Trieste: il Castello di Miramare | Legno Curvato

Trieste: il Castello di Miramare

Castello di Miramare di Trieste

Alla fine del post sulla mostra Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti a Trieste, ci siamo lasciati a passeggio per il parco di Miramare.

Il biglietto comprende anche la visita al castello e noi siamo andati, sempre sulle tracce della linea curva.

Le scintillanti immagini della mostra si stemperano nel verde degli alberi e nell’azzurro del mare. Un vialetto dall’andamento sinuoso apre la scena allo splendido Castello di Carlotta e Massimiliano, i padroni di casa.

Il castello di Miramare

Un Castello principesco tra mare e cielo

Il castello è una spettacolare costruzione arroccata su uno sperone di roccia carsica che entra nel mare sporgendo dalla costa. La sua sagoma bianca, con tanto di torri e merli, è inconfondibile e facilmente individuabile anche dalla città che si trova a circa 5 Km di distanza.

Il castello è costruito a metà dell’Ottocento secondo il gusto dominante. Attinge al gotico e al rinascimento e risulta particolarmente interessante per il suo rapporto con il mare nel quale si immerge con una scenografica architettura di scale e balaustre.

L’impronta dei padroni di casa è forte. È infatti la “casa al mare” dei sovrani di Vienna.

Arte, bellezza e natura

Ferdinando Massimiliano d’Asburgo-Lorena è il fratello minore di Francesco Giuseppe, Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria. Egocentrico, brillante appassionato di arte e di botanica cresce e vive all’ombra del fratello predestinato.

Gli Asburgo foto di famiglia

In piedi da sin: l’Imperatore Francesco Giuseppe, l’Arciduca Massimiliano, la Principessa Carlotta Seduti da sin: l’Imperatrice Elisabetta (Sissi)

Nel 1859, dopo la sconfitta degli Asburgo abbandona Milano e si ritira a Trieste con la moglie, la principessa Carlotta, figlia di Leopoldo I, re dei belgi.

A Miramare, i coniugi costruiscono il loro “buen ritiro”. Un meraviglioso castello che diventa il loro paradiso.

Regali occupazioni

Qui lettura, arte, e soprattutto le loro meraviglie vegetali sono la principale occupazione. Un parco dove riescono a far crescere specie esotiche fino ad allora mai viste in Europa, prezioso bottino dei viaggi per mare. A dispetto della bora e del clima spesso rigido.

Il parco del castello

Oggi purtroppo il parco non è più quello di 150 anni fa. Una brutta invasione di un parassita si aggiunge ad una proprietà pubblica che fatica ad avere  risorse importanti per mantenerlo.

Ciò nonostante l’amore antico di Massimiliano e Carlotta è ancora presente in splendide piante arrivate da lontano.

La fiaba però non è a lieto fine. In tempi di restaurazione Napoleone III affida a Massimiliano il trono del Messico che a malincuore lascia Trieste nel 1863.

In Massimiliano i valori della linea curva

Massimiliano si dimostra subito un monarca fuori dagli schemi. Porta avanti le riforme democratiche in atto, cancella debiti, diminuisce le ore di lavoro, lotta contro il lavoro minorile cerca di migliorare le condizioni dei più poveri e degli operai.

Ma soprattutto ha una personalità illuminata che ha sempre operato consapevole che equità sociale, libertà e condivisione vadano di pari passo con arte cultura e bellezza.

Il tempo delle monarchie è però finito e solo quattro anni dopo viene giustiziato dall’esercito di Benito Juarez.

A Città del Messico rimane un buon ricordo dell’ imperatore venuto da Trieste. Parchi pubblici e alberi pieni di piante e di specie particolari da lui fortemente voluti stanno a ricordare una personalità illuminata interessata più alla diffusione del bello che ai propri interessi.

Proprio le cose in cui noi crediamo e che sono state anche il paradigma dell’operare dei Thonet oltre che degli artisti del Liberty, come abbiamo visto alla mostra alle scuderie.

I coniugi Massimiliano e Carlotta

I coniugi Massimiliano Arciduca d’Austria e la Principessa Carlotta del Belgio

Quasi tutti arredi di gran gusto

L’arredamento Sette – Ottocentesco ha la raffinatezza dei mobili Europei più belli di ciascuna nazione, a eccezione della camera da letto. La città di Milano la dona agli sposi reali ed è veramente quanto di più brutto e obsoleto si potesse offrire.

D’altro canto tra Milano e Vienna, da dove ha origine la linea curvanon vi è mai stata grande simpatia, ricordate il quadro di Piazza Duomo?

Bellissimi gli scorci dalle generose finestre, imponente la doppia scalinata che porta ai piani superiori, affascinante lo studio realizzato su modello della cabina di comando della Novara, l’ammiraglia della flotta imperiale con la quale Massimiliano dopo tanti viaggi tornerà cadavere nel 1867.

Da questa stanza pare che Massimiliano e Carlotta siano appena usciti e debbano tornare da un momento all’altro.

Siamo veramente molto lontani da quanto abbiamo visto alla mostra sul Liberty. Qui siamo esattamente dentro quel mondo da cui per reazione parte il nuovo moto rivoluzionario.

Ciò nonostante, la presenza costante del mare attraverso le finestre, stempera l’imperiosità degli interni, comunicando un’atmosfera domestica.

Interno con arredi Thonet

Contaminazioni Thonet

Anche questo castello è stato nel tempo contaminato dal nostro mondo. Una foto che ho trovato in una monografia di Trieste del 1906 ci mostra come nel famoso studio di Massimiliano trovasse posto una Thonet modello n. 11. Imprevista dal progettista, sfuggita all’accompagnatore del fotografo.

Forse girava per casa una umile sedia da portarsi dove occorresse. Più comoda? Più leggera? Più fresca? Forse tutte e tre. Fatto sta che c’era e ora abbiamo le prove d’epoca.

Ma non solo: il Piccolo, il leggendario quotidiano triestino, ritrae i figli del cuoco di Massimiliano. Un palermitano che con tutta la famiglia segue la coppia d’Asburgo dall’Austria al Messico.

Bimbi cuoco e Thonet

Proprio a Trieste, il cuoco fotografa i suoi figli in uno studio, in compagnia di una sedia di Vienna, una Thonet n. 1.

Il nome dei figli? Massimiliano e Carlotta ovviamente!

Dunque, cosa aspettate? Già vi vedo che preparate le valigie per Trieste per poi raccontarci cosa vi è piaciuto di più della mostra e della città. E noi non vediamo l’ora di ascoltarvi.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

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  1. Gianni

    13 luglio

    Questi interventi su Trieste mi mettono davvero voglia di andarci. E’ parecchio che covo questo viaggio, da prima che mi interessassi di riccioli. Ho conosciuto parecchi triestini e devo dire che si tratta di persone molto particolari, con un senso della vita non comune. Il castello di Miramare mi interessa anche da un punto di vista storico avendo approfondito lo studio della costruzione delle strade in Africa Orientale Italiana, cui mio nonno partecipò con funzioni direttive. E’ infatti presso il castello di Miramare che risiedette Amedeo di Savoia-Aosta prima di trovarsi in Etiopia a governare.
    Ringrazio quindi per queste spintarelle. Spero proprio di andarci presto e di non incontrare la bora!

    • Alessandro Scordo

      13 luglio

      Buonasera Gianni
      sono contento ti piacciano i post sulla Trieste austro-ungarica. Io ho conosciuto Trieste solo cinque anni fa e ne sono rimasto stregato a tal punto che appena posso sono lì.
      Il Duca d’Aosta abitò a Miramare e quando andrai vedrai l’appartamento che si era ricavato con interessanti mobili deco’. Anche mio nonno andò in Etiopia come militare però 1934-36. Raccontava sempre di 30 giorni di nave per sbarcare ad Asmara. Altri tempi! La nave era il Conte Biancamano, un transatlantico importante che alla fine della guerra d’Etiopia per chiudere il nostro cerchio venne affittato dal Llyod Triestino (fu Lloyd Austriaco) collegava Trieste con il Medio Oriente. Lloyd e navi di cui prima o poi vi parlerò.
      Ti aspetto a Trieste e non preoccuparti per la bora è essa stessa uno spettcolo.
      Quando deciderai non esitare a chiedere consigli.

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