Punto di svolta | Legno Curvato

Punto di svolta

Poltrone a sezione quadrata

Nulla in questa vita accade senza un prima e un dopo. (D.R. Meredith)

C’è un prima e un dopo nella storia del linguaggio del legno curvato? Sicuramente sì.

Sono gli anni tra il 1898 e la fine del 1899 che determinano uno stacco nella storia del mobile stile Thonet.

Un punto di svolta fondamentale che ci introduce al mobile moderno.

Ecco perché è così importante capire cosa sia accaduto. E soprattutto comprendere quali siano stati i fattori scatenanti e quali le conseguenze di scelte non solo artistiche ma anche imprenditoriali che hanno cambiato il mondo.

Nel caso della linea curva, rendendolo un luogo migliore dove abitare.

interno Kohn

Soluzione di continuità

Ne abbiamo accennato al nostro corso di Montegrotto, riferendoci, in termini di linguaggio, alla sezione degli oggetti.

Tra il 1898 e la fine del 1899 infatti abbiamo gli ultimi meravigliosi oggetti costruiti con la sezione tonda, la sedia n. 255 e la poltroncina n. 712, e i primi con la sezione quadrata presentati prima a Vienna e poi a Parigi all’Esposizione del 1900.

Ma il prima e il dopo non è solo in questo aspetto, anche se importante. Ciò che accade è un vero e proprio deciso cambio di passo e di direzione. E, come sempre accade, non ascrivibile a una sola ragione bensì a una concorrenza di fattori, spesso concatenati tra loro.

Noi ne abbiamo identificati 5. Ecco il nostro punto di vista.

Sedia Jacob & Josef Kohn

La sedia n. 330 della Jacob & Josef Kohn

1. Dalla sezione tonda alla sezione quadrata

Lo abbiamo detto. Il fattore scatenante è di tipo tecnico. Con questo, il linguaggio creativo del faggio curvato a vapore supera ogni barriera pensabile fino a pochi anni prima.

Il segno grafico della sezione quadrata deriva verosimilmente anche dal nuovo gusto dettato dalla moda verso le figure geometriche. Josef Hoffmann ne teorizza in quegli anni nei suoi scritti del 1901 ad esempio su “Das Interieur“. Pensiamo alla produzione anche di tessuti oltre che di illustrazioni e manifesti pubblicitari.

La sezione quadrata permette alla Jacob & Josef Kohn di arrivare a creare angoli senza che l’asta venga interrotta. Non è più necessario che il progettista, all’epoca di Michael Thonet un artigiano-imprenditore, possegga le conoscenze tecniche accumulate con l’esperienza. Ora è l’artista che può dare libero sfogo al proprio genio creativo.

Fino a quel momento, come in tutta la produzione ottocentesca, i modelli sono anonimi, non sono cioè legati a uno specifico artista. Così accade anche negli ultimi modelli famosi a sezione tonda, le già citate sedia n. 255 e la poltroncina n. 712.

Solo successivamente i nomi di Adolf Loos e di Gustav Siegel vengono ad essi attribuiti. Loos per la sedia n. 255 utilizzata nel progetto del Cafè Museum. La n. 712 a Siegel per la vicinanza stilistica alla n.715 e per il ruolo di responsabile dello studio tecnico che assume all’interno della Jacob & Josef Kohn in quegli anni.

È a partire dalla poltroncina n. 715 che nelle riviste d’epoca gli oggetti iniziano ad essere accostati ad artisti e architetti/designer quali Koloman Moser, Gustav Siegel, Josef Hoffmann, Otto Wagner, Josef Urban, Marcel Kammerer e Otto Prutscher.

Pubblicità

Disegni di eccellenti artisti per i mobili della Jacob & Josef Kohn in un invito del 1906

2. La nuova moda dell’imbottito e le nuove finiture

L’imbottito prende la supremazia di prodotto. I nuovi materiali utilizzati sono stoffe e metalli. E questo modifica completamente la clientela a cui le aziende di legno curvato si rivolgono, a partire dal posizionamento di prezzo dell’offerta.

Basti pensare che la richiesta di una serie di puntali di ottone per una poltroncina moderna costa come una poltroncina n. 14 o n.18 e molto di più di una sedia. I puntali di ottone, da soli, hanno un prezzo a listino di 12,50 Lire contro le 9,50 Lire di una sedia n. 14.

Al prezzo base del telaio e delle parti in ottone, vanno poi aggiunti la tappezzeria e il lavoro relativo. Per il prodotto finito un prezzo medio-alto che non tutti si possono permettere.

3. Cambia il processo di produzione

I nuovi materiali comportano anche una modifica nella filiera di lavorazione.

La finitura con paglia di Vienna è da sempre un lavoro da donne, in gran parte svolto a casa. La Volpe ad esempio ha circa un sesto di manodopera che lavora in questo modo.

Il lavoro di tappezzeria invece non può essere svolto a domicilio. I tessuti sono acquistati in grandi rotoli, senza contare i materiali per imbottire quali crine di cavallo, crine vegetale, Kapok.

Le fabbriche come luoghi di lavoro devono essere ripensati con spazi maggiori ai reparti di finitura e imbottitura.

imbottitura Kohn 728

Diversi materiali nella imbottitura di una poltrona Kohn n. 728

 

4. Materie prime e rotte di approvvigionamento

I nuovi materiali utilizzati comportano scelte di approvvigionamento diverse.

Se la canna arrivava esclusivamente dall’India, il Kapok è una fibra naturale che si ottiene dalla Ceiba pentandra, detta Ciba, della famiglia delle Bombacee, classificata alla fine del Settecento.

Deriva in specifico dai frutti di questo albero molto diffuso in sud America e non solo nelle aree tropicali delle Indie Orientali. Pensate che può arrivare oltre i 60 Mt. di altezza.

Considerata in tempi antichi uno dei simboli sacri della mitologia Maya, i frutti contengono una massa densa di fibra che, a seguito di un’attenta lavorazione, viene trasformata in un filo utilizzabile per produrre l’imbottitura di cuscini, materassi, trapunte e tessuti.

Le fibre vegetali che sostituivano il crine animale (di cavallo, di bue ad esempio) arrivano dal Nord Africa (Algeria, Tunisia) dall’America (Florida, Brasile, Giamaica) o dalle Indie Occidentali.
Sono ottenute dalle foglie o da parti diverse di alcune palme o altre piante quali l’agave.

A queste aggiungiamo la fornitura di molle e cinghie. Una modifica di possibili fornitori di materie prime che dipende anche dal miglioramento delle rotte commerciali navali.

catalogo kohn 1908

 

5. Moderne strategie di marketing e comunicazione

L’utilizzo dei nuovi materiali e l’innalzamento dei prezzi dei prodotti a catalogo stimola strategie di marketing e di comunicazione di nuova concezione.

La comunicazione tramite cataloghi si modifica così come le pubblicità, rivolte a un mercato sempre più segmentato e mirato. Sui cataloghi e sulle pubblicità vengono mostrati uomini della nuova borghesia seduti nei salottini dei nuovi imbottiti.

 

Ma cambia anche il modo di esporre e di presentare gli oggetti. Nelle Esposizioni vengono mostrati interi arredi per tutte le stanze delle nuove residenze moderne.

Si stipulano accordi commerciali con aziende di tessuti come la Backhausen e come la Wiener Werkstätte. Nel catalogo dell’Esposizione Imperiale di Earl’ Street a Londra nel 1906, si esplicita proprio che i rapporti commerciali della Wiener Werkstätte vengono gestiti dalla Jacob & Josef Kohn. Delle vere e proprie partnership per un fine comune.

Si pubblicizza poi che i nuovi modelli vengono costruiti grazie ai rapporti con gli artisti leader del momento. Oggi le chiameremmo designer-collection.

Inizia dunque l’era moderna anche nell’arredo e il linguaggio che parla è proprio il legno curvato.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
KNOW US BETTER