Gelato al gusto di #legnocurvato - Legno Curvato

Gelato al gusto di #legnocurvato

Thonet in gelateria

Il gelato è squisito, è un peccato che non sia illegale.

Così Voltaire, con la sua inconfondibile ironia, definisce questo nuovo alimento in quello che forse è il primo aforisma a esso dedicato.

Fresco, nutriente, momento di felicità per adulti e bambini da quando a Parigi, tra ‘600 e ‘700 questa delizia, dall’accento siciliano, passa dalle tavole di nobili e aristocratici ai tavolini di un locale pubblico alla moda: Il Café Procope.

 

Verlaine Café Procope

Il primo caffè-gelateria d’Europa

Aperto nel 1686 dal padre del gelato moderno, il cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli, ha da subito un enorme successo per i suoi sorbetti di gelato alla frutta e per le acque gelate: le deliziose granite.

Luogo di teatro, di musica, di politica e di ogni arte, ai suoi tavolini dal primo giorno Voltaire, ma anche Vicor Hugo, George Sand, Jean-Jacques Rousseau, Robespierre, Jean-Paul Marat e avanti fino al grandissimo Paul Verlaine.

Poeta maledetto che in cerca di ispirazione siede intenzionalmente per lunghe ore di ozio creativo e non solo, al tavolo che fu di Voltaire. Molte le sue foto in quell’angolo appartato, foto che diventano per noi le prove del primo incontro tra il mondo del gelato e l’universo del faggio curvato.

A tener compagnia a Verlaine infatti, tra un sorbetto e un bicchierino di assenzio, sedie Thonet modello n.56, quello che abbiamo visto anche al Palazzo delle Poste di Trieste.

Ovviamente, non sono le sedie dell’apertura ma arrivano in loro soccorso, affiancandole, a fine anni 80 dell’800. Nuove, pratiche, affidabili e moderne sono acquistate certamente al negozio Thonet di Parigi, il primo che i Thonet aprono al di fuori dell’Austria Ungheria. È il 1861.

Ma il rapporto tra Thonet e il dolce mondo del gelato interessa presto anche le altre capitali europee. Una fra tutte, Vienna, che a fine ‘800 viene travolta da una vera e propria invasione di gelatieri zoldani e cadorini.

 

Dont di Zoldo

A Vienna i Procopio del bellunese

Ma come mai tutti questi bellunesi sanno fare il gelato? La vicenda nasce da un fatto storico. La Val Zoldana per secoli, rientra nella giurisdizione della Repubblica di Venezia.

Essendo una terra ricca di materie ferrose, vede la maggior parte degli abitanti impegnati nella produzione di chiodi e di ferramenta per l’edilizia e per la cantieristica navale della Serenissima.
Con la caduta della Repubblica nel 1797 gli zoldani rimangono senza lavoro e si dedicano alla produzione del gelato.

La leggenda vuole che abbiano appreso quest’arte da un gelatiere siciliano di passaggio. Bloccato dalla neve in quei territori per mesi, avrebbe dato agli abitanti di quella Valle i primi rudimenti come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta.

Questi bellunesi di fine ‘800 partiti per il mondo, hanno davvero una marcia in più. Pensate che è sempre un bellunese, questa volta del Cadore a registrare nel 1903 a Washington il brevetto del cono gelato.

È il cono da passeggio, un contenitore usa e getta, anzi usa e mangia. Il vero e proprio gelato per tutti. Un altro piccolo tassello di quel processo di democratizzazione del consumo di cui la Thonet n.14 è emblema nel design.

 

Vienna gelatai ambulanti

A Padova un carrettino del gelato degli Arnoldo, primi ‘900 – Archivio famiglia Arnoldo

A Vienna, gelato italiano

Tra tutti gli zoldani di Vienna è significativa la storia degli Arnoldo perché è una storia che ancora continua. Maestri gelatieri, partiti per Vienna a fine ‘800, operano come ambulanti e come fornitori di altri locali.

È così che arriva il gelato a Vienna: il primo, il bellunese Antonio Tomea, ottiene la prima concessione stabile di un posto al Prater per vendere il gelato con il suo carrettino. Poi passato, il testimone al compaesano Giulio Mattiuzzi, in pochi anni i carrettini diventano 58, per coprire ogni angolo della capitale.

Ma il successo degli altri spaventa, per non dire dell’invidia. Nel 1894 un provvedimento amministrativo, volto a salvaguardare l’attività dei commercianti di dolciumi autoctoni, rende illegale la vendita ambulante del gelato. Impone la somministrazione in sede fissa ed è così che nascono i primi locali gelateria della città: guarda caso tutti italiani ma con sedie viennesi ovviamente.

La prima gelateria degli Arnoldo viene aperta proprio in centro a Vienna, nel 1909. Le cose vanno molto bene ma, nel 1914, un’aria sinistra preannuncia la guerra. La stessa aria che porta presto i Thonet a chiudere i negozi fuori dall’Impero. Paura fondata, visto quel che succederà pochi anni dopo al negozio Thonet di Milano.

Gli Arnoldo dunque rientrano in Italia. Riescono in qualche modo a portare con loro la macchina con la grande ruota di fabbricazione austriaca. Dopo una pausa in Valle, fatta la guerra, appena l’atmosfera si fa più serena, la famiglia torna operativa. Alcuni di loro tornano a Vienna, altri vanno a Trieste e di là a Firenze e a Lucca dove ancora operano.

Io li ho ritrovati proprio a Trieste nella città più viennese d’Italia dove la tradizione degli avi passati per Vienna continua.

Trieste e i suoi gelatai

A Trieste foto di gruppo dei gelatai della città, 1922 – Archivio famiglia Arnoldo

Trieste Gelateria Arnoldo

La storica gelateria Arnoldo a Trieste, 1950 ca. – Archivio famiglia Arnoldo

La gelateria Arnoldo di Trieste

A Trieste gli Arnoldo ripartono da zero, aprono un grande laboratorio/dormitorio dove la macchina storica portata da Vienna produce giorno e notte sostenendo le famiglie di ben undici di loro.

Nel 1922 una bella foto li ritrae assieme ai colleghi della città. Come a Vienna ai tempi d’oro. La maggior parte sono amici e parenti del bellunese. Nel 1924 la prima gelateria al 13 di Viale Miramare.

Ricavata da un locale utilizzato come deposito in prossimità del porto, è ancora lì e Omar, gelatiere di quarta generazione, porta avanti con grande orgoglio la “dolce” storia della sua famiglia. Con grande passione fa e vende il gelato da Febbraio a Novembre e, d’inverno, appena può torna a Dont nella casa di famiglia come gli Arnoldo di cento anni fa.

Lo confesso, è la nostra gelateria preferita. Insomma, in questa strana estate che sembra non voler finire, vi ho fatto venire l’acquolina in bocca vero? Se passate per Trieste andate e provate i loro gelati.

Troverete alle pareti le foto di questa storia e tra le note dolci e speziate dei tanti gusti sentirete il sale del mare, i sapori raffinati della Vienna mitteleuropea e anche un nostalgico gusto di montagna che viene dalla Val Zoldana.


Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

RELATED POST

  1. Elisa Furlan

    21 settembre

    Ho vissuto tanti anni a Belluno, dove negli anni Ottanta erano tanti i ragazzi che in estate andavano a lavorare nelle gelaterie in Germania, spesso presso parenti emigrati molti anni prima.
    È stato emozionante rivivere quel ricordo e scoprire l’insospettabile legame con il mondo Thonet!
    Grazie…

    • Alessandro Scordo

      24 settembre

      Grazie Elisa per aver condiviso questo ricordo. Queste storie ci mostrano come l’emigrazione e quella degli italiani in particolare, sia stata spesso motore di innovazione e di belle e buone novità. In fin dei conti anche Thonet ha fondato il suo impero in Austria Ungheria e non in Prussia dove era nato e cresciuto. Da questa unione paradossalmente è nato ciò che di più viennese al mondo esista assieme alla Sacher torte e alla Wiener schnitzel e una azienda che ha occupato ben 7000 sudditi dell’Impero Austro-Ungarico per più generazioni.
      Attenzione alla storia, dietro alle novità ci sono sempre tanti problemi ma anche tante nuove possibilità. La sfida, seppur difficile, è saperle cogliere e gestire.
      Alla prossima.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM
KNOW US BETTER

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Cliccando su accetta, confermi il salvataggio dei cookie.