Thonet a Teatro | Legno Curvato

Thonet a Teatro

Poltroncine Thonet al Politeama

Vero che con la cultura non si mangia, almeno non direttamente, ma la riapertura del Nuovo Teatro Politeama a Tolentino, il centro più grosso del cratere del terremoto nelle Marche, è un bel segnale di rinascita.

Così apre Franco Giubilei, su La Stampa Cultura, in un post del 19 maggio scorso, dedicato alla riapertura del teatro nella cittadina marchigiana.

Un’opera di restauro e rivisitazione importante a cura dell’Arch. Michele De Lucchi, resa possibile dall’impegno della Fondazione Franco Moschini.

L’edificio liberty del 1927 è oggi un centro polivalente per le arti e lo spettacolo, grazie alle sue sale dedicate alla danza, ai laboratori per le prove di musica e teatro, alla sala audiovisivi e a una grande sala da 170 posti.

Prendiamo proprio spunto dalle sedie progettate dall’Archistar per questa sala, e prodotte dalla Gebrüder Thonet Vienna (GTV), per raccontare la storia delle poltrone in legno curvato per teatri e cinema di cui Thonet a cavallo del 900 è ancora una volta protagonista.

 

catalogo thonet 1890

La prima volta del sedile reclinabile

Il primo prodotto per Teatro appare nel catalogo generale dell’azienda viennese nel 1890.

Non che le classiche sedie in legno curvato non venissero comunque utilizzate nei teatri Europei. Ci sono un numero considerevole di stampe e dipinti che mostrano le classiche sedie n. 14 o le sedie n. 1 utilizzate in teatri e locali per commedie o concerti.

Ma, per la prima volta, Thonet mostra una poltroncina con sedile reclinabile proposta in tre versioni, segnalando specificatamente l’uso per teatri. Con sedile e schienale impagliato, con compensato o imbottito, a seconda della qualità del locale arredato.

Anche in questo campo la Gebrüder Thonet dimostra di essere molto attenta a ciò che succede nella società.

I nuovi tipi di teatri stanno abbandonando l’idea del teatro all’italiana, rifiutando la platea a ferro di cavallo e gli ordini dei palchi lungo il perimetro. Il Festspielhaus di Bayreuth, fatto costruire da Richard Wagner nel 1876 in collaborazione con l’Arch. Otto Brückvald, introduce il format a sala unica.

 

Bayreuth Festspielhaus

Festspielhaus di Bayreuth, sezione longitudinale prospettica

Democrazia a teatro

A volte su due livelli per sfruttare meglio lo spazio, la sala unica con l’eliminazione dei palchi abolisce la divisione del pubblico in classi sociali. È di fatto una democratizzazione della sala stessa.

Gli spettatori vengono messi equamente in una condizione di visibilità e di ascolto ottimale. Le poltrone sono in generale disposte lungo archi di circonferenze concentriche rispetto a un punto posto sull’asse mediano del palcoscenico.

L’angolo di visibilità andando verso gli estremi diminuisce dal posto centrale di ogni fila, ma la riduzione dell’angolo di visuale rimane sempre entro un limite accettabile.

Come nel teatro greco, ciascuna fila di sedute viene posta su un piano leggermente superiore alla fila precedente in modo che ci sia sempre il campo di visibilità oltre gli spettatori che si siedono davanti. L’accesso ai posti avviene da corridoi laterali e il sedile reclinabile permette il passaggio ai ritardatari.

 

Teatro Politeama

Il teatro per tutti

Queste nuove disposizioni consentono grandi numeri di spettatori. I nuovi teatri accolgono dai 1.700 fino ad oltre 3.000 persone. Nel 1929 il Grosses Schauspielhaus a Berlino accoglie 3.412 spettatori tanto che viene considerato il primo “teatro di massa”.

Per grandi numeri di spettatori servono grandi numeri di sedute. E Thonet è pronta.

Per le sedute da teatro negli anni Venti e Trenta, produce cataloghi dedicati ma fin dai primi del Novecento sui cataloghi generali vengono inserite pagine dedicate a questo esclusivo tipo di seduta, con il riferimento dei più famosi teatri arredati.

Nel catalogo Thonet del 1895 le sedie da teatro sono già 7. Le pagine dedicate alle poltrone da teatro e alle sedie da sala da concerto o da musicista sono 4.

La casa austriaca segnala già alcuni edifici arredati con i mobili da teatro in diverse città in Austria, Ungheria, Germania e in particolare per il “Teatro-modello”, costruito per l’Esposizione della Musica e del Teatro di Vienna del 1892.

Nel catalogo del 1904 i modelli sono 14 e i teatri citati oltre 100 in tutto il mondo da Calcutta al Cairo, da Parigi fino a Saigon.

Anche in Italia sono numerosi i teatri e i cinema allestiti con sedute in legno curvato. A Milano ad esempio ci si può ancora sedere sulle poltrone della Thonet al teatro Gerolamo di piazza Beccaria, riaperto da poco dopo il suo restauro, a oltre vent’anni dalla chiusura.

Poltroncine Thonet al teatro Gerolamo milano

Poltroncine Thonet al teatro Gerolamo di piazza Beccaria a Milano

Tradizione in legno curvato

La poltrona disegnata da Michele De Lucchi, e prodotta dalla Gebrüder Thonet Vienna (GTV), è dunque un chiaro ritorno a una forte tradizione oltre centenaria e a un mercato particolarmente importante per il legno curvato.

Le poltrone utilizzate hanno una struttura in legno di faggio curvato a vapore di sezione rettangolare che ricorda vagamente un modello Thonet dei primi anni del Novecento.

Il sedile e lo schienale sono completamente imbottiti. Saranno comode? Sembra proprio di sì, ma il modo ideale per scoprirlo è provarle.

Ci troviamo dunque al Nuovo Teatro Politeama a Tolentino. In un paese in cui migliaia di famiglie sono ancora fuori casa a causa del terremoto, oltre che un piacere è un bellissimo segno di solidarietà.

E la solidarietà, si sa, rende tutti un pò più felici. E voi cosa ne pensate? Ci siete mai stati? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l’ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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