Thonet nella Valle dei Re | Legno Curvato

Thonet nella Valle dei Re

Tutankhamon Tomb discoverfy, 1923 by Harry Burton

Avrete ormai capito come io abbia un debole per le contaminazioni, per gli intrecci.

A volte vi sono relazioni inattese che legano cose apparentemente distanti, descrivendoci il significato più profondo degli oggetti, svelandone l’anima, che continua per secoli ad abitare il tempo.

Questo è il caso di un azzardato, quantomeno insolito, affiancamento che sto per proporvi tra le nostre Thonet e quanto di più lontano nel tempo e nel genere, dopo le caverne, ci possa essere: l’avvincente, ancora misterioso, Antico Egitto.

Del resto quando, in certi luoghi la leggerezza diventa una necessità, la solidità un imperativo e la bellezza un dovere, si può capire perché le nostre sedie siano arrivate a far parte della grande e affascinante storia di un faraone vissuto più di 2.200 anni fa.

Azzardo, con criterio

La foto-icona di Howard Carter, il più famoso egittologo di tutti i tempi viene scattata nella camera funeraria della tomba di Tutankhamon, nel 1924. Immortala il riscatto di questo particolare personaggio che, dopo anni di ricerche, compie la più grande scoperta archeologica del XX secolo.

Howard Carter, Tutankhamon

Howard Carter esplora il sarcofago del Faraone Tutankhamon, foto Harry Burton

Nella foto, divulgata dai giornali dell’epoca di tutto il mondo, Carter è ritratto davanti al sarcofago di Tutankhamon seduto in quella che riconosciamo essere una Thonet n. 19. Modello che alcuni commercianti chiamano ad “ali d’angelo”.

Cosa ne dite se cominciamo a chiamarla la “Tutankhamon”? Mi sembra molto nobile e decisamente faraonico.

Altrettanto suggestiva è un’altra immagine simbolo del ritrovamento di uno dei pezzi più significativi del tesoro del Faraone.  A lei abbiamo dedicato la copertina.

L’archeologo americano Arthur Mace (a sinistra) e il chimico inglese Alfred Lucas ispezionano una parte del carro di Tutankhamon e, anche qui, due sedie in legno curvato immortalate in questa splendida foto di Harry Burton.

Howard Carter: chi era?

Studiando la biografia di Carter e leggendo un pò su quella grande stagione otto-novecentesca delle grandi campagne di scavo, ho trovato risposta alle mie domande e anche un incredibile collegamento con il legno curvato.

Carter rampollo di una nobile famiglia londinese, frequenta sin da piccolo musei e ambienti artistici e letterari, introdotto dal padre Samuel grande pittore illustratore molto famoso a Londra.

Visto che la frequentazione di bellezza e cultura, è spesso contagiosa, si appassiona ben presto di egittologia (la grande novità dell’ Ottocento). La frequentazione di questi ricchi oltre che colti salotti, lo porta giovanissimo a partecipare ad alcune spedizioni fino a diventare Ispettore Capo per le aree archeologiche del Sud dell’Egitto.

L’incontro con Lord Carnarvon

Nel 1905 viene sollevato dall’incarico per un incidente diplomatico ma la sua fama, fa sì che, nel 1908, Lord George Herbert conte di Carnarvon lo arruoli per coordinare uno scavo per il quale aveva appena ottenuto concessione governativa.

Howard Carter, Tutankhamon

Howard Carter e la nobile brigata dei Lord su sedie modello n. 41 della Jacob & Josef Kohn

È l’inizio di un sodalizio durato quindici anni dove Carter mette esperienza e curiosità e Carnarvon capitali e passione.

Molti i ritrovamenti in questi anni e molte le foto di questi personaggi al lavoro all’interno degli scavi. Tutti ritratti sempre in compagnia di sedie Thonet o Kohn.

Molto singolare l’immagine di un “lunch” dentro la tomba di Ramssess XI dove la “nobile brigata dei lord” è comodamente seduta a una tavola apparecchiata di tutto punto, con sedie Kohn n. 41. Così come un’altra, dove un grande tavolo buffet, allestito nella spianata, serve gli ospiti che conversano seduti in Thonet di diversi modelli.

La Carter House: Thonet in ogni stanza

Ma tutte queste Thonet?

La risposta alle nostre domande sta non lontano dagli scavi, in una casa che Carter fa costruire per sé nel 1910. Un edificio a un piano, dallo stile nordafricano, ora casa museo, situato proprio all’interno della vecchia area “tebana” in prossimità degli scavi.

Howard Carter house

Al suo interno si trovano oggetti Thonet in ogni stanza, le sedie n.19 girano per lo studio, alla scrivania ci sono sedie di Koloman Moser; tavolini e porta spartiti che portano  libri e sorreggono strumenti, attaccapanni alle pareti e a piantana in camera da letto.

Se andate su Trip Advisor e digitate Howard Carter House, trovate più di 100 foto e potrete vedere tutte le stanze. Ambienti affascinanti dove pare che il tempo si sia fermato e dove tutto è ancora al suo posto.

Eloquente la prima pietra conservata all’interno della casa su cui è incisa la data e la provenienza e una targa che sottolinea come tutto provenga rigorosamente dall’Inghilterra.

Solidità e leggerezza al servizio dei faraoni

Sedia Thonet modello n.19Ecco dunque svelato il mistero: le sedie viennesi sono state acquistate da Carter a Londra, città in cui Thonet aveva negozio da quasi cinquant’anni.

Dopo avere viaggiato per terra e per mare sono arrivate in Egitto, per prestare servizio anche dentro le tombe dei faraoni.

Sono state smontate per il viaggio. Si vede dalle foto in cui si intravvedono le viti laterali di raccordo schienale-sedile: “a vista” e non coperte da un tappino di legno.

In effetti, quale sedia migliore: leggera, solida, fresca, igienica (legno e paglia di Vienna sono facilmente ripulibili). La scelta è centrata.

Curiosa l’immagine di questi signori vestiti di tutto punto, cappello e bastone che si tirano dietro le sedie per i cantieri di scavo. D’altro canto, una sedia Thonet pesa meno di 4 Kg e ne porta più di 600.

Legno curvato tra i tesori di Tutankhamon

Ma ciò che mi è parso assolutamente incredibile è che tra i pezzi del tesoro di Tutankhamon ci siano degli splendidi oggetti in legno curvato.

Già i carri del faraone, famosi nella storia per agilità, leggerezza e flessibilità, determinanti nelle grandi battaglie rappresentate all’interno delle piramidi, sono costruiti con legno curvato.

Per uno studioso di Thonet la mente non può che andare a quell’esperienza condotta più di 2.000 anni dopo dalla Antonio Volpe di Udine nella realizzazione del sulky da competizione per le gare all’ippodromo, icona di un’epoca. Con questa vetturetta in legno curvato la Volpe vince il Gran diploma d’onore alla Esposizione Regionale di Udine del 1903.

Carro Tutankhamon

Società Antonio Volpe sulky

Il sulky della Società Antonio Volpe da Udine -Catalogo 1895

Non è il primo caso di convergenza verso questo tipo di soluzione costruttiva. Lo vediamo ad esempio nella liuteria e nella nautica, anche se con tecnologie differenti e in epoche diverse. D’altro canto quando lo studio, l’esperienza e la tenacia nella ricerca verso la solidità e la leggerezza arrivano ai massimi livelli, in ambito di materiali naturali, non si può che passare per il legno curvato.

Che ne dite, andiamo a visitare la casa di Carter e a sfidare la leggendaria maledizione di Tutankhamon?

 


Le immagini in b/n sono pubblicate su gentile concessione del Griffith Institute, University of Oxford. Un archivio di foto incredibile, da vedere assolutamente. A loro un grazie di cuore.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

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