I 5 oggetti Thonet dei miei desideri - Legno Curvato
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I 5 oggetti Thonet dei miei desideri

Wishes

All’inizio di ogni anno nuovo è d’uso fissarsi degli obiettivi da raggiungere nel corso dei 12 mesi che ci aspettano.

Obiettivi che rispecchiano dei desideri, innanzitutto di miglioramento di se stessi e della propria vita.

Nel mio caso ad esempio anche di trovare degli oggetti in stile Thonet che fanno parte del mio immaginario da studioso e collezionista appassionato.

Di alcuni vi abbiamo già parlato in questo blog, di altri no e li approfondiremo in seguito. E come ogni selezione che si rispetti, iniziamo dai criteri che guidano i miei desideri, nel fascinoso, quasi infinito mondo degli oggetti in legno curvato a vapore.

Thonet wishes 2019

La mia selezione per il 2019

La storia del legno curvato a vapore inizia esattamente 200 anni fa. Nel 1819 Michael Thonet comincia i primi esperimenti di piegatura del legno, nel suo laboratorio di ebanista a Boppard, in Germania.

Ma è nel 1853 che tutto ha davvero inizio, quando insieme ai suoi 5 figli, fonda la Gebrüder Thonet a Vienna e di un’idea fanno un impero. Una storia che ancora oggi non ha smesso di stupire e stupirmi.

Anche un modello che ha invaso il mondo, come la sedia n. 14, può ancora sorprenderci. Ad esempio, un conto è una n.14 in lamellare, rarissima creatura prodotta tra il 1859 (data della sua nascita) e il 1861, anno in cui la Thonet perfeziona la tecnica di curvatura del legno massello. Un conto sono le tante varianti tra il 1861 e il 1876.

Senza parlare poi della produzione del ‘900 o dei vari concorrenti. Quali sono dunque i criteri per la mia scelta?

Uno solo in verità: sono gli oggetti che mi darebbero più emozione nel trovarli. Quelli che mi fanno battere forte il cuore. Ecco dunque i miei 5 oggetti del desiderio.

1. L’oggetto sconosciuto

Alla prima posizione metto un oggetto che oggi non sappiamo esistere. Un oggetto come la poltroncina rivoluzionaria. Un pezzo prodotto da Thonet, Kohn o Volpe che non è segnalato in catalogo o una produzione speciale per una determinata commessa o un’Esposizione internazionale.

Mi è già capitato diverse volte nel corso di questi 30 anni di ricerche. Un dondolo Thonet n. 1 di prima produzione mai conosciuto. Una n. 14 particolare, una sedia o un divano in lamellare, un divano letto di una camera Kohn attribuita a Hoffmann.

Fino alla Poltroncina della Kohn che è il passo intermedio tra la n. 715 di Gustav Siegel e la Fledermaus dell’accoppiata Siegel/Hoffmann.

L’emozione è di scoprire qualcosa che, fino a oggi, mercanti o collezionisti specializzati non hanno capito. Avere tra le mani un oggetto e individuarne poco a poco le diversità, la sua importanza, le innovazioni cercate e poi magari abbandonate.

In questo primo oggetto l’importanza non è tanto nella complessità dell’oggetto stesso. Come detto prima, possiamo trovare la particolarità anche in una serie molto comune. Il gusto è proprio quello della scoperta.


2. La vetrina Kohn n. 1304

Nei miei sogni la vetrina di Koloman Moser è sicuramente in cima alla lista. Un oggetto molto raro e prezioso.

Il primo chiaramente attribuito a un artista, come riporta nel 1902 la rivista dell’Österreichisches Museum für Kunst und Industrie, parlando dell’Esposizione Invernale del 1901 a Vienna.

La vetrina n. 1304 prodotta dalla Jacob & Josef Kohn è visibile solo in alcuni Musei, collezioni private di altissima qualità o in negozi come la galleria Bel Etage a Vienna.

Un paio di anni fa ne venne messa in vendita on line una in Francia ad un prezzo ridicolo. Un vero colpo al cuore. I miei tentativi, e quelli di Alessandro di contattare il venditore furono vani. Non ci rispose mai.

 

 


3. La sedia Mundus n. 25

Mi piacerebbe trovare una sedia della Mundus modello n.25 senza arcanti. Gli arcanti sono quei due pezzi di legno curvo messi a raccordo tra lo schienale e la seduta.

Un particolare che ha l’obiettivo di rendere più stabile e connessa la seduta nel suo complesso.

Nella mia carriera ne ho avute solo due e con rammarico non le ho tenute. Per me è il modello più riuscito, con una completezza di riccioli e curve che raggiunge la perfezione.

Un esemplare è esposto al Mak a Vienna, nella collezione del Museo. Comunque in tutta sincerità, mi accontenterei anche del modello con gli arcanti. Giusto per non porre limiti alla provvidenza.

 

 


4. La sedia Kohn n. 321

Una sedia 7 Balls di Josef Hoffmann. Il massimo per una sedia in legno curvato a vapore.

Apparsa per la prima volta nel catalogo del 1909 della Jacob & Josef Kohn è il modello con il valore più alto sul mercato antiquario e di design.

La si può solo trovare in due/tre gallerie internazionali ma non disperate: può capitare a tutti di trovarne una nel mercatino sotto casa.

L’anno scorso abbiamo messo in contatto un collezionista e una galleria. Il collezionista ci ha raccontato che una delle sedie era stata usata come legna per un barbecue domenicale.

Se tutta la compagnia avesse preso un aereo e fosse andata in Francia in un ristorante gourmet 3 stelle Michelin avrebbe risparmiato alla grande.

 


5. La poltrona Thonet n. 6393

Thonet Prutscher Morris-Fauteuil

Mi piacerebbe trovare una poltrona di Otto Prutscher con la sezione a 4 lobi. Il modello Thonet n. 6393 o Morris –Fauteuil.

Viene presentato nel Zentral Anzeiger nell’Ottobre del 1905 e che precede di pochi mesi la famosa Sitzmachine della Kohn, anch’essa denominata Morris- Fauteuil.

Un oggetto molto particolare, un capolavoro che non ho avuto mai il piacere di trovare in tutti questi anni.

Quando ho organizzato la Mostra al Castello Sforzesco nel 2005 sono riuscito ad averne una da un collezionista di Milano e ho avuto la possibilità così di farla fotografare in tutti i particolari.

Uno fra tutti, proprio la rastrelliera in ottone cromato per reclinare il sedile. Una chicca di rara bellezza e modernità.

Se poi pensiamo a quando è stata ideata, un vero e proprio capolavoro avveniristico.

 

 

 


Ecco, questa è la mia selezione per il 2019. Potrei andare avanti all’infinito, mai smettere di sognare, pena la morte dell’anima.

Chiaramente tutti gli oggetti mi piacerebbe trovarli in patina e magari con i tessuti originali come per la serie n.719 trovata poco prima della nostra mostra sulla Poltrona Moderna.

E voi, cosa ne pensate? Conoscevate già questi oggetti? E quali sarebbero invece i vostri desideri? Vi aspettiamo nei commenti.

 


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Gianni

    9 Gennaio

    Giovanni,
    molto interessanti questi oggetti del tuo desiderio. Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulla 25 Mundus.

    Di quando è? Come mai, secondo te, non ha avuto un seguito di produzione, nemmeno tra le innumerevoli aziende che producevano, anche e soprattutto copiando, oggetti in legno curvato e che hanno “inventato” dei modelli in alcuni casi proprio cervellotici? Non sembra nemmeno di costruzione più onerosa della 25 classica, almeno, non in modo particolare. Anche a me piace molto.

    E poi gli arcanti? come mai la preferiresti senza? Io sono un fruitore di queste cose, anche e soprattutto dal punto di vista dell’impiego quotidiano e trovo gli arcanti molto utili e non mi disturbano per niente, anzi godo l’incremento di resistenza statica che apportano. Capisco che in un museo possano considerarsi un limite, ma si tratta di oggetti che sono in uso da almeno un secolo e che hanno sopravvissuto egregiamente fino ad ora anche grazie agli arcanti. Almeno, così la penso.

    • Giovanni Renzi

      10 Gennaio

      Buongiorno Gianni,
      le sedie Mundus sono tutte del Novecento in quanto l’azienda si forma dall’unione di 7 aziende del settore nei primi anni del Novecento a cui se ne aggiungono altre 7 pochi anni più tardi. Ma non voglio anticipare troppo e togleriti la sopresa. In un prossimo post scriveremo su quest’azienda. Non credo che questa sedia costasse di più che una classica n.25, anzi potrebbe essere che costasse meno in quanto una delle aste veniva divisa in due più corte. Per quanto riguarda gli arcanti sono d’accordo con te in merito all’importanza che hanno nella solidità di ogni modello di sedia in legno curvato; ma dal punto di vista della linea e del disegno “puro” la sedia senza arcanti è, a mio modesto avviso, più bella. Prova ad esempio a confrontare una n.13 o una n.4 con o senza arcanti e vedrai. Non è un discorso di valore storico o venale in quanto con o senza hanno lo stesso valore ma solo un discorso di gusto personale.

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