Sicilia, terra di sedie in legno curvato a vapore - Legno Curvato
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Sicilia, terra di sedie in legno curvato a vapore

Sicilia, terra di sedie in legno curvato a vapore

Wackerlin: chaise longue-dondolo

Oggi continuiamo il nostro viaggio attraverso le produzioni italiane di mobili in legno curvato a vapore dell’800 e del primo ‘900.

Dopo la Volpe di Udine, la G. Canepa che produceva sull’appennino tra Chiavari e Parma, le fabbriche di Napoli, eccoci nella regione di Montalbano.

E proprio nella casa del commissario Salvo Montalbano e nei bellissimi episodi ispirati alla serie di Camilleri possiamo trovare molte sedie e arredi in stile Thonet.

Vi abbiamo già detto che in un prossimo episodio, in una scena girata vicino a Udine, ci sarà una poltrona Volpe prestata da un amico collezionista che abita nella città friulana?

Ma non divaghiamo e torniamo in Sicilia, terra di miti e tradizioni di grande bellezza e fascino, che ha scritto pagine fondamentali nella storia della linea curva.

 

Catalogo della Sardella 1929

La Raciti, Sardella & Fichera

Le fabbriche storiche siciliane sono due: la Sardella di Acireale e la Wäckerlin di Catania.

La più antica impresa industriale nasce grazie a Pietro e Luigi Sardella alla fine degli anni ‘70. Nel 1876 Pietro riesce a farsi assumere in una fabbrica e due anni più tardi con il fratello inizia le prove di curvatura del legno a vapore.

Sembra che il procedimento non fosse proprio uguale a quello dei fratelli Thonet, almeno sicuramente per l’uso dell’essenza del legno, per la maggior parte gelso invece del faggio.

Sardella: prima fabbrica mobili legno curvato

La fabbrica di mobili in legno curvato a vapore della Sardella ad Acireale

Primogenitura (nel nome) contestata

I primi riconoscimenti non si fanno attendere: dalla prima medaglia d’argento di Siracusa nel 1880, alle mostre regionali siciliane degli anni successivi fino a Torino nel 1884, dove l’azienda rifiuta una menzione speciale. Il motivo?

Una contestazione molto accesa legata alla medaglia d’oro attribuita alla G. Canepa di Milano (dove in realtà c’era solo la ragione sociale) per la dizione “Prima fabbrica italiana di mobili in legno curvato a vapore” riportata anche nel catalogo dell’azienda ligure. Infatti il nome completo della Sardella si compone di questa stessa dicitura.

In effetti la società Canepa viene fondata nei primi anni ‘80, dopo gli esperimenti seguiti alla visita del 1879 a Bystřice pod Hostýnem.

Sappiamo però che i primi esperimenti vennero subito inviati a Roma e può darsi che questo abbia creato un po’ di confusione sulla reale “primogenitura” delle fabbriche italiane di mobili in legno curvato.

D’altronde giocare in casa o in trasferta in Italia fa la differenza. Ne sa qualcosa anche la Società Antonio Volpe che nel 1891 partecipa alla mostra di Palermo dove viene premiata solo la Sardella, addirittura con il Diploma d’Onore.

Sardella, Acireale, etichetta

Numeri da grande impresa

Il mercato siciliano è comunque molto ricettivo e i costi della Sardella sono davvero competitivi.

Agli inizi degli anni ’80 la fabbrica si trasferisce in un ex convento dei cappuccini. Il Comune di Acireale mette a disposizione gratuitamente i locali per gli operai che lavorano nell’azienda dei Sardella e in pochi anni raggiungono le 250 unità.

Un numero importante per l’epoca e per il tipo di produzione.

Alla fine dell’800 la fabbrica cambia ragione sociale in “Società Anonima Sardella”. Morto Pietro, nel 1907 la fabbrica va avanti ma i figli si dividono in realtà diverse. Chi continua ad Acireale, chi, come Orazio, si trasferisce a Catania.

Una delle ultime notizie della casa Sardella l’abbiamo con un catalogo del 1929 della Raciti, Sardella & Fichera, sempre ad Acireale.

Catalogo della Wackerlin

La Wäckerlin

Le notizie della Wäckerlin (o Wackerlin) sono di un periodo più tardo e meriterebbero più approfondimenti, in particolare per la qualità dei loro prodotti.

Si hanno notizie di quest’azienda dal 1905 al 1937. Giovanni Wäckerlin arriva giovanissimo in Sicilia con una nutrita colonia di svizzeri, approdata in Sicilia grazie alle prospettive che l’economia siciliana lascia intravedere nella cultura d’impresa.

Si stabilisce a Catania, dove si sposa e mette su famiglia, rilevando nel 1905 la fabbrica di mobili con sede a Catania nell’odierna via Mario Sangiorgi n.32, forse una delle società nate dalla divisione dei fratelli Sardella.

Wackerlin catalogo: interno

I nomi delle figlie per le sedute della Wäckerlin

Tratti distintivi

Il giovane imprenditore, che arriva a dare lavoro a ben 300 operai, sembra occuparsi non solo della parte amministrativa ma anche alla progettazione di nuove forme di oggetti in legno curvato.

In effetti la produzione presenta dei tratti distintivi rispetto ai modelli della Gebrüder Thonet e della Jacob & Josef Kohn. Abbiamo già visto la poltrona da barbiere, per anni attribuita ai maestri austriaci, ma nel catalogo ci sono altri oggetti completamente diversi.

Come ad esempio la splendida chaise longue o dondolo basculante a cui abbiamo dedicato la copertina. Di una bellezza e fattura da essere all’altezza della chaise longue Thonet n. 7500, icona della linea curva. O anche per quegli arredi a cui da il nome delle numerose figlie, le sedie da teatro a catalogo nel 1915.

Anna, Berta, Frieda, Lydia, Marta; figlie che nella nostra ricerca sulla Antonio Volpe abbiamo ritrovato in alcune foto della fine degli anni ’30 del ‘900, di proprietà di un dottore di Catania. Ritraggono la villa dei Volpe a Fagagna e nella Villa Volpe Pasini abbiamo ritrovato una foto di sua madre a Catania. Dove?

A fianco di Villa Wäckerlin! Un gruppo di ragazze, amiche probabilmente. Un intreccio incredibile.

Wackerlin: sedia in legno curvato

Il “tacchetto” a rinforzo della seduta, brevetto della Wäckerlin

Una storia di bellezza e di ingegno

Della Wackerlin vanno segnalate altre due notizie:

⊗ Nel 1908 l’interpellanza parlamentare per i dazi che la Wackerlin paga per i sedili in compensato stampato.

⊗ Nel 1912 il brevetto che ottiene per i rinforzi all’interno del sedile come rinforzo delle gambe anteriori. Questi “tacchetti”, prodotti da una macchina di invenzione della Wäckerlin, rendono la sedia molto più stabile di quelle della concorrenza.

Il catalogo della Wäckerlin è uno dei più belli. Le quattro lingue utilizzate dimostrano che la fabbrica catanese si riferiva non solo a un pubblico regionale ma anche estero. Un esempio di italianità manufatturiera di successo di cui essere ancora oggi orgogliosi.

 

Commissario Montalbano

La Sicilia ama la linea curva

Il mercato siciliano è dunque un mercato molto vivo per i mobili in legno curvato a vapore. Oltre alle due aziende siciliane ricordiamo la Volpe che già nel 1891 partecipa a una esposizione a Palermo, sicuramente dopo aver preso contatti per un referente nell’isola per i propri prodotti.

Ma anche la Jacob & Josef Kohn che già nell’800 ha dei punti vendita in Sicilia. Ce lo racconta il catalogo più antico della celebre azienda viennese che segnala i Fratelli Verga come concessionari dei propri prodotti a Palermo. Sempre qui sembra che anche la Ducrot nei primi del ‘900 producesse alcuni modelli di sedie in stile Thonet.

Insomma se andate in Sicilia, oltre a godervi dei paesaggi incredibili e una sopraffina cucina, potete imbattervi in oggetti rari o per lo meno con una storia molto particolare. Vi può capitare in un Bed & Breakfast a Cefalù, o al ristorante il Mirto e la Rosa a Palermo, o nella casa museo di Pirandello ad Agrigento.

Se vi capita, mi raccomando, segnalatecelo. Ne parleremo volentieri. Se la Sicilia ama la linea curva, anche noi amiamo tantissimo la Sicilia. Del resto anche il nonno materno di Manuela era nato a Ispica, vicino a Ragusa.

Il nuovo peloso, arrivato in famiglia lo scorso mese, insieme alla sorellina, lo abbiamo chiamato Salvo proprio in onore del Commissario. Oltre al fatto che il suo urlare come un’aquila ce li ha fatti trovare abbandonati in un quadro elettrico, salvando loro la vita. Lui e Lea ci hanno già preso il cuore.

A proposito di Sicilia e di linea curva, anche nel magnifico film Il Gattopardo di Luchino Visconti ci sono arredi in legno curvato a vapore. In questa immagine però c’è un errore storico importante. Qual è secondo voi? Vi aspettiamo nei commenti.

 

Il Gattopardo, Luchino Visconti


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Gianni

    17 Agosto

    Giovanni,
    ancora una volta grazie a voi tre per le notizie che ci continuate a dare.
    Per la domanda che fai: il Gattopardo è ambientato nei tempi della spedizione di mille, siamo nel 1860 quindi ben prima di quando è stata costruita la sedia (che non è nemmeno delle prime). Non ho libri per le mani, a occhio la situerei a cavallo del secolo, probabilmente di produzione JJK (per la parte alta dello schienale che non parte dalla gambe posteriori ma che si collega al sedile con, a mio avviso, notevole rinforzo statico)
    Un saluto.

    • Manuela Lombardi Borgia

      18 Agosto

      Caro Gianni, sei il nostro mito! L’errore storico è proprio quello. La sedia è una sedia modello n.5 del catalogo Sardella e Fichera che roprende sicuramente la produzione della Kohn. Anche se è una delle prime a catalogo non è di prima del 1890.

  2. Emilio Gasparini

    23 Agosto

    Ho ricevuto la Vostra email sulla privacy ed ho provato a rispondere( non ne so’ nulla) ma riprovero’ con l’aiuto di uno dei miei figli.Saluti Emilio.

    • Manuela Lombardi Borgia

      24 Agosto

      Buonasera Emilio, in verità deve solo leggere la nostra policy al link indicato e se le va bene così e desidera continuare a ricevere la nostra newsletter, non deve fare nulla 🙂

  3. Emilio Gasparini

    24 Agosto

    Per cortesia, potete dirmi se avete ricevuto un mio commento sulla G.Canepa ed altro?Saluti Emilio

    • Manuela Lombardi Borgia

      25 Agosto

      Buongiorno Emilio, sul blog abbiamo solo ricevuto il tuo commento sul tema privacy 🙁 Non ce ne risultano altri, eppure li controllo giornalmente. Te ne risultano altri?

  4. Emilio Gasparini

    26 Agosto

    La G Canepa e C di Milano era presente all ‘Esposizione di Milano del 1881 e il socio C (Bonetti) ebbe una medaglia d’argento.
    La G Canepa e C di Milano era Torino nel 1884 ed il socio Bonetti Angelo Milano ebbe una medaglia d’oro di prima classe””primo ad introdurre in Italia la fabbricazione dei mobili in legno curvato a vapore. Impiega 340 operai nei suoi stabilimenti di Bardi e Fiorenzuola…..”””
    Anche la Canepa e C merito’ una medaglia d’oro con le stesse motivazioni, e ricevette una sorta di attribuzione di primogenitura”””l ‘ industria dei mobili in legno curvato….privilegio dell’ Austria…..per mezzo della nominata Societa’ e’ diventata italiana…..””
    Credo che le proteste della Sardella e il
    Rifiuto della Menzione siano comprensibili. Resta inoltre incomprensibile l attribuzione della doppia medaglia d’oro.

    Le sei sedie deĺle quali si parla,furono inviate dalla Soc.Economica di Chiavari in concomitanza della rassegna di Milano del 1881 al Ministero di Agricoltura e Industria. Con lettera di riscontro del 19/06/1881″”””Sono pervenute a questo Ministero le sei sedie alla Viennese, fabbricate in codesta citta'””””.
    La Commissione incaricata ritenne l ‘esperimento perfettamente riuscito e richiese l’invio dei pezzi staccati, nelle varie fasi della lavorazione, al fine di conservarli nel nuovo Museo Agrario.

    Le sedie vennero costruite dalla ditta F.lli Canepa di Chiavari cui la SEC elargi’ un contributo di 12000 lire per fornirsi di della minima attrezzatura necessaria.
    La SEC da sempre (con eccitamenti morali e materiali) supportava le aziende , l’occupazione, e lo sviluppo del Comprensorio di Chiavari.
    La G Canepa e.C. e’ totalmente estranea agli interessi e all impegno della SEC.
    Probabilmente Giacomo Canepa , intraviste le grandi potenzialita della produzione di mobili in legno curvato fece un proprio percorso col socio (forte ?)Bonetti. ( o tenne il piede in due scarpe?.

    La sfortunata vicenda dell ‘ autoliquidazione della Societa’ fu dovuta semplicemente all ‘isolamento prolungato dello stabilimento di Vischeto di Bardi( conservato integralmente e parzialmente abitato)
    Nel laboratorio di Vischeto si effettuava solamente la curvatura del semilavorato ed i pezzi dovevano raggiungere lo stabilimento di Fiorenzuola per le successive lavorazioni.

    Le strade impraticabili per le cattive condizioni climatiche impedivano di trasportare con facilita’ il legno'”””L ‘Italia Finanziaria 1886 Tipografia Sociale 1886)

    Verosimilmente accadde per il semilavorato fornito dalla segheria di deThierry da Santa Maria del Taro.
    32 sono oggi km da Vischeto a Fiorenzuola e piu’ di 50 da Vischeto a Santa Maria. Figuriamoci le strade e il fango di allora.

    Vi ringrazio per l ‘ospitalita’ e ringrazio l’ amico Carlo Gardini per avermi fatto conoscere il vostro Sito e il Vostro impegno.

    • Giovanni Renzi

      26 Agosto

      Buongiorno Emilio, la storia della Canepa & C. e/o della “Prima fabbrica di mobili in legno curvato a vapore” è molto interessante. Nasce dalla relazione del Canepa e del Massa del 1879 che è visibile a Chiavari e che è l’unico documento che ci fa vedere una fabbrica Thonet descritta anche all’interno a quel tempo. Purtroppo la sua storia dura poco. Io ne ho scritto ampiamente sul libro “Società Antonio Volpe”. Le ultime notizie sono del 1887 presso la camera di commercio di Milano con l’ultima assemblea della società. Società in cui era entrata anche una banca di Piacenza e che era supportata dal sindaco di Milano. Dalle ultime assemblee credo che il problema fu anche di finanziamento e non solo logistico. Alcune fonti riferiscono anche di un premio all’Esposizione di Anversa del 1885 ma ad oggi i miei sforzi di trovarne della documentazione sono stati vani. ma non dispero … Grazie di seguirci.

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