Come restaurare un ricciolo in stile Thonet - Legno Curvato
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Come restaurare un ricciolo in stile Thonet

Come restaurare un ricciolo in stile Thonet

Thonet: restauro di un ricciolo

Arriva l’inverno, le giornate si accorciano, il freddo fa capolino e con esso l’esigenza di coprirsi di più.

Cappelli, sciarpe, cappotti, soprabiti e mantelli escono dagli armadi per diventare parte del nostro vestire quotidiano.

Oggi non fa più così freddo come una volta ma a cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 sicuramente sì.

Se poi si è a Vienna, il freddo d’inverno è una certezza, come la torta Sacher e la Wiener schnitzel.

É proprio in qusto momento storico che i cataloghi della Gebrüder Thonet e delle ditte concorrenti si riempiono di mobili più o meno strutturati per riporre indumenti e accessori. Pronti per entrare nelle case di tutti con stile ed eleganza senza tempo.

 

Catalogo Grandi Magazzini L. Zwieback & Bruder

Catalogo L. Zwieback & Bruder

Dal catalogo dei grandi magazzini di Vienna L. Zwieback & Bruder del 1903

Nuovi abiti per un nuovo stile di vita

Alla base di questa ricca proposta un cambio di paradigma nel campo dell’abbigliamento e il veloce diffondersi di nuovi stili di vita, ovvero, la nascita della società moderna.

Non più indumenti per coprirsi e proteggersi spesso fatti in casa, ma veri e propri oggetti del desiderio, nuovi status symbol, icone di modernità.

Nell’Austria Felix e in tutta Europa, negozi di abiti prêt á porter e di accessori invadono le capitali. Nascono riviste di moda e le prime griffe del settore. Nelle città aprono i Grandi Magazzini che diffondono le novità a prezzi accessibili a una platea sempre più vasta di clienti.

Un fenomeno di questa portata non può non avere ripercussioni nel design dove, come nella fisica, a una sollecitazione della domanda corrisponde sempre una reazione dell’offerta di pari intensità uguale e contraria.

Appendiabiti per tutti i gusti

È il 1883 quando nel catalogo Thonet compaiono i primi attaccapanni. Le tipologie sono sostanzialmente 3.

⊗ I famosissimi perroquet, i primi, di cui vi abbiamo ampiamente parlato
⊗ Le grandi cappottiere con un pannello che funge quasi da boiserie
⊗ I più pratici appendini dalle mille collocazioni.

Thonet appendini

Combinando pochi elementi (sempre uguali) Thonet riesce a ottenere tante varianti. Ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutti gli spazi.

Tutti con in comune un elemento distintivo che, guarda caso, è il segno più conosciuto dello stile Thonet: il ricciolo, nel caso dell’attaccapanni la gruccia che svolge la funzione primaria dell’appendere.

Quella specie di “S” cui viene affidato il compito di alloggiare giacche e cappotti sul gancio in basso e di accogliere cappelli e cappellini sul ricciolo a collo di cigno in alto.

3 varianti di gruccia

Anche le grucce poi si differenziano nella parte terminale. Può essere semplicemente smussata, dotata di una piccola sfera o addirittura costituita da una complessa combinazione di elementi torniti di maggior effetto decorativo e maggior funzionalità.

Degli appendiabiti in stile Thonet, gli appendini sono ancora oggi molto ricercati. Oggetti semplici, facilmente posizionabili in qualsiasi tipo di ambiente, che con un minimo ingombro assolvono un duplice scopo:
dare spazio agli indumenti e accogliere con un tocco di stile e di eleganza gli ospiti in quello che è il biglietto da visita di ogni casa, il tanto snobbato (invece fondamentale) ingresso.

 

Thonet appendiabiti da restaurare

Cappotti, scialli, cappelli e riccioli ribelli

Proprio la gruccia però è spesso il problema di questi oggetti. Eccesso di umidità, acqua, incuria possono aprire la S e deformarla, “stirandola”. Casi in cui non solo viene alterata la gradevolezza estetica ma dove ne diventa addirittura difficile l’utilizzo.

Questo non ci deve scoraggiare perché è possibile ritornare alla forma originaria anche se la cosa non è affatto semplice. Quasi 30 anni di esperienza e di studi nel legno curvato mi hanno consentito di trovare il metodo migliore per farlo.

Ed eccomi qui pronto a condividerlo con voi.

Strategia di ri-curvatura in 3 passaggi

Partiamo col dire che la ri-curvatura con il metodo di curvatura utilizzato in fabbrica al momento della produzione non è più ripetibile. Innanzitutto, noi non disponiamo della cassaforma dell’epoca e, oltre a questo, il pezzo “finito” ha una conformazione diversa da quella predisposta per la prima curvatura.

Quando esce dalla cassaforma, il pezzo ha una abbondanza nella lunghezza che facilita la presa e ne consente l’inserimento. Pezzo che viene tranciato dopo l’essicatura per portare la gruccia a misura.

 

Snervatura di un ricciolo Thonet

1. Curvare per snervamento

Che fare dunque? La soluzione ce la insegna il passato. Ripercorrendo gli studi e gli esperimenti condotti da Thonet sulla curvatura troviamo un metodo cui ispirarci. Laborioso ma efficace.

Verso il 1840-50, non riuscendo ancora a curvare grossi spessori, Thonet ottiene la curva per “snervamento” del pezzo: taglia longitudinalmente la fibra e la reincolla dopo avere sottoposto a flessione forzata le due nervature, ovviamente più sottili e quindi più flessibili.

Proprio il metodo cui si ispira anche Alvar Aalto, 100 anni dopo, per la costruzione del famoso sgabello modello n. 60.

2. In forma nella cassaforma-puzzle

Una volta effettuata questa operazione, occorre però uno strumento che ci consenta di “stressare armonicamente” il pezzo con uno scopo preciso: portare alla forma opportuna e contestualmente trattenere le fibre esterne alla curva durante lo stiramento.

Il punto è che questo strumento non esiste. Ancora una volta dobbiamo ingegnarci e dobbiamo costruircelo.

Partendo dalla sagoma di una gruccia perfetta possiamo ricavare da un asse di opportuno spessore forme e controforme. L’asse va poi diviso come un puzzle in settori opportuni che consentano di costringere il pezzo da correggere all’interno della giusta forma. Vediamo ora in dettaglio come fare.

 

Restauro ricciolo Thonet

Figura 1: per prima cosa, disegniamo una sagoma da una gruccia in forma.

Figura 2: tracciamo poi la sagoma di blocchi interni alla curvatura e la posizione dei fori delle viti.

Restauro ricciolo Thonet

Figura 3: suddividiamo a “puzzle” l’intera superficie, realizzando elementi che prevediamo essere utili come controforma.

Figura 4: ora fissiamo a un piano gli elementi interni alla curva.

Restauro ricciolo Thonet

Figura 5: utilizzando le controforme più opportune, tiriamo il nostro pezzo verso la sagoma e stringiamo pian piano con occhio, tatto e orecchio per avvertire in tempo eventuali scoppiature.

Figura 6: tolto il ricciolo dalla forma, incolliamo infine lungo il taglio fatto in precedenza e con scotch e fascette da elettricista teniamo in pressione.

3. Finire il pezzo rimesso a nuovo

Una notte di riposo e la nostra gruccia è domata. Re-incollando le due parti conferiamo nuovamente rigidità. Un po’ di stucco, se serve, accompagniamo la tinta e applichiamo qualche mano di gommalacca. Ora possiamo proprio dire che abbiamo il nostro pezzo “in piena forma”, bello e resistente come 100 anni fa.

 

Thonet restauro ricciolo finito

Il nostro ricciolo Thonet prima e dopo la cura

Come avrete intuito è un lavoro lungo e laborioso dove oltre alla testa e a una buona manualità la componente cuore è davvero molto importante.

Quando si ha una passione così grande, si accetta anche che parte del tempo e della fatica sia ripagata soltanto dalla soddisfazione di restituire a un pezzo nuova vita, piena funzionalità e rinnovata bellezza. I restauratori lo sanno bene.

Ricordiamoci sempre che un restauro sbagliato può compromettere per sempre un pezzo magari di valore o, di grande valore affettivo, per il quale non c’è prezzo. Ecco perché è importante rivolgersi a professionisti seri e preparati che sappiano riconoscere ed eseguire un restauro a regola d’arte.

E voi avete mai provato a domare dei riccioli? Vi aspettiamo nei commenti.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

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