Mobile moderno: la versione di Adolf Loos e di Josef Hoffmann - Legno Curvato
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Mobile moderno: la versione di Adolf Loos e di Josef Hoffmann

Tempi Moderni

Cosa è moderno? Cosa si intende per “stile moderno”?

Credo che questa parola indichi dinanzi al contemporaneo qualcosa di innovatore. Ma se è così lo è per tutti o è soggettivo?

Se noi guardiamo ai cataloghi dei primi anni del ‘900 delle due aziende leader nel mobile in legno curvato a vapore, la Gebrüder Thonet e la Jacob & Josef Kohn, sembra che sia estremamente soggettivo.

Il mobile di design, quindi il mobile prodotto in serie in grande produzione, cercava di dare una risposta funzionale per la nuova vita metropolitana, quella fatta da appartamenti in palazzi multipiano, dotati di acqua corrente e luce elettrica.

Non è un caso che il primo a utilizzare il termine “modernità” sia stato il poeta decadente Charles Baudelaire nel descrivere l’effimera vita condotta all’interno delle città e delle metropoli.

Il legno curvato accoglie la sfida dei tempi e ne da una versione, anzi, più di una. Ma una sola vince e ora ve lo raccontiamo.

Tempi Moderni Chaplin

Tempi Moderni Chaplin

Tempi moderni: alla conquista della felicità

Charlie Chaplin lo dice in modo ironico, nella scena iniziale del suo epico film. Ma l’intento è vero.

Prendo spunto dai mobili moderni indicati nei cataloghi delle due aziende viennesi e chiaramente mostrati all’esposizione di Parigi del 1900 e alle Esposizioni invernali a Vienna nel cambio di secolo.

Moderni perché diversi e, alla base di questa diversità, ci sono due menti geniali e contrapposte: Josef Hoffmann e Adolf Loos.

Josef Hoffmann viene contattato da Felix Kohn alla fine dell’8000. Gustav Siegel che assumerà la direzione dell’ufficio studi della Jacob & Josef Kohn, è un suo allievo.

Josef Hoffmann e Koloman Moser saranno in stretto contatto con quest’azienda tanto che nel 1906 , all’Esposizione Imperiale Austriaca a Earl’s Court, per le informazioni commerciali la Wiener Werkstätte si appoggerà proprio alla Kohn.

Adolf Loos è il contraltare della Secessione a cui aveva aderito per pochi mesi . Il suo Café Museum a Vienna è il negativo di quanto sta di fronte, la casa della Secessione di Josef Maria Olbrich.

È un modo completamente diverso di vedere il presente e il futuro. Forse per questo la Gebrüder Thonet ne seguirà i consigli.

Diversi ma ugualmente ispirati

Entrambi gli schieramenti guardano alla vita e all’arredo anglosassone. Hoffmann e i suoi seguaci si ispirano a Mackintosh e alla Scuola di Glasgow, i cui mobili vengono mostrati all’interno della Casa della Secessione nel 1900.

Loos invece ha vissuto per pochi mesi in Inghilterra e negli Stati Uniti. Preferisce lo stile inglese (Chippendale, Hepplewhite), ma usa anche le sedie in legno curvato in stile Thonet come, appunto, nel Café Museum.

Ritiene la sedia Thonet come la sedia adatta al vivere moderno, senza fronzoli e inutili orpelli e decori. Così racconta in “Ornamento e delitto” nel 1908.

Ma la svolta è tra il 1903 e il 1904. In questi anni accade tutto e la chiave di lettura è nel confronto delle produzioni offerte ai due colossi viennesi.

Innen Dekoration

La Kohn n.725 (a sin) nella rivista Innen Dekoration del 1904

Cogliere la sfida della modernità

Perché prendo in considerazione proprio questi anni? Perché è allora che abbiamo finalmente a catalogo Kohn tutta la produzione di “mobili moderni” , da Parigi 1900 in avanti.

Prima nel supplemento del 1903, poi nel catalogo generale del 1904 così come nel Catalogo Generale della Thonet.

Nel 1904 viene poi pensata la prima poltroncina con le famose sfere (o “palle ”), la n. 725, mostrata sulla rivista Innen Dekoration. Dal 1903 abbiamo le riviste di Zentral Anzeiger della Thonet e vengono pubblicati i pochi numeri di Das Andere che esprimono l’idea di Adolf Loos.

Salta subito all’occhio come le due aziende interpretino il cambiamento in modi completamente diversi.

Catalogo J & J Kohn

Modello Kohn n.725

Poltrone Kohn n.725 – image credits: ©Geert Vanhoutte

⊗ La versione della Jacob & Josef Kohn

La Jacob & Josef Kohn usa i termini “stile moderno”, “mobili da soggiorno con stoffe moderne”, per indicare le nuove produzioni.

Queste sono caratterizzate dalla sezione quadrangolare, dalla presenza di puntali e parti in ottone o bronzo, dalla sostituzione dell’elemento paglia con i nuovi tessuti, dall’uso di figure geometriche nei tessuti e nei compensati traforati.

Di questo nuovo progetto, la poltrona per l’ufficio dell’uomo moderno diventa protagonista. Dal cappello del genio creativo dei grandi architetti/designer dell’epoca escono capolavori ancora oggi di una attualità sorprendente.

Una fra tutti la splendida poltroncina n. 715 di Siegel o la poltroncina rivoluzionaria, modello unico e mai visto prima. Così come la poltrona n. 421, di Josef Hoffmann.

 

Thonet pagina di Loos

La “pagina di Loos” nel catalogo Thonet del 1904

⊗ La versione della Gebrüder Thonet

La Thonet utilizza nel catalogo del 1904 il termine moderno in un’unica pagina, quella che io definisco la “pagina di Loos”. Questa pagina merita un approfondimento specifico.

È intitolata “poltrone Moderne” e in questa vengono rappresentate 12 poltroncine. Di queste almeno nove riprendono lo stile inglese, e una di queste – il modello n.1012 – viene utilizzato da Loos nel soggiorno della sua abitazione e nel soggiorno della sua cliente Grete Hentschel.

Le tre poltroncine rimanenti (n.1009, n.1010 e n.1011) sono più vicine alla produzione Kohn, almeno per l’utilizzo della sezione quadrangolare. Due di queste (la n.1009 e la n.1011) utilizzano la gamba anteriore come la poltroncina modello n.714 della Jacob & Josef Kohn.

Ma anche in queste tre ritroviamo le idee di Loos espresse nei suoi saggi di fine ‘800:

Ora, la sedia migliore non avrà particolari pretese di novità . … Le modifiche dovranno essere tali da non essere percepibili a prima vista. Si limiteranno a variazioni di millimetri, al massimo di centimetri, nello spessore del legno.

Guardiamo ora la poltroncina modello n.1010. Le sezioni delle varie parti continuano a cambiare di spessore, con un’andamento presente solo nelle sedie n. 255 usate da Loos all’interno del Café Museum.

Viene utilizzato un archetto a U tra le gambe come di moda in quegli anni e presente anche nella Kohn n.725. Ma è il suo insieme che stupisce. Qualcosa di nuovo, di non visto, di moderno.

Qualcosa di Loos. Questa almeno è la mia attribuzione.

Poltrona Thonet n.1010

Il mercato è Re

Ma alla fine chi sia il migliore è il mercato a deciderlo. Il design, come l’arte, sono espressioni del loro tempo a cui cercano di dare risposte. Funzionali nel caso del design, estetiche nel caso dell’arte.

Del resto ne parla lo stesso Charles Baudelaire, sempre riferito alla modernità, quando sottolinea la centralità dell’arte nel catturare quell’esperienza ed esprimerla in forme variegate, suggestive e originali.

Il risultato è che i modelli all’interno della “pagina di Loos” non hanno molta fortuna commerciale.

Sono in generale prodotti costosi, così come lo sono anche le poltroncine e i “mobili moderni” della Kohn, però non danno quell’idea di lusso e di innovazione che i nuovi tessuti utilizzati per i prodotti conferiscono a questi ultimi.

Qui c’è il vero cambiamento e la sostanziale discontinuità rispetto al passato. Il mercato sceglie e il progetto moderno di Adolf Loos perde la sfida.

Una sfida che continua

Nel registro di contabilità Thonet del 1905, i 12 modelli di poltrone moderne contenuti nella “pagina di Loos” saranno venduti in poco più di 330 pezzi contro i 142.141 della sedia modello n. 14. Non certo un successo commerciale.

E forse è proprio per questo che negli anni ‘30 non viene invitato dalla Thonet-Mundus a far parte della Commissione Esaminatrice del Concorso Internazionale per la nuova poltroncina e sedia in legno curvato a vapore. Commissione di cui invece farà parte Gustav Siegel, insieme a Le Corbusier e a Marcel Breuer.

Ma la sfida della modernità continua e se alla fine siamo tutti in cammino verso la nostra felicità, forse un segreto c’è.

Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. (Charlie Chaplin)

E di bellezza. Pensiamoci e non solo a Natale. Che sia la strada giusta? Noi crediamo proprio di sì.

 

mike-wilson-53933 North Terrace, Adelaide, Australia_770

North Terrace, Adelaide, Australia – Image by Mike Wilson


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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