La Secessione a Parigi nel negozio della J. & J. Kohn - Legno Curvato
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La Secessione a Parigi nel negozio della J. & ...

La Secessione a Parigi nel negozio della J. & J. Kohn

Negozio Kohn a Parigi

Negozio Kohn

Per molti anni, almeno dal 1885, il negozio di Parigi della fabbrica di mobili Jacob & Josef Kohn di Vienna è sul Boulevard des Italiens nº 24.

Nel 1900, anno in cui l’azienda vince il Grand Prix dell’Esposizione Universale di Parigi, la Kohn decide di aprire un nuovo negozio in Rue du Faubourg St. Antoine n. 109, all’incrocio con Avenue Ledru Rollin.

Le pubblicità del tempo ne tracciano l’inaugurazione nel 1901-1902 e le immagini nel catalogo speciale per la Francia del 1904, così come le molte cartoline ritrovate, ci danno un’idea precisa dello stile in cui è stato progettato e decorato: lo stile Secessione, quello della Vienna della fine dell’800 che ancora oggi affascina e stupisce.

Quello stesso gusto che ritroveremo qualche anno dopo, nel 1905, nel negozio Kohn di Berlino di Josef Hoffmann e Koloman Moser.

Ma ora torniamo a Parigi, nella ville lumière che pochi anni prima aveva visto inaugurare il suo simbolo più rappresentativo, la Tour Eiffel. Simbolo di un fascino (e di un mercato) di cui nessun imprenditore altrettanto illuminato poteva già da allora fare a meno.

Il negozio della Secessione della Kohn a Parigi

In effetti il quartiere scelto per il negozio è il più importante per il settore del mobile, le centre historique du meuble . Esattamente di fronte alla famosa Mercier Frères Décoration, l’impresa di decorazione, tappezziere e produzione di mobili fondata nel 1828 da  André Mercier, emblema nazionale nel settore. Un vero faccia a faccia tra Art nouveau e Secessione.

L’immagine meglio conservata dell’esterno del negozio è quella del catalogo francese del 1904. Qui vediamo che le facciate indicano le posizioni nel mondo in cui Kohn aveva stabilimenti o magazzini.

Negozio Kohn a Parigi

Logo Koloman Moser

Negozio Kohn Parigi

L’esterno del negozio a Parigi della Jacob & Josef Kohn

Le parole “Première Société Anonyme fondée en Autriche pour la Fabrication des Meubles en Bois Courbé“, così come diverse figure umane ai lati, possono anche essere viste sul davanti della porta d’angolo.

Queste figure potrebbero essere fatte di vetro o essere degli arazzi e richiamano altre forme umane disegnate da artisti della Secessione come Koloman Moser. Di Koloman Moser è invece sicuramente il nuovo logo disegnato per la Kohn, come illustrato sulla copertina di un poster che l’azienda pubblica con una selezione di modelli.

L’immagine dell’interno del negozio, riprodotta anche nel catalogo francese del 1904, è davvero spettacolare. In primo luogo, si possono vedere i mobili esposti (sullo sfondo a destra ad esempio si può vedere una delle famose culle di Kohn) ma anche la struttura decorativa geometrica in legno curvato che incornicia il centro della stanza, così come le lampade.

 

Negozio Kohn Parigi

Contaminazioni tra le decorazioni del negozio di Parigi e la Scuola di Glasgow

Ma quello che risalta di più è il fregio decorativo sulle pareti, che ci ricorda un Koloman Moser, ispirato al design della Scuola di Glasgow di Charles Rennie Macintosh e di sua moglie Margaret Macdonald Mackintosh, famosi a Vienna dopo la loro partecipazione all’esposizione di Vienna del 1900.

Moser poi aveva una relazione speciale con loro e acquista una delle sedie esposte di Mackintosh, quella che si trova nel Museo delle Arti Decorative di Copenaghen. È una storia molto interessante di relazioni di cui non si parla molto nella documentazione storica a causa dell’inimicizia tra i loro paesi di origine, durante la prima guerra mondiale.

Noi non abbiamo prove documentali della paternità del fregio del negozio, ma lo stile è chiaramente quello di Koloman Moser, la cui collaborazione con la casa Kohn è nota. Ecco perché ne attribuiamo la partenità con ragionevole certezza.

Un ritrovamento molto speciale

Negli anni 2000 sono andato a Parigi e mi sono recato proprio dove c’era il negozio della Kohn, animato dalla speranza di trovare ancora qualche traccia della Secessione.

Sono dunque entrato nel negozio di vendita di occhiali che occupa quei mitici spazi e dopo una breve conversazione, l’impiegato ci ha aperto lo sportello del contatore della luce e abbiamo visto una decorazione floreale, che ho replicato graficamente.

Forse un residuo di quella decorazione della Secessione a Parigi? Mi piace pensare che sia proprio così.

Contatore

Sfortunatamente, il negozio della Kohn, come quelli di altre aziende nemiche (vi ricordate Palazzo Thonet a Miano?) fu saccheggiato all’inizio della prima guerra mondiale.

Per fortuna che negli occhi e nel cuore questa splendida storia continui a vivere e ad emozionare perché la bellezza non muore mai e, anche se a volte si nasconde, trova sempre prima o poi il modo di ritrovare la sua strada nel mondo, nonostante noi.

E voi siete mai stati in Rue du Faubourg St. Antoine a Parigi? Vi aspettiamo nei commenti.


Nasco nel 1964 a Vinaròs (País Valencià), in Spagna. Ho conseguito un dottorato in legge e poi sono diventato esperto sul legno curvato di Vienna e Valencia. Ho pubblicato diversi studi e ho tenuto conferenze. Appassionato della Secessione viennese, ho dedicato un saggio iconografico a “Il bacio” di Gustav Klimt. Dal 2010 sono responsabile dell’Espai Corbat (Museo del dondolo in legno curvato) della Fondazione Caixa Vinaròs.

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  1. Gabriele

    14 marzo

    Buongiorno, complimenti per l’articolo. Da sempre il marchio Kohn risulta il mio prediletto, perché i modelli mi appaiono più raffinati, più “sperimentali” e innovativi rispetto alla Thonet, più “secessionisti”, soprattutto per l’uso più marcato della sezione quadrata. Il marchio Kohn inoltre estendeva i propri confini anche alla produzione di mobili veri e propri, anziché soltanto alle tradizionali sedie e salottini. E’ una mia impressione?

    • Manuela Lombardi Borgia

      14 marzo

      Buongiorno Gabriele, hai perfettamente ragione. Anche io li prediligo, passati gli inizi in cui l’azienda imitava gli oggetti del leader Gebrüder Thonet (come tutti del resto), poi riescono a differenziarsi con un tratto molto più pioneiristico e innovativo. L’Esposizione di Parigi 1900 li premia definitivamente proprio per essere riusciti a interpretare il nuovo gusto degli artisti della Secessione portandolo nella lavorazione del legno, rilanciando un linguaggio che sembrava avere raggiunto il suo punto di arrivo. Invece da quel momento è nato il mobile moderno. L’introduzione della sezione quadrata è stata il punto di svolta. Sempre a Parigi sono arrivati a vestire una stanza completa (incluso le pareti) grazie a questa tecnologia. Si vede molto bene nella famosa immagine con la poltroncina n. 715 di Gustav Siegel .Del resto il loro motto era “semper sursum”, non a caso! (si capisce che li amo molto, vero?)

      • Buongiorno: sono d’accordo, il 1900 è un anno chiave nell’evoluzione del legno curvato. A mio parere, 5 sono le cose che J & J Kohn ha fatto tra il 1867 e il 1900. 1) Copiare disegni di Fratelli Thonet; 2) Migliorare il design e l’ergonomia dei modelli di Fratelli Thonet; 3) Inventare nuovi modelli come 28, 30, 33, 45, 46, 55, 255 …; 4) Sviluppare il mobile storicista curvato con sezione rettangolare; e 5) Costruire stand espositivi con legno curvato (architettura in legno curvato). Questi sono precedenti senza i quali l’evoluzione di J & J Kohn dopo il 1900 non può essere compresa in tutta la sua ampiezza. Semper sursum!

        • Manuela Lombardi Borgia

          16 marzo

          Davvero dei visionari ed è questo che mi affascina del loro operato: l’avere sempre avuto in mente dall’inizio della loro attività l’andare oltre il conosciuto. Tentare nuove strade, con determinazione, impegno e fatica. Ma senza mai temere di fallire. Siamo davvero felici di avere la tua preziosa penna sulle pagine del nostro blog. E poi ci vedremo alla inaugurazione della Mostra!

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