Legno curvato: il primo linguaggio del design nell’arredo - Legno Curvato
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Legno curvato: il primo linguaggio del design nell’arredo

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….È difficile dare una esatta definizione di industrial designer, ma credo che risulti chiaro quello che io definisco un vero industrial designer: colui che, lavorando in gruppo, progetta e realizza oggetti veri per dei bisogni reali.
Il suo lavoro è produrre oggetti di grande serie per la comunità: molto diverso da quello dell’artista che produce opere rare per sé o destinate a una élite…
(A. Castiglioni)

Ogni cosa ha un inizio e, parlando di origine del design nell’arredo, per anni ho assistito al dibattito indiretto tra antiquari e storici sul momento della sua nascita.

Da un lato gli antiquari, soprattutto per poca conoscenza dello stile Thonet, sostenevano che il mobile in legno curvato non facesse parte del mobile di antiquariato. Un vero antiquario non poteva trattare oggetti di valore così ridotto e comunque si trattava di mobili in serie.

Dall’altro gli storici del design, pur ritrovando nella sedia Thonet i concetti alla base della definiti zone del design, si rifiutavano di considerare il mobile in legno curvato il suo inizio.

Qualcuno scriveva di proto-design e l’esempio per l’Italia (dimenticato) della produzione della Società Antonio Volpe, è il tipico atteggiamento verso la produzione di mobili costruiti tramite la piegatura del faggio a vapore.

L’importante lavorazione manuale, necessaria per il completamento degli oggetti, faceva forza alle dimenticanze dei manuali di storia del design.

Achille Castiglioni

l’Arch. Achille Castiglioni sul dondolo n. 267 in legno curvato

Non solo genio creativo

Per tutti poi era difficile classificare un linguaggio che abbraccia diversi stili, anzi, che talvolta li precede nelle linee essenziali, che occupa oltretutto diversi decenni.

In aggiunta, la mancanza di una diffusione della documentazione storica e di catalogazione della massa di documenti delle imprese più importanti, così come di libri sulla storia del mobile in legno curvato se non su Michael Thonet, completava la scarsa considerazione verso il vero primo linguaggio del design.

Il fenomeno Thonet, e poi dell’intero settore legno curvato, non è facile da approcciare se non in un senso più globale, a 360 gradi, a livello storico.

Pur non avendo la documentazione e le conoscenze specialistiche del mobile Thonet, nel 2000, scrivendo la prefazione del mio primo libro, Anty Pansera centra perfettamente la figura di Michael Thonet descrivendolo come falegname/ebanista/progettista-designer ante litteram dunque, ma anche produttore/imprenditore.

In questa descrizione c’è già tutta la difficoltà, ma anche la bellezza, di una storia dove le competenze manuali e creative non riescono ad avere successo se non quando vengono sostenute da una competenza manageriale e un’organizzazione industriale moderna.

Cos’è il design? Sicuramente l’ideazione e la produzione in serie di oggetti, crocevia tra estetica e funzionalità, riconducibili a uno o più designer.

Data di nascita conosciuta

Prendiamo in esame il primo periodo di cui siamo a conoscenza dove gli oggetti sono riconducibili a degli architetti o artisti, periodo su cui ci siamo concentrati nella nostra mostra.

È esattamente dal 1898 con la sedia n. 255 di Adolf Loos disegnata per il Café Museum e con la poltroncina n. 712 di Gustav Siegel che inizia la produzione di design.

In questo periodo è chiaro che il linguaggio del legno curvato sia il modo per far arrivare a tutti oggetti unici dei grandi architetti.

Mobili pensati e costruiti con la costruzione classica per un progetto specifico vengono modificati pur mantenendo le loro caratteristiche peculiari e, grazie al legno curvato, possono avere una riduzione di costi e una produzione seriale accessibile alle masse.

Il linguaggio del legno curvato li rende svincolati da un progetto specifico come sempre sono stati gli oggetti usciti dai laboratori e dalle fabbriche di Michael Thonet e dei suoi cinque figli. È questa la democrazia del consumo insita nel linguaggio del legno curvato che è fondamentale per il concetto di design e che vuole portare bellezza e qualità nelle case di tutti.

Kohn poltrona Joseph Maria Olbrich

(a sin) La poltrona di Olbrich per la music room del Sig. Spitzer e il modello n.796 della Kohn (a dx)

Kohn divano e poltrone Kolo Moser

(a sin) Divani e poltrone di Koloman Moser per il Dott. Stonborough e il divano Kohn n.424 (a dx)

Kohn poltrona n.729

(a sin) La poltrona disegnata per la casa della Secessione e il modello n. 729 della Kohn (a dx)

Una storia documentata

Ci sono diversi esempi legati a Joseph Maria Olbrich, Josef Hoffmann e a Koloman Moser che documentano questa attitudine.

La poltrona di Olbrich, progettata per la stanza della musica del Sig. Spitzer e prodotta dalla società Niedermoser, viene riprodotta con il n. 796 dalla Jacob & Josef Kohn. Sempre la Kohn inserisce a catalogo con il n. 424 i divani e le poltrone di Koloman Moser pensate per la drawing room dell’appartamento di Berlino del Dottor Stonborough e mostrati su Innen Dekoration del 1905.

Altrettanto si può dire della poltrona modello n. 719 esposta nella nostra mostra, che riproduce la poltrona del suo progetto per lo studio del Dottor Z, probabilmente Emil Zuckerkandl, marito di Bertha.

Oppure la famosa Fledermaus, che riprende la poltroncina dello studio dei medici del Sanatorium di Purkersdorf, pensata da Josef Hoffmann e riprodotta prima dalla Kohn nel 1906 e poi da tutte le altre aziende concorrenti.

E infine poltroncina n. 729 della Kohn, che riprende il disegno della famosa poltrona disegnata nel 1903 in occasione della 18esima Esibizione della Casa della Secessione.

Progettisti, grandi idee, serialità, prezzi accessibili e distribuzione globale in tutti i continenti: non sono questi i fondamenti del design? Io direi proprio di sì.

E voi, cosa ne pensate? Vi aspettiamo nei commenti.

 


Oggi è l’ultimo giorno della mostra “100×100 Achille” dedicata al centenario del grande architetto Castiglioni, alla  Fondazione Achille Castiglioni Indirizzo: piazza Castello 27, Milano. Curatrici: Chiara Alessi e Domitilla Dardi. Qui tutte le info.

In copertina lo stand della Gebrüder Thonet alla Esposizione Universale di Milano del 1906.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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