Questa non è una Thonet n. 14 | Legno Curvato

Questa non è una Thonet n. 14

Thonet n.8 e Thonet n.14

Sì, è proprio così. Avete capito bene. La sedia in primo piano nell’immagine di copertina non è una sedia Thonet n.14. Non ci credete vero?

Invece non è uno scherzo perché esattamente si tratta della sedia Thonet n.8. Eppure sembra identica, talmente identica da avere tratto in inganno poco tempo fa persino alcuni operatori del settore che sanno di linea curva.

Come sempre la differenza è nei dettagli e nella conoscenza.

Anche la sedia più venduta al mondo e più replicata in tutti i materiali nasconde i propri segreti. Ma noi ve li stiamo per svelare e nessuna seggiolina potrà più celarvi la propria vera identità.

 

Thonet

Origine nel Biedermeier

Chiariamo subito una cosa: la differenza non è nell’anello posto tra le gambe. Da metà del 1861 questo elemento strutturale diventa obbligatorio per stabilizzare la seduta, su tutti gli arredi prodotti.

Ce lo racconta una corrispondenza interna tra i fratelli Thonet. Le sedie antecedenti ne sono quindi prive e, tipicamente, sono le versioni più antiche in legno lamellare.

Il punto è che la sedia Thonet n.14 non nasce da un colpo di genio. Ne abbiamo già parlato nel primo post dedicato alla nostra amata seggiolina. La ricerca estetica e formale va di pari passo con quella tecnologica, legata allo sviluppo della piegatura del faggio.

Formalmente la sedia perfetta è l’evoluzione di un progetto nato come modello n.8, pensato da Michael Thonet a metà degli anni 50.

Alcuni studiosi ritengono che per i modelli n.8 e n. 14, Thonet abbia ripreso un disegno del famoso ebanista Biedermeier J.U. Danhauser, attivo a Vienna nella prima metà dell’800.

Nella capitale dell’Impero Austro-Ungarico, nel 1822 si contano circa 950 ebanisterie che producono mobili appunto in stile Biedermeier per gli strati agiati della borghesia.

Danhauser segue linee sobrie e pulite, con particolare attenzione ai costi di produzione, e in questo le nostre due sedie trovano perfetta corrispondenza.

Thonet n.14

Archetipo della sedia di design

Il disegno della sedia Thonet modello n.8 e n.14, così come per il modello n.18 di Danhauser, è un archetipo della sedia.

Lo schienale unito oltre che alla sommità anche da un altro archetto è tipico nelle sedie comuni con sedile in paglia dell’800 così come nelle sedie di Chiavari sempre dello stesso periodo.

La sedia n.14 viene creata nel 1859 quando l’evoluzione della tecnica della curvatura del faggio è in dirittura d’arrivo. Si perfeziona infatti due anni dopo, nel 1861. Michael Thonet ha acquisito esperienza e rispetto agli inizi ha aumentato progressivamente le sezioni da curvare.

Due sono i punti di svolta:

1. Progresso nella tecnica di piegatura:

in questo periodo riesce già a curvare in un unico pezzo le gambe posteriori degli schienali, abbandonando la costruzione in legno lamellare. Ha ormai superato anche il problema legato alla base dello schienale, quello dell’ultima curva da effettuare con lunghezze diverse.

2. La produzione modulare:

nei modelli a catalogo con le numerazioni dall’1 al 13, presumibilmente creati prima della n.14 visto che la numerazione dei modelli è progressiva, Michael Thonet utilizza 2 tipi di schienale (uno leggermente arcuato per i modelli n.5, n.6 e n.9) e 2 tipi di sedile (uno per i modelli con le asole e l’altro per quelli senza).

Thonet produzione modulare

Diversi tra loro per costruzione ma non per forma. La differenza nei modelli viene creata dai diversi decori. Un esempio geniale di produzione modulare.

Tratti distintivi

Ma quali sono dunque le differenze tra una sedia n.14 e una sedia n.8? Nel modello Thonet n.14:

 

La mancanza dei due capitelli nelle gambe anteriori

La forma del sedile tondo e non a trapezio

Sedie Thonet

Sedie a confronto: Thonet n.8 (a sinistra) e Thonet n.14 (a destra)

 

Determinante è il passaggio a un sedile tondo, frutto non di un progresso nella tecnica di piegatura bensì nella qualità del collante utilizzato.

L’esigenza è quella di chiudere in maniera stabile il cerchio. Nel modello a trapezio Thonet lo ferma nella parte meno curvata. Ed è questa introduzione che porta anche all’abbandono dei capitelli.

Perché nasce la sedia Thonet n.14?

Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici

Così dice Lev Tolstoj. E nel nostro caso, il vero motivo alla base di questa nuova versione del sedile è semplicemente nella volontà di ridurre i costi.

Con il sedile tondo i costi dell’impagliatura si riducono notevolmente perché nella Thonet n.14 il numero dei buchi è pari a 76 rispetto ai 90 della n.8. Una riduzione del 16%.

Non è un caso che il prezzo della Thonet n.14 sia del 17% più basso, perché il grosso del risparmio di tempo è proprio qui, nell’impagliatura.

Non solo genio creativo ma anche eccellenza industriale. Questa è alla base del successo della linea curva e del suo affermarsi come linguaggio all’origine del design nel mondo dell’arredo.

E la sedia più venduta e copiata al mondo ne è l’esempio perfetto.

Interno con vista

Questa non è una Thonet n.14

Bene, il segreto è ora svelato. Sono due i punti di differenza e uno è conseguenza dell’altro.

Al di là dei tecnicismi, è semplice distinguerle e, ancora di più, ricordarlo se si conoscono i razionali che hanno portato a quei cambiamenti. I motivi che hanno generato quella volontà di evoluzione e i presupposti che lo hanno reso possibile.

Ora quando vi troverete di fronte una seggiolina dalle sembianze di una Thonet n.14 saprete cosa guardare e saprete identificarla perfettamente.

Come ben pochi esperti sanno fare. E voi lo state già diventando. E che bella soddisfazione.

 


A proposito di come nascano le idee, la chiave di volta del pensiero umano, e di come da idea nasca idea, ecco un post che racchiude un video molto interessante. Da uno dei nostri blog preferiti. Enjoy!

Come nascono le idee? Un video raccoglie alcuni punti di vista


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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