio. A un buon caffè, si sa, è impossibile dire di no.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

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