Una poltroncina rivoluzionaria | Legno Curvato

Una poltroncina rivoluzionaria

Poltroncina Jacob & Josef Kohn

Era molto tempo che volevo scrivere questo post.

Ci sono scoperte che cambiano il corso della storia, altre che aprono nuovi sentieri.

E quest’ultimo caso è esattamente quello che mi è capitato in queste ultime settimane, grazie a un oggetto unico, di grande importanza nella storia del legno curvato e delle nostre ricerche.

È dunque con grande orgoglio e soddisfazione che vi presento uno degli oggetti di legno curvato più belli che io abbia mai incontrato in tanti anni di lavoro.

Un oggetto unico

Alcuni mesi fa ho acquistato una poltroncina prodotta dalla Jacob & Josef Kohn ma non presente in alcun catalogo. Un pezzo unico, forse un prototipo o una produzione limitata.

Deriva dal famoso modello n. 715 con cui Gustav Siegel (insieme alla Kohn) ha vinto la medaglia d’oro a Parigi nel 1900. La nostra poltroncina si differenzia però per alcuni importanti particolari:

1) La presenza del “ferro di cavallo” tra le gambe

2) I piedini o distanziatori tra il pavimento e il ferro di cavallo che sono in ottone pieno

3) Le “palle” sotto il sedile uguali a quelle delle famose creazioni attribuite a Josef Hoffmann.

Una nuova teoria

Il commerciante/antiquario che mi ha venduto questo splendido oggetto ha pensato a me per la mia teoria sulla sedia “Fledermaus”. La sedia famosa con cui la Jacob & Josef Kohn ha arredato appunto il Café Fledermaus di Vienna, da qui la denominazione.

Una teoria che deriva dai libri di Karl Mang.

Questo modello, a catalogo con il numero 728, è sempre stato attribuito dal mercato antiquario a Josef Hoffmann ma, in realtà, è stato creato anch’esso da Gustav Siegel.

Evoluzione modelli Kohn

Da sinistra: il modello n. 715 (Parigi 1900), la nostra poltroncina, il modello n. 728 (Fledermaus)

L’oggetto che ho comprato sembra proprio l’anello mancante tra il modello di Parigi e la Fledermaus , ovvero, tra le due sedute più famose del primo Novecento in legno curvato.

Per questo motivo, la poltroncina meritava un’attenzione speciale. Fra poco vi racconto, passo per passo, come mi sono comportato nel restauro e nella ricerca della sua datazione.

Prima però credo sia importante un chiarimento legato al concetto dell’attribuzione.

Cosa significa attribuzione

Il concetto dell’attribuzione è tipico nel mercato antiquario. Chi vi opera è in grado di attribuire un’epoca a un oggetto, sulla base della propria esperienza e competenza, comprovata da elementi oggettivi di stile e costruzione.

Ovviamente, per quanto oggettivabile, ogni attribuzione porta con sé una parte di soggettività che spesso incute timore o prudenza in chi si accosta a un oggetto antico, per la prima volta o privo di una competenza specifica.

Analogamente, uno dei disagi più sentiti in chi vorrebbe acquistare un oggetto di design è proprio il timore di acquistare fischi per fiaschi. Un falso insomma, non originale e autentico.

Il legno curvato spesso  viene in aiuto nella datazione. Essendo gli oggetti d’arredo prodotti in serie, tipico del mobile moderno, esiste una importante documentazione a supporto della precisa identificazione di un oggetto.

Ne abbiamo già parlato proprio nel post su come riconoscere l’epoca di un oggetto in stile Thonet. Si tratta di cataloghi, illustrazioni, riviste, fatture e documentazione storica in generale e poi anche sicuramente di esperienza specifica e conoscenza approfondita della storia e delle imprese protagoniste di questo settore.

Diverso è il discorso sulla paternità; anche nel legno curvato in pochi casi vi è una certezza documentata di  paternità.

Kammerer Das Interieur 1910

Un esempio di certezza è la poltroncina di Parigi 1900 che è stata disegnata sicuramente da Gustav Siegel o come per i mobili mostrati nel 1910 da Das Interieur di Marcel Kammerer, come riportato nella didascalia della foto.

In molti altri, si parla appunto di attribuzione.

Ecco perché alcune scoperte possono indicare ancora oggi nuove direzioni, anche in questo settore. E il fascino e il valore della ricerca storica, che non smetterò mai di amare e di svolgere con passione, è proprio questo.

Ma ora torniamo alla nostra poltroncina.

Passaggi di restauro professionale

Passo 1: book fotografico

La poltroncina è stata fotografata prima, durante e dopo il restauro e un’ultima volta con la nuova imbottitura. Questo perché credo che ogni oggetto debba avere una sua “carta d’identità”, che racconta ai posteri dove è stato trovato, in che condizioni e di quali restauri è stato oggetto.

Chiaramente, mi sono rivolto a un professionista della foto del mobile in legno curvato. Quel Gianalberto Cigolini che ha fotografato tutti gli oggetti che sono sulle mie pubblicazioni dal 2000 ad oggi. Un vero Maestro della fotografia.

Poltroncina J&J Kohn

Le fasi di lavorazione nel restauro della nostra poltroncina

Passo 2: ricerca storica

Lo studio è un passaggio fondamentale per chi si trovi ad affrontare un restauro di un oggetto storico. Ne abbiamo già parlato in un post su come restaurare una sedia Thonet (e non solo).

In questo caso, sono andato a rivedere e ad approfondire le riviste dei primi anni del Novecento, come ad esempio Das Interieur, per capire quando la moda del “ferro di cavallo” tra le quattro gambe fosse nata. I motivi di questa ricerca sono principalmente due:poltroncina Josef Hoffmann per Sanatorium Purkerdorf

⊗ In primo luogo, sono convinto che il legno curvato sia il linguaggio del primo mobile moderno, quello fatto in serie.

⊗ In secondo luogo, che, ad inizio ‘900, gli oggetti in legno curvato prendano spunto proprio dalle mode e dagli oggetti unici che gli architetti di Vienna disegnano e fanno produrre per i progetti dei loro più importanti clienti. Oggetti fabbricati tradizionalmente da falegnami ed ebanisti.

Ne è un esempio la poltroncina per lo studio dei medici del Sanatorio di Purkersdorf di Josef Hoffmann.

Il ferro di cavallo è presente nei disegni e nei progetti di Hoffmann e Olbrich fin dai primi anni del secolo. Occorre però attendere il 1903 perché questa tipologia di fissaggio delle gambe delle sedute diventi moda. 

Lo si può notare nelle sedute degli architetti della scuola di Hoffmann e di altri artisti di quel periodo. Infatti ho trovato prodotti di Karl Witzmann e A. Hollmann (scuola di Hoffmann) ma anche di Hans Vollmer e Georg Winkler che utilizzano questo elemento.

Nella produzione Kohn si è visto qualcosa di simile nel modello n. 330, mostrato alla fine del 1901, e in catalogo poltroncina modello n. 725 Kohndal 1904. Almeno, per quello che ci è dato conoscere oggi.

A dicembre del 1904, su Innen Dekoration, viene utilizzato lo stesso ferro di cavallo del modello n. 330 sulla poltroncina che entra in catalogo con il numero n. 725.

Ed è proprio un modello n. 725 con il ferro di cavallo tipo “Fledermaus” che ho visionato al MAK, a Vienna.

Anche in questo, i distanziatori sono in ottone pieno e non in legno come sarà poi d’uso in tutti i modelli.

La poltroncina del MAK ha anche altre caratteristiche proprie del mio nuovo oggetto:

⊗ i piedini di ottone sono fissati con un cuneo di legno

⊗ le palle sono perfettamente sferiche

Su questo decoro/parte costruttiva è necessario fermarsi un attimo.

Il codice delle sfere nel legno curvato

Su tutti i primi prodotti dalla Jacob & Josef Kohn che contemplano le sfere (o “palle”) queste sono completamente rotonde mentre quelle dopo il 1906, come nel modello Fledermaus, sono sezionate o Particolare sfere Jacob & Josef Kohnscavate all’interno per evitare di vedere le due viti di fissaggio al sedile.

Queste sfere hanno necessità di tre viti (due verticali e una orizzontale) affinché riescano a svolgere il loro compito stabilizzatore della seduta.  Perché le sfere non sono solo un decoro ma altrettanto un elemento di irrigidimento del blocco sedile/gambe.

Nella poltroncina trovata le sfere sono perfettamente rotonde. L’unica vite a vista, in ferro ottonato, è quella in posizione orizzontale mentre le altre due non sono a vista.

Si trovano infatti all’interno della sfera che è costruita in due parti, con un “coperchio” a sezione di sfera che le nasconde completamente. È chiaro l’intento di lasciare le linee il più pulite possibile, cercando di tramutare la vite in decoro.

Tutto questo mi ha portato a ipotizzare che la poltroncina sia stata prodotta tra il 1903 e il 1905.

Passo 3: un rivestimento adeguato

Un oggetto di questa rarità richiedeva un tessuto d’epoca. Così ho chiesto a collezionisti , mercanti e antiquari se possedessero un tessuto rimosso da un divano della Jacob & Josef Kohn in stile Secessione.

Ovviamente, non era un obiettivo facile da raggiungere, specialmente se in condizioni ottime e non macchiato o logorato dal tempo.

Dopo molte ricerche, a Vienna ho trovato quello che cercavo. Presso la Galleria Bel Etage di Wolfgang Bauer, uno splendido tessuto d’epoca, mai usato, di Alfred Roller.

Particolare tessuto Alfred Roller

Così sono riuscito a far terminare il restauro. Restauro che è stato eseguito a Milano da:

Il Tempo ritrovato di via Vetta d’Italia, 19 (info@restauriantichita.com Tel 02 48002829) per la parte di falegnameria e lucidatura

Fratelli Cappi in Via Giuseppe Dezza 24 (fratellicappi@fratellicappi.it Tel. 02 4693885) per i lavori di tappezzeria.

Grazie Gustav Siegel per averci donato un pezzo di straordinaria bellezza, destinato a rimanere nel tempo. Ora giudicate voi il risultato.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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