Dio è nei dettagli (anche per la Thonet 14) - Legno Curvato
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Dio è nei dettagli (anche per la Thonet 14)

Dio è nei dettagli (anche per la Thonet 14)

Thonet 14: Dio è nei dettagli

Mies van der Rohe la usava spesso ma non è lui l’autore. Sembra che addirittura Michelangelo usasse questa espressione.

Non avendo una fonte certa, il Bartlett Familiar Quotations affida la paternità del detto a un anonimo.

Sostanzialmente significa che più si esamina qualcosa, più si guarda nei particolari, nei dettagli, appunto, più si apprezza la complessità, più si vedrà il Divino.

Per noi significa che la libertà è nella verità e che la verità delle cose è nella conoscenza. Quella che aiuta a non incorrere in cantonate spiacevoli o prendere fischi per fiaschi.

A volte basta poco. Anche solo affidarsi al dubbio e subito dopo, alla storia e a chi, quella storia, la conosce bene.

Oggi proseguiamo il percorso dedicato alla storia della mitica sedia Thonet 14, affrontando il caso più difficile: quello di una sedia che ne ha le forme riconoscibilissime ma è priva di marchi o etichette. Seguitemi e ve ne sveliamo il segreto.

 

Toulouse Lautrec

Uno svarione di massa

Il grande successo degli arredi in legno curvato a vapore; la loro diffusione mondiale; il fatto che Michael Thonet abbia inventato, se non una tecnica di lavorazione del legno, sicuramente uno stile ben definito. Ma soprattutto una concorrenza agguerrita che per molti anni ha cercato di vendere i propri arredi sfruttando l’altisonante nome Thonet.

Ecco un elenco di validi motivi per cui, ancora oggi, con questo brand, si designino molte produzioni diverse.

Questo “ svarione di massa” è molto diffuso, sia tra gli esperti di settore che tra gli assidui frequentatori di botteghe e mercatini dell’antiquariato.

E se è vero che ci sono personaggi per i quali qualsiasi oggetto costruito curvando il legno è sicuramente Thonet, ve ne sono altri che non riconoscono valore agli oggetti di altre produzioni. Eppure queste sono di altrettanto valore e significato storico.

Occorre dunque saperle distinguere e conoscerne la storia perché solo così si può sviluppare una propria capacità critica. Imparare a filtrare i pareri altrui. Imparare nel tempo a darsi delle risposte da soli. Del resto uno degli obiettivi del nostro blog è proprio questo.

 

Thonet label

Come riconoscere una Thonet originale

Già lo sappiamo: il primo passo è la punzonatura o l’etichetta. Tutte le imprese, per prima la Gebrüder Thonet, iniziano a introdurre marchi a fuoco o etichette cartacee per identificare univocamente la propria produzione dalla concorrenza.

Diverse pubblicazioni ne hanno parlato, noi ad esempio al segno distintivo delle etichette Thonet abbiamo dedicato un post e il primo Quaderno della Legno Curvato Academy, chiarendo bene il concetto di originalità nella linea curva. Una piccola dotazione da portarsi dietro andando per mercatini ad esempio.

Oggi esistono archivi spettacolari, anche grazie agli strumenti digitali che consentono di ricostruire l’aspetto originario anche da solo alcuni lembi o pezzetti. Il lavoro che sta facendo l’amico Carlo Milan ne è un esempio incredibile.

Ma la vera sfida è riconoscere e datare abbastanza precisamente l’oggetto in assenza di marchi o etichette. Come si può fare?

La chiave principale è nella datazione

La costruzione dell’oggetto ci viene in aiuto. E ancora una volta, lo studio dell’evoluzione della nostra tanto amata sedia Thonet n. 14 ci guida.

Ovviamente, questo studio ci può aiutare a conoscere meglio la produzione in faggio massello, non in faggio lamellare. La sedia entra nel mercato di massa nel 1859, quando l’evoluzione della tecnica di curvatura e di costruzione delle sedute Thonet è in dirittura di arrivo. Dal 1861 saranno tutte prodotte in legno massello.

La stessa Gebrüder Thonet inizia a modificare la sedia n. 14 sin dal giorno dopo la sua nascita. A oggi, la sua sedia più antica conosciuta è costruita:

con un sedile ancora lamellare in 3 parti

senza anello tra le gambe

con i vitoni che fissano le gambe posteriori al sedile dall’esterno verso l’interno.

Thonet 14: dettaglio

 

Dal 1861, cercando di semplificare, la sedia è:

tutta in massello 

ha un anello tra le gambe posizionato in alto, vicino al sedile

ha ancora il vitone di fissaggio tra schienale e sedile, dall’esterno a testa tonda.

La Thonet utilizza inizialmente quest’ultima tipologia di costruzione (viti a testa tonda) per poi farlo diventare solo un’optional che poteva essere richiesto dal cliente. Diversamente, le ditte concorrenti minori ne faranno largo uso per almeno 20 anni.

Parliamo di semplificazione perché la ricerca della Thonet dura anni con continui cambiamenti. Anche la nostra ricerca prosegue e a volte porta alla luce nuovi elementi che confermano o modificano certezze precedenti.

Un esempio è la connessione tra gamba anteriore e sedile. Le gambe possono essere “passanti”, fissate con cunei in legno o in ferro, rinforzate con spicchi all’interno del sedile.  Quando sembra che la strada sia quella giusta, ecco che si ripresenta un assemblaggio che sembrava abbandonato.

Anche la chiusura del cerchio è in continuo divenire: a fetta di salame su un lato, a “biscotto” sul retro tra i due montanti posteriori, a “tappo” nella stessa posizione, ancora a fetta di salame ma posteriormente con due viti di fissaggio.

In oltre 30 anni di attività e di studio, migliaia di oggetti passati nelle mani, entra in gioco l’esperienza che non si può raccontare. Ma si può avere qualche riferimento storico preciso da cui partire e questo è quello che, in questo contesto, possiamo fare per voi.

 

Sedie modello Thonet n. 14

(da sin) Sedia n.14 Thonet in lamellare, Neyger e Jacob & Josef Kohn

Si può associare una firma alla costruzione?

All’Esposizione Universale di Londra del 1861 le società che presentano un modello n.14 sono 2. Le imprese che producono sedie in legno lamellare simili ai prodotti Thonet sono 5: la Andrecht & Bingel, la Jacob & Josef Kohn, la Neyger, la Johann Kukol e la Johann Weiss.

Solo nel caso della Neyger, grazie al ritrovamento di una pubblicità dell’epoca, si è potuto associare a un tipo di costruzione una firma. Per le altre, tale processo non è ancora possibile.

Si presume che tutte utilizzassero uno dei due sistemi di costruzione del sedile in lamellare:

quello con il sedile in 12 parti (utilizzato dalla Neyger): questo è il più semplice e presuppone l’assemblaggio del sedile “a biscotto”, senza difficoltà di taglio dei pezzi

quello in 8 parti: più complesso, presuppone l’incastro di 4 parti di cerchio unite da altre 4 parti centrali.

In entrambi i casi troviamo sia lo schienale piegato in un’unica asta che ancora in lamellare. A parte un esemplare conosciuto con sedile trapezoidale, nelle altre sedute è sempre rotondo.

 

Thonet 14: dettaglio

Verso il ‘900

Descrivere gli anni tra il 1861 e il 1880 sarebbe troppo lungo. L’importante è che il modello finale per design e costruzione è decisamente diverso da quello iniziale. Il nuovo schienale è più ampio, più anatomico con uno sviluppo orizzontale più marcato. Quando vi imbattete in questi modelli, che siano Thonet o meno, sono sempre datati dopo il 1880.

Dal 1869 in avanti, liberalizzati i brevetti, le sedie diventano molto simili. Differenza principale: la costruzione delle aste dello schienale: Thonet utilizza dei cambi di sezione nella stessa asta, la concorrenza le preferisce più ampie e meno diversificate.

Dall’inizio del ’900 le differenze si accentuano:

tutte abbandonano il modello classico a sviluppo di verticale per modelli a sviluppo orizzontale, più avvolgenti nello schienale

viene utilizzato il vitone a testa quadra, avvitato dall’interno verso l’esterno, per la connessione tra sedile e gambe posteriori (caratteristica principale della sedia del ’900)

è sempre inserito un rinforzo interno mediante due segmenti di cerchio di legno, in corrispondenza delle due gambe anteriori.

Da allora sino a oggi, la sedia Thonet n. 14 viene assemblata nella stessa maniera. Ecco svelati i segreti e speriamo che possiate farne tesoro. Se invece avrete ancora dubbi e bisogno di un supporto, non esitate a contattarci. Possiamo aiutarvi con una expertise o con una consulenza personalizzata.

E se è vero che anche “il Diavolo è nei dettagli”, non abbiate timore della complessità e della diversità perché è accogliendola e facendola nostra che nascono i capolavori.

 

Thonet 14


Il Barlett’s Familiar Quotation, noto anche semplicemente come Barlett’s, è la raccolta di citazioni più longeva e ampiamente distribuita al mondo. Scritto da John Barlett, che gestiva il book shop dell’Università di Cambridge, nel Massachusetts, è stato pubblicato per la prima volta nel 1855. Attualmente è alla sua 18esima edizione pubblicata nel 2012.


Appassionata di impresa e di interior design, dopo più di 20 anni di management in azienda sono business consultant e startup mentor e oggi anche un pò blogger. Ho esperienza nella pianificazione, in marketing e comunicazione, nel supporto e sviluppo canali di vendita. Attualmente collaboro con startup e aziende, utilizzando l’approccio BMC e "lean" e una solida visione strategica. Ho pubblicato il libro Società Antonio Volpe con Giovanni Renzi e sono bellezzadelegnocurvatodipendente.

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