Le Corbusier e la poltroncina viennese - Legno Curvato
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Le Corbusier e la poltroncina viennese

Le Corbusier e la poltroncina viennese

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Argomenti dell'articolo

Trovare un oggetto in legno curvato con cui iniziare il nostro blog è stato impegnativo.

Gli oggetti significativi nell’avvio della storia del design sono davvero molti.

Ma a pensarci bene, un vero inizio c’è sempre e in questo caso è sicuramente una poltroncina, tanto amata da Le Corbusier, da lui introdotta in molti suoi progetti e ancora incredibilmente attuale.

È con questa poltroncina che avviene la svolta che agli inizi del ‘900 ci introduce al mobile moderno. Ed è con il mobile moderno che ha origine il design nell’arredo.

Ecco perché la non poteva che cadere su di lei e perché tutti gli appassionati di design ne devono conoscere la storia. E ora ve la presentiamo.

Kohn-catalogue-1899

Un amore di seduta

Lo stile degli architetti.

Così è stato spesso definito il legno curvato. Questo perché sono molti gli architetti che nel tempo si sono innamorati dello stile viennese.

L’oggetto a cui ci riferiamo appare per la prima volta nel supplemento al catalogo pubblicitario del 1899 della Jacob & Josef Kohn come modello n. 12.

Nello stesso anno, nell’edizione del supplemento per il mercato americano, la poltroncina è anche segnalata come modello depositato.

È la prova definitiva che questa poltroncina è un modello originario della Jacob & Josef Kohn e non della Gebrüder Thonet come si pensava fino a poco tempo fa.

Gustav Siegel attribution

Nel manifesto per l’Esposizione Universale di Parigi del 1900 è segnalata per la prima volta con il n. 712. Nello stesso catalogo, sempre per la prima volta, è presente la celebre poltroncina n. 715 di Gustav Siegel, premiata con la Medaglia d’Oro nella stessa Esposizione.

È quindi probabile che anche la nostra poltroncina sia attribuibile al giovane architetto viennese, assunto nel team come ” Art Director” della Kohn, primo concorrente del leader Gebrüder Thonet. La nuova numerazione diventa definitiva con il catalogo del 1902.

Parigi-1900

La Jacob & Josef Kohn è la prima azienda a modificare la numerazione dei suoi numerosi prodotti. Fino a quel momento, i prodotti venivano numerati in modo progressivo.

Questo per tutte le aziende attive nel mondo del legno curvato a vapore della seconda metà dell’800. Anche perché tutte hanno iniziato copiando i prodotti, il nome e persino il prezzo dei prodotti a catalogo del leader Gebrüder Thonet.

E questo ad esempio è un elemento fondamentale quando ci si appresta a fare una expertise e a datare precisamente un oggetto.

Numerare per classi di prodotti

In un paio d’anni la Kohn sostituisce la vecchia numerazione progressiva con una numerazione per classi di prodotto, caratterizzata per usi e oggetti diversi.

Gli arredi della Serie 700 sono pensati per il nuovo uomo borghese. Sono le poltroncine per l’ufficio e per le scrivanie.

È con questa linea di prodotti che ai primi del ‘900 avviene la svolta nella produzione in legno curvato a vapore e la n.712 è esattamente l’anello di congiunzione tra vecchio e nuovo mondo: quello del mobile moderno che dà il via al design nell’arredo.

Le Corbusier-Thonet-B9

Nel catalogo Thonet la poltroncina apparirà solo nel giugno del 1903 come poltrona da scrivania n. 9. Successivamente con la nuova numerazione 6009 e infine, dopo gli anni ’20, come B9.

La struttura dell’oggetto rimane uguale anche se la sua forma nel tempo si modifica, perdendo la leggerezza iniziale. Il movimento del bracciolo cambia, la seduta diventa più ampia.

Ed è con questa forma che la sua fortuna arriva, quando Le Corbusier vede in questo modello quell’essenzialità e praticità perfette per i suoi progetti.

Nobile ed essenziale

Nel 1925 il famoso architetto svizzero (1887-1965) scrive nell’Almanach d’Architecture Moderne che questa poltroncina:

“…la più banale ed economica tra tutte le sedute, utilizzata in milioni di esemplari dall’Europa alle Americhe, possiede nella sua essenzialità, una sua nobiltà, poiché la sua semplicità è compressione delle forme che si adatta armoniosamente al corpo“.

Ne è così entusiasta che nello stesso anno la introduce nei progetti della Villa La Roche–Jeanneret e nell’Esposizione parigina all’interno del suo padiglione dell’Esprit Nouveau.

Le Corbusier-Interior

La Thonet B9 di Le Corbusier

In questi anni le tre maggiori aziende fabbricanti di mobili in legno curvato si sono fuse in un solo gruppo (Mundus-Kohn-Thonet).

La confusione sul mercato creata da questa fusione è ancora così sentita che la fornitura per la villa di Parigi dell’originaria Gebrüder Thonet deve essere sostituita per il reclamo da parte del cliente che le poltroncine sono originalmente marcate Kohn e poi sovra marcate Thonet.

Ma oramai la poltroncina è una produzione Thonet a tutti gli effetti. La B9 (questo il nuovo numero di modello nel catalogo) entra in tutti i progetti di Le Corbusier, che ne utilizzava, tra gli altri, un modello con lo schienale impagliato anche nel suo studio-atelier di Parigi.

Ma anche nelle case e negli interni di Mart Stam, di Alvar Aalto e di altri importanti architetti che hanno segnato il design del ‘900.

 

Le Corbusier-studio

Le Corbusier-studio

Un’idea di sedia moderna

Anche Adolf Loos parlerà di questa semplice ma essenziale sedia. Anche se secondo lui la sedia moderna è sì la sedia Thonet ma non questo modello usato diffusamente da Le Corbusier.

In ogni caso questa poltroncina è così moderna e attuale da essere ancora oggi a catalogo per tutte e tre le aziende che ereditano la storia della Gebrüder Thonet:
la TON modello n. 30, il modello Wiener Stuhl della Gebrüder Thonet Vienna (GTV) e il modello n. 209 della THONET G.m.b.H..

E in questo Le Corbusier è stato davvero lungimirante.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Giannii

    2 Marzo

    Era il 1970. Sposato da poco. Laureato da poco. Ingegnere. Primo lavoro. Aspettavamo un bimbo ed eravamo piazzati molto spartanamente in un piccolo appartamentino in Brianza; tanto per dire: dormivamo su delle brande militari trovate a casa in soffitta. Ebbene, uno dei primissimi “mobili” che abbiamo comperato, insieme a un letto serio, è stato proprio questa poltroncina. Ricordo che venivano costruiti nei paesi dell’Est (così mi si disse) e che ne esistevano due versioni non proprio identiche: noi ne preferivamo un tipo. Ora la poltroncina, apprezzatissima, l’ha mia figlia grande che allora era nella pancia. Solo ultimissimamente ho scoperto il mondo dei riccioli e incomincio ad avere, ad usare -perché questa è una loro interessantissima caratteristica- e soprattutto a godere qualche pezzo

    • Giovanni Renzi

      2 Marzo

      Ciao Gianni, benvenuto! Sei il primo commento al nostro blog per cui un grazie speciale. Nel 1970 le poltroncine erano commercializzate dalla società Herbatschek che si riforniva in una ex fabbrica Thonet in Polonia. Herbatschek era già un rivenditore della Jacob & Josef Kohn nei primi del Novecento a Milano. Prima della II guerra mondiale per Thonet. Nel dopoguerra, nella confusione seguita alla separazione del marchio tra Piltzer e la famiglia Thonet, questo rivenditore continuò a vendere le sedie con il marchio Thonet acquistandole dalla fabbrica in Polonia fino ad avere una causa con la Thonet Francia che rivendicò l’utilizzo del marchio. Da allora incominciò a marchiare i prodotti con il nome Herbatschek. Ha chiuso il magazzino e l’attività a Milano alla fine degli anni Ottanta.

  2. luciano

    18 Settembre

    salve, quindi sono a tutti gli effetti delle Thonet come caratteristiche costruttive ma non originali quelle marcate Herbatschek?
    grazie

    • Giovanni Renzi

      18 Settembre

      Buongiorno. La storia di Herbaschek è molto lunga. Herbaschek compare per la prima volta nella Guida Commerciale di Milano del 1905-06 come rivenditore dalla Jacob & Josef Kohn e negozio in Via Orefici. Poi diventerà rivenditore del gruppo Thonet-Kohn-Mundus. Nel 1934 è in via Camperio. Dopo la seconda guerra mondiale continua a rifornirsi dalle fabbriche ex-Thonet in Polonia e Cecoslovacchia oramai nazionalizzate. Commercia vendendo materiale con il nome Thonet finchè dalla Francia il marchio gli intima di smettere di usare il nome Thonet. A quel punto incomincia a marcare con il nome Herbatschek. I prodotti sono sempre quelli delle fabbriche ex-Thonet. Chiude all’inizio degli anni Novanta.

  3. […] scoperto la B9, passione di Le Corbusier, la serie dei mobili con le 7 sfere di Josef Hoffmann o la poltrona di […]

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