Thonet 14 e la democrazia del consumo
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Thonet 14 e la democrazia del consumo

Thonet 14 e la democrazia del consumo

Thonet 14 - Legno curvato

Ho conosciuto Giovanni per via di una Thonet 14. Volevo trovarne una vintage per la mia casa. Cercavo una sedia e mi si è aperto un mondo. Ed è stato subito amore.

 

La bellezza è un momento essenziale dello spirito. Senza la bellezza, senza l’esperienza della bellezza un uomo non sarebbe completo. (A.Olivetti)

 

Era la sedia di mia nonna, me la ricordo da quando ero bambina. Mi piaceva la sua linea curva ma la cosa che ricordo di più è che se cadeva, rimbalzava. Come una palla magica. Oltre che bella ed elegante, era indistruttibile.

Ne cercavo una vintage per la mia casa che ho arredato in stile moderno, dove un oggetto in legno curvo di carattere avrebbe dato personalità e una marcia in più. Oltre al fatto che a me piace moltissimo.

E mi si è aperto un mondo. Lo stile curvo parla di bellezza e di genio creativo ma anche di eccellenza industriale, di imprese che hanno agito senza lasciare nulla al caso.

Dalle scelte di prodotto, al posizionamento dei prezzi, alle politiche distributive e di canale, alla comunicazione interna e verso il mercato. E di imprese etiche. Per un’appassionata di impresa e di interior design è stato amore a prima vista.

Nuovi codici di linguaggio

A Vienna ai primi del 900, all’origine del design, il legno curvato era il linguaggio per tutti.

Quando un’architetto disegnava un prototipo per una committenza privata, spesso realizzato in legno massello, se l’impresa decideva di metterlo a catalogo, l’oggetto veniva tradotto in legno curvo per poterlo produrre in serie ed essere disponibile a prezzi accessibili anche per le classi meno abbienti.

E non solo per le sedie, presto i portafogli prodotto si arricchiscono di poltroncine, tavoli, tavolini, divanetti, toelette, porta riviste, attaccapanni a muro o a piantana, fioriere, letti, culle, specchiere.

Tutto ciò che occorreva per arredare l’ambiente domestico, di ufficio, ambienti pubblici come caffè, cinema, teatri, ristoranti, hotel. Ovunque. A cavallo del ‘900, il legno curvato è dappertutto.

Il punto è che nel processo produttivo la manodopera costava molto poco, quindi, l’incidenza sul prezzo di vendita era bassa.

Nel 1879, su una capacità produttiva di 120-150 sedie al giorno, lavorazione del legno e verniciatura pesano il 14% sul prezzo finale. Se ci aggiungiamo canna e finitura diventano il 29%. Agli inizi del ‘900 il salario orario di un operaio in Italia è di 0,32 Lire.

Tecnologia artigiana

Questa tecnologia, dove ancora oggi la manualità è importante per la finitura del prodotto, diventa il codice di linguaggio dell’arredo per tutti, cavalcando l’onda di quella democrazia dei consumi tipica del mobile moderno che sancisce la nascita del design nel mondo dell’arredo.

Del resto la seconda metà dell’800 offre una incredibile opportunità di business denominata mercato di massa. Dal 1850 al 1900 la popolazione in Europa passa da 276 a 420 Milioni di persone. Un boom demografico che accende gli animi di chi vede nell’industrializzazione un potenziale immenso di guadagno. E aveva ragione.

Lo sviluppo industriale ed economico crea un clima ottimista ed euforico e fiducia in un progresso che sembra inarrestabile. La nuova borghesia si fa strada, affermando la propria identità, i propri valori e ideali, e lo stile curvo diventa lo stile che meglio la rappresenta.

Non solo profitto

Business dunque. Del resto, un‘impresa nasce per produrre valore e ricchezza, altrimenti fa un altro mestiere. E’ il suo DNA. Nell’arredo la sedia Thonet n.14, dal 1883 al 1914, in Italia viene venduta a 9,5 Lit. il corrispondente di 36 uova. Prezzo che rimane invariato per tutti questi anni, probabilmente sino dalla sua nascita nel 1859. Eppure in questo stesso periodo il prezzo della manodopera cresce del 18%.

Quindi non era solo ricerca di massimo profitto. C’è la volontà di fare arrivare a tutti la bellezza, di farla entrare in primis nella propria casa, dando dignità alle persone e al loro vivere quotidiano, facendo loro intravedere la prospettiva di un futuro migliore possibile.

C’è il desiderio di creare progresso, quello buono, che crea benessere per le persone e per la comunità all’interno della quale ogni impresa è responsabilmente inserita.

Un essere impresa che anticipa i valori del marketing umanistico o capitalismo etico che oggi sono la nuova frontiera del fare business. Il design nel mondo dell’arredo è nato da una visione democratica, di bello e di bene per tutti.

Un bel modo di iniziare una storia che ancora oggi fa battere il cuore.

Avete notato lo strappo nella manica del vestito della donna sul dondolo? Non è un caso. In questa immagine pubblicitaria Thonet l’outfit della dama è semplice, dozzinale anche nei tessuti, le scarpe molto usate. Sicuramente è una donna popolana, che si rilassa felice sul suo bellissimo dondolo n.4.

A proposito, di che anno potrebbe essere questa pubblicità? Leggete questo post su come riconoscere l’epoca di un oggetto in stile Thonet e provate a datarlo, poi ditecelo nei commenti. Chi saprà dare la risposta corretta?


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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