L’arte del vetro e del colore di Charles Schneider - Legno Curvato
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L’arte del vetro e del colore di Charles Schneider

Charles Schneider avec ses enfants et son neveu Ernest

I colori sono tratti di luce e raggi di speranza. (Robert Henry Schneider)

Questa è la frase preferita dell’amica Donata Patrussi, fiorentina, uno dei massimi esperti di arte vetraria italiana, austriaca, francese e americana.

Non a caso la famiglia Schneider ha segnato il tempo con creazioni stupefacenti di vasi e oggetti in vetro dove il colore trionfa.

Tra le grandi manifatture vetrarie, per le sue caratteristiche la Schneider si colloca tra quelle più originali e personali, in un momento di grandi cambiamenti di gusto e tendenze, nel passaggio tra Art Nouveau e Art Déco.

Ma soprattutto la seppure breve produzione con il marchio “Le Verre Français” nasce come produzione industriale, in serie, con l’obiettivo di portare la bellezza e la straordinarietà di questi oggetti e dei loro colori nella quotidianità di tutti.

Con questo intento, che sposa perfettamente quell’idea di benessere per tutti e di democrazia del consumo tipica del legno curvato e del design, abbiamo chiesto a Donata di scrivere un post dedicato a questo progetto. Anche se per cogliere appieno questo messaggio, i vetri vanno visti per lasciarsi stupire ed emozionare come se ogni volta fosse la prima.

Ecco perché abbiamo deciso di lanciare un evento collaterale alla nostra mostra sulla poltrona moderna dove, per una settimana, alcuni tra i pezzi più significativi della collezione di Donata saranno esposti in galleria.

Ospite di Otto Wagner, in perfetta sintonia con lo spirito dell’Austria Felix e dei salotti viennesi dove le contaminazioni tra popoli, culture e arti hanno prodotto capolavori assoluti, Charles Schneider ci renderà partecipi di un pezzo di storia importante e unica.

Grazie a Donata ed ecco cosa ci racconta.

Charles Schneider Le Verre Français

Il trionfo dei colori

L’avventura dei fratelli Charles e Ernest Schneider inizia in Francia nel 1913 con l’acquisto di una piccola vetreria a Epinay-sur-Seine, a nord di Parigi, dopo una lunga esperienza professionale come lavoranti nella consolidata manifattura Daum a Nancy, culla della nascita dell’omonima Scuola.

La produzione Schneider-Le Verre Français conosce un grande successo dal 1919 al 1929, incarnando perfettamente lo stile Art Déco e rispondendo pienamente al gusto internazionale dell’epoca.

Nel 1925 a Parigi, anno dell’Esposizione delle Arti Decorative e Industriali Moderne, il successo ottenuto per le opere presentate è enorme.

Una filiera di eccellenza

Gli oggetti sono il risultato di un’evoluzione che, già dal 1918, porta i fratelli Schneider a orientarsi verso una stilizzazione stretta e severa, completamente all’opposto dello stile naturalista della Art Nouveau, al quale però resteranno a lungo fedeli per rispondere al gusto della clientela.

I vetri dei fratelli Schneider rivelano sotto ogni aspetto il loro genio creativo ma anche l’abilità della manodopera: dai soffiatori, agli incisori, ai chimici e ai maestri del ferro. Una filiera di eccellenza dove la qualità finale dell’oggetto è la risultante di tutte le forze che hanno concorso alla sua creazione.

Poi però arriva la crisi del 1929. L’ascesa, che avrebbe avuto probabilmente una vita più lunga, viene interrotta per terminare definitivamente nel 1931.

Lavorazione del vetro

Due linee ben distinte

Le linee della produzione Schneider sono due e sono ben distinte. In primo luogo, i marchi sono differenti:

Il marchio “ Schneider “, con vasi in vetro a tiraggio limitato, dai colori vivi e contrastanti ed eseguiti con la tecnica “ intercalare” e applicazioni a “marqueterie”(a intarsio)

Il marchio “Le Verre Français” e“Charder” (evidente contrazione di Charles Schneider) con produzione cosiddetta industriale e dalla tecnica semplificata del vetro doppio, spesso tono su tono, inciso all’acido.

Un elemento distintivo di questa produzione è nei decori, perlopiù stilizzazioni di fiori, piante, animali, già incontrastati protagonisti del periodo Art Nouveau ma anche geometrie originali coerenti con il periodo in corso.

Ma il loro elemento distintivo per definizione è nella gamma cromatica.

Colore e visione pittorica

Caratteristica della produzione Schneider è sicuramente l’uso innovativo dei colori, dove la varietà e la vivacità delle sfumature viene introdotta per creare oggetti di grande effetto.

Lo stile Schneider, risentendo di un’influenza cubista, si evolve abbandonando il semplice decoro sviluppando sorprendenti armonie di colore fatte di gialli eclatanti e di un colore denominato “tango“, un rosso-arancio vivo strabiliante.

I colori reali, vivi, puri, annunciano, ben prima della rottura della seconda guerra mondiale, le armonie della decorazione moderna. Una visione d’avanguardia dai tratti originali, con colori audaci, insoliti, non abitualmente immaginati in laboratorio, che rifiuta, forse per la prima volta, di affidarsi alla tavolozza ripresa dalla natura.

La tecnica delle polveri con la tecnica intercalare, preponderante e tipica, permette di concretizzare una visione pittorica che si distanzia da altre manifatture dell’epoca.

Fedeli a questa tecnica fino alla fine della loro produzione, i fratelli Schneider lasceranno un’ impronta dinamica, diversa e gioiosa che negli anni a venire, dopo aver subito un momento di oblio, sarà riscoperta con passione da studiosi, collezionisti e amanti della bellezza, come lo siamo noi.

Donata Patrussi

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Lo splendido negozio di Donata Patrussi a Firenze – Galleria di Arti Decorative del XX Secolo – www.donatapatrussi.it

 

L’immagine in bianco/nero di Charles Schneider insieme ai figli e al nipote Ernest (in copertina) è tratta dal catalogo della mostra itinerante “Schneider les Enfants d’une Oeuvre”


Sono titolare della Galleria Roberto Innocenti & C. a Firenze e dal 1982 antiquaria specializzata nelle Arti Decorative del XX secolo. La mia passione è l’arte vetraria italiana, francese, austriaca ed americana, di cui sono esperta riconosciuta a livello internazionale. Autrice di varie pubblicazioni su Liberty e Art Déco, insieme a Giovanni Renzi ho scritto il libro “Liberty, Natura e Materia” edito in Italia da Giunti e in Francia dalla casa editrice Grund.

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