Come nasce la Sacher Torte - Legno Curvato

Come nasce la Sacher Torte

“Lei praticamente non ha mai assaggiato la Sacher torte?”. “No”. “Va beh, continuiamo così, facciamoci del male”. Così commenta Nanni Moretti in “Bianca” film del 1984. È fuori di dubbio che valga la pena aver assaggiato la Sacher. Io personalmente quando vado a Vienna saccheggio letteralmente il negozio Sacher.

Compro, ogni volta, una dozzina di mini Sacher. Questa dimensione è per l’apoteosi di questa torta. L’equilibrio tra cioccolato e marmellata raggiunge la perfezione. Sulla Sacher ci sono diversi aneddoti e una querelle che continua da diversi anni.

Il mito della Sacher Torte

l’Hotel Sacher e lo stesso Demel si contendono l’originalità della sua ricetta. La torta viene inventata nel lontano 1832 da un giovanissimo Franz Sacher per il Principe di Metternich. Qui, il giovane Sacher, svolge il ruolo di aiuto cuoco; quella sera del 1832 il Cancelliere aspetta degli ospiti ma il suo cuoco si ammala e l’allievo deve così preparare la cena, inventandosi questa torta al cioccolato con marmellata di albicocche sotto una glassatura.

Sembra che questo dessert venga perfezionato dal figlio Eduard Sacher, mentre lavora da apprendista presso Demel, la pasticceria preferita dalla casa imperiale. Demel quindi afferma che, grazie a Eduard, fu la prima ad aver venduto “Die originale Sachertorte” (Eduard non ha ancora aperto il suo albergo – l’Hotel Sacher). Oggi quest’esclusiva è dell’Hotel Sacher, mentre Demel può presentare le sue torte come “Eduard-Sacher-Torte

La differenza?

Uno strato di marmellata al posto di due e una glassatura differente. Ancora oggi la torta divide con i suoi appassionati e coloro che invece la trovano stucchevole ed eccessiva. Anche se molti hanno avuto modo di assaggiare solo la versione di Sacher nostrana che spesso ha ben poco a che fare con l’originale viennese. Questo per esperienza vissuta, data la mia rinomata gola e passione per i dolci di cioccolato.

Tra i “miracoli” della Sacher ce n’è uno relativo alla principessa Sissy, come raccontato nel libro “Hotel Sacher” di Monica Czernin. Si narra che nel 1881 l’imperatrice arriva in una carrozza chiusa, mentre il cocchio procede nel Sacher-Garten. È il 2 giugno, un bel tardo pomeriggio, le sere sono lunghe e l’aria mite.

La vettura di ferma e ne scende una donna sottile, distinta e raffinata, dal volto velato. È Elisabetta, la principessa. Sottile lo è, molto, soffre di anoressia, ma nonostante questo mangia una fetta di torta Sacher, accompagnata da un bicchiere di latte.

Così si racconta. Di certo sappiamo che gli invitati alla tavola dell’imperatore Francesco Giuseppe, uscendo dal palazzo, sono soliti fermarsi all’Hotel Sacher a godersi la celebre torta. L’imperatore infatti ha l’abitudine di mangiare poco e molto velocemente. Quando termina la sua cena, per etichetta i commensali devono lasciare il palazzo, spesso e volentieri ancora affamati. La nostra torta, molto calorica e gustosa, è quindi ideale per andare a dormire sazi.

E voi cosa ne pensate della Sacher Torte?

Siete tra gli appassionati o proprio non vi piace? Mi farebbe piacere se voleste condividere con noi la vostra opinione su questo capolavoro del gusto. Ed essendo Vienna lontana, anche questo consola. Comunque viene spedita in tutto il mondo. Per chi proprio non ne potesse fare a meno, può ordinarla dal sito ufficiale.

Se invece siete dalle parti di Milano, e volete mangiare la più buona Sacher della città, andate alla Pasticceria Knam del maître chocolatier Ernst Knam, in via Anfossi 10.

Un consiglio: telefonate e prenotate la torta così siete certi di trovarla nelle dimensioni desiderate. Una vera leccornia.


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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