Casa dolce casa - Legno Curvato

Casa dolce casa

Casa dolce casa

La casa è come un vestito, te la devi sentire addosso.

Perché la nostra casa ci rappresenta, ecco perché è così importante. L’espressione “nell’intimità della propria casa” non è posta a caso.

È nell’ambiente domestico che ci si esprime senza inibizioni. Un luogo dove spogliarsi di ruoli, maschere, doveri e compromessi dovuti della nostra quotidianità ed essere finalmente se stessi.

Per chi abita al Nord come me, l’autunno porta con se il freddo e la poca luce. Induce a trovare riparo o rifugio. Invita all’introspezione e prepara alla pausa invernale.

Si ritorna a parlare di casa e di soluzioni che rendano i mesi che ci attendono il più piacevoli possibile. I blog e le riviste che si occupano di interior e home decor propongono novità e palette di colore in perfetta armonia con la stagione, evocative dei moti del cuore di questo periodo dell’anno.

Da sempre appassionata di interior design, mi sono resa conto che è un mondo la cui complessità è accresciuta molto in questi ultimi anni. E non solo nei contenuti ma anche nei ruoli e nel tipo di servizi offerti.

Per fare la scelta migliore rispetto alle nostre esigenze credo sia importante avere ben chiare alcune definizioni, partendo, come sempre, dai fondamentali.

Io un’idea me la sono fatta ed eccomi qui a condividerla con voi.

Esterno

In primo luogo, parliamo di casa

La casa è dove si trova il cuore (Plinio il Vecchio)

Perché casa non è necessariamente un luogo fisico. Ci si può sentire a casa in luoghi diversi e spazi alternativi. L’esplorazione continua per esempio è una mia necessità e si dovrebbe poter avere una casa per ogni ispirazione o passaggio emotivo.

Ovviamente non è possibile. Ma qualsiasi sia la scelta, per ognuno di noi, il luogo dove ci si rifugia quando si chiude la porta dietro le spalle ha sempre il valore del ritrovarsi. E dello stare bene.

Sia che ci si sposti continuamente, magari per lavoro, sia che si preferisca avere una soluzione abitativa temporanea piuttosto che definitiva.

Anche se di definitivo non c’è nulla nella vita perché noi stessi cambiamo continuamente. La nostra personalità evolve nel tempo e la nostra casa con lei. Ma i fondamentali rimangono.

Come i nostri talenti, i nostri sogni, le nostre passioni, non mutano nel tempo, al limite si perfezionano, in termini di consapevolezza sicuramente. Conoscerli e conoscersi è alla base di scelte coerenti con la nostra natura ed è il presupposto per essere felici.

E questo vale anche per le scelte legate alla nostra casa e ai luoghi dove trascorriamo la maggior parte del nostro tempo.

Esterni di casa

Esterno

Marketing di interni

Diciamo la verità, a ogni cambio di stagione viene voglia di rinnovare tutto, sono troppe le cose belle intorno a noi. Difficile scegliere un’unica suggestione.

Il nuovo modo di proporre le soluzioni “in modalità outfit”, poi, alimenta questo stato d’animo. Come l’outfit nel vestire propone un look a cui ispirarsi, dando la visione di insieme da cui estrarre le singole componenti, così accade anche nell’interior.

Non a caso in molti blog si trova una categoria che fa riferimento all’ispirazione. Fateci caso. Una scelta di marketing vincente, davvero efficace.

Chiariamo subito, io non mi occupo di interior design. Non è il mio mestiere né la mia professione. Io mi occupo di marketing e strategia di impresa.

Però da sempre ne sono appassionata, in particolare di home decoration. E subisco la fascinazione e l’incanto di una ambiente definito in perfetta armonia tra colori, materiali, spazi, luci e oggetti tra cui, ovviamente, gli arredi.

Chi ama viaggiare o spostarsi a piedi o in bicicletta, non può che rimanere sorpreso e affascinato dalla varietà nelle abitazioni, in luoghi e contesti diversi, anche solo osservandoli dall’esterno.

Ad esempio io fin da piccola amo curiosare dalle finestre per cogliere scorci di case e di quotidianità, ad esempio dal finestrino di un tram mentre mi reco al lavoro. Forme e suggestioni che cambiano in funzione dei vincoli legati all’ambiente esterno, alle esigenze di chi vi abita così come ai suoi bisogni. Senza dimenticare lo stile dell’epoca.

Esterno

Esterno

Sofisticazione dei desideri e nuovi mestieri

Ecco perché il ruolo dell’architetto d’interni è così delicato e importante. Chi si affida a un professionista per trovare la migliore soluzione per un’esigenza di arredo in qualche modo gli affida la propria anima.

Che sia una professione complessa si coglie anche dalle diverse definizioni delle attività. Io seguo molti blog che si occupano di interior e l’aspetto che colgo (anche per deformazione professionale) è l’estrema sofisticazione delle proposte di valore che sposano la sempre maggiore sofisticazione dei desideri.

Grazie al web, si è creato un potenziale di opportunità nel generare nuove professioni e nel mettersi in connessione con i propri pubblici di riferimento in modo semplice e veloce, ovunque e a costi bassissimi. E così è stato anche per l’interior.

Nell’era pre-internet, la distinzione era tra arte della decorazione e arte dell’architettura vera e propria, perché l’home decorator non andava a modificare le strutture portanti degli edifici, ma si occupava degli abbellimenti interni ed esterni e degli arredamenti veri e propri.

Oggi le figure che offrono servizi inerenti alle abitazioni sono variegate. Tutte professionalità che intercettano dei compiti da assolvere o dei bisogni da soddisfare e che danno una risposta in termini di servizio più mirato e su misura possibile.

Molte di queste figure sono nate negli Stati Uniti o comunque nel mondo anglosassone, dove troviamo l’offerta più ampia. Qui la mobilità delle persone è molto elevata, spesso legata a cambi di lavoro frequenti. L’esigenza di cambiare frequentemente casa va di pari passo.

Così come dagli ambienti nordici. Qui il clima poco favorevole alla vita all’aperto, se non per brevi periodi nell’anno, e le distanze tra abitazioni e centri abitati inducono a trascorrere molto tempo al chiuso e spesso in casa.

Non a caso la penetrazione di internet nell’area scandinava è sempre stata superiore e precoce rispetto ad altre aree d’Europa.

Esterno

Esterno

Interior design e affini

Proviamo allora a definire le principali professioni sulla base dei servizi offerti:

Interior designer

La figura più completa è sicuramente l’interior designer o architetto degli interni. Si occupa di progettazione degli spazi e degli oggetti d’uso comune all’interno di un luogo.

Simile a uno stilista d’interni, in realtà è un progettista che considera gli aspetti pratici e funzionali del vivere la casa. Dal rispetto degli spazi di passaggio al fatto che gli arredi abbiano il giusto dimensionamento.

Che siano posti in modo comodo e funzionale, che i materiali e le tecnologie siano di buona qualità, che non ci siano potenziali pericoli per la salute di chi usufruirà di questi ambienti. Che ci sia un buon isolamento acustico, un buon rapporto fra consumi energetici e comfort, che tutto l’ambiente sia in armonia tra l’ingombro degli spazi pieni e l’utilizzo degli spazi vuoti.

Arredatore d’interni

Chi si occupa di home decoration propone soluzioni di allestimento e di design per arredare con stile la casa.

L’attenzione è massima sui colori, i materiali, le forme, l’armonia dell’insieme, i tessuti e i complementi d’arredo. Ciò che si definisce è lo stile, il look dell’ambiente. L’intervento sugli spazi è minimo e non strutturale.

Un di cui dell’interior designer per certi versi ma con una maggiore sensibilità e attenzione all’impatto emotivo che deriva dalle scelte di ambientazione.

 

casa

Esperto in home relooking

Molto simile all’home decoration, il relooking è ancora meno invasivo rispetto all’ambiente esistente. Le strutture vengono mantenute tali e l’obiettivo è di valorizzarle. Spesso anche gli arredi.

Si tratta di una riqualificazione dell’ambiente, un ammodernamento, che si esprime principalmente attraverso gli oggetti. Questi definiscono uno spazio e hanno la capacità di dare un significato particolare a seconda di come vengono articolati.

Arricchire senza stravolgere, dedicato a chi vuole cambiare o ridare carattere e nuovo allo spazio abitativo. O per chi ha già degli arredi e vorrebbe introdurne di nuovi ma teme di sbagliare.

Anche questa è un’arte, più raffinata per certi versi perché lavora sull’esistente. Ad esempio ho scoperto che i soprammobili devono essere posti in numero dispari e mai pari.

In numero pari danno una sensazione di chiusura, di completamento, togliendo spazio alla nostra interpretazione. Provateci, è proprio così. La sensazione è completamente diversa.

Home stager

Spesso definito marketing immobiliare, l’home staging è l’arte di valorizzare le proprietà, migliorandone l’immagine in modo da favorirne la vendita o l’affitto nel più breve tempo possibile e con la massima resa.

In sostanza è la capacità di vestire una casa al fine di presentarla al meglio al minor costo possibile. Studi di settore sostengono che le probabilità di successo aumentino enormemente e non stento a crederci. In un mondo sempre più dominato dai visual, un’immagine ben posta che sappia emozionare può davvero fare la differenza.

I tessili qui giocano un ruolo importante ad esempio. Così come l’utilizzo di soluzioni che si possono riutilizzare in altri contesti o ad esempio tappezzerie che sono facilmente removibili. O soluzioni che consentano di appendere quadri o fotografie senza forare i muri.

Qui l’arte è anche nel saper dosare gli interventi per non essere troppo invadenti rispetto alla soluzione che le persone hanno in mente per se. Una professione davvero creativa e per me vicina alla scenografia.

In fondo si tratta di allestire, di mettere in scena il proprio ambiente attraverso la migliore rappresentazione possibile per fare bella mostra di sé.

Casa

Casa, luogo dell’anima

La casa è una macchina per abitare (Le Corbusier)

E soprattutto è emozione, esperienza, luogo dell’anima. Occuparsi di interior va oltre il lavoro, è affinità di gusto e di intenti. Verso le persone che vi dovranno abitare o passare parte del proprio tempo.

In un ambiente domestico ma anche in ufficio, un luogo pubblico come un ristorante, un teatro, un caffè.

In ogni caso occorre una sensibilità particolare e una capacità di lettura importante. Non solo delle persone ma anche dei luoghi, degli spazi e degli oggetti che verranno scelti.

Non è solo un tema di budget (che è importante). Il gusto, lo stile va oltre. Porta con se una storia, e nel caso dello stile Thonet, una storia che viene da lontano, fatta di valori, sogni e aspirazioni.

Di voglia di cambiare il mondo attraverso la bellezza, via maestra per la creatività e per lo stare bene.

Io scelgo il design della linea curva

Chi sceglie un oggetto di design in legno curvato ne sposa l’intento così come il coraggio e le aspirazioni di chi ha perfezionato la tecnica della curvatura del legno.

Ma anche di chi ha provato a interpretare il proprio tempo, dando una risposta funzionale, rendendolo poi disponibile a tutti attraverso la produzione in serie. Si riconosce nei valori di audacia, apertura, armonia, tenacia, memoria e di bellezza per tutti.

Molti artisti e creativi si sono innamorati dello stile Thonet, al punto da portarlo nella propria casa. Visionari che hanno provato a immaginare un futuro possibile.

Architetti come Le Corbusier che ha fatto della sua B9 un simbolo di essenzialità e nobiltà. O come l’Arch Paolo Portoghesi che nella nostra intervista ha definito come un principio, a cui si è ispirato per la sua opera.

Da collezionista puro, nella sua casa di Calcata, ogni stanza accoglie oggetti di legno curvato bellissimi e perfettamente inseriti nel contesto. Il suo preferito è il primo trovato, la consolle Thonet n.3.

Come la stilista e designer Han Feng, prima donna cinese a essere ammessa alla New York fashion week. Nella stanza da letto del suo loft-atelier a NYC campeggia il dondolo n.267 detto Egg Rockingchair, il dondolo più bello mai disegnato in linea curva.

Caffé

O come Bertha Zuckerkandl, giornalista e scrittrice che ha fatto del suo Salon uno dei salotti di Vienna più importanti, passaggio obbligato per gli eroi delle idee del suo tempo. E che ha scelto le sedie della Jacob & Josef Kohn n. T826, nell’iconico nero ebano.

Come Rudolf Nureyev che per il suo appartamento di Parigi sceglie le sedie Thonet che Josef Urban ha disegnato per il Paul Hofner Restaurant.

O Picasso nel cui studio in foto ricorre il dondolo che spesso ha ritratto nelle sue opere. Il dondolo Thonet n.22 detto “dondolo di Picasso”, appunto.

Come l’Arch Nathan Rogers di cui vi parleremo più avanti e di molti altri. Persone prima di tutto che scopriremo parte del magico mondo della linea curva.

Io per esempio ho conosciuto Giovanni proprio perché cercavo una sedia Thonet n.14. Insieme alla mia B9 rimane la mia preferita, archetipo della sedia di design, icona del legno curvato. Perfetta insomma.

E voi, avete mai pensato di avere in casa vostra un oggetto in legno curvato? O se siete operatori del settore, vi ritrovate nelle definizioni che ho scritto? Le mie derivano dall’esperienza personale di lettrice e osservatrice in quanto appassionata. Voi invece cosa ne pensate? Vi aspettiamo nei commenti.

 

 


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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