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Thonet e Kohn a Firenze come guelfi e ghibellini

Thonet e Kohn a Firenze come guelfi e ghibellini

Hotel Helvetia Firenze: la sala da biliardo

Anche Firenze è luogo di legno curvato e il mio rapporto con la splendida città toscana lo dimostra.

Ho iniziato a frequentare Firenze per cercare mobili in stile Thonet negli anni ‘90. Lasciavo la macchina fuori dalle mura e iniziavo il mio giro andando a vedere lo splendido negozio di Roberto Innocenti e Donata Patrussi in Borgo Pinti 11r-13r.

Poi, sempre a piedi, percorrevo via Maggio dove erano situate molte gallerie di antiquari, ai tempi, più famosi.

Una cartolina rivelatrice

La maggior parte di questi trattava mobili di alto antiquariato e guardavano ai mobili della seconda metà dell’800 e del ‘900 con molto distacco e sufficienza. Non era certo da loro che potevo trovare qualcosa. Roberto e Donata erano dei precursori, delle “mosche bianche”, con i loro vasi art nouveau e gli oggetti che spaziavano nelle Arti Decorative provenienti da tutt’Europa.

Io stavo lontano dalle grandi gallerie degli antiquari, guardavo, passando, le vetrine. Invece entravo nelle piccole botteghe, chiedevo se avessero qualche arredo tipo Thonet e qualche volta sono riuscito a trovare degli oggetti veramente interessanti.

Josef Hoffmann scrittoio

Il modello n. 500/6 della Jacob & Josef Kohn di Josef Hoffmann

In una delle mie trasferte un piccolo antiquario mi parlò di un hotel che qualche anno prima aveva venduto un numero considerevole di scrivanie di Josef Hoffmann! Ho sempre pensato a un’esagerazione o alle solite leggende metropolitane antiquarie che ingrandiscono, o inventano di sana pianta, l’oggetto delle loro storie. Questo fino a pochi giorni fa.

La scorsa settimana ho trovato una cartolina di un locale biliardo all’interno dell’Hotel Helvetia di Firenze. Ho approfondito la ricerca e ho trovato un’altra cartolina della sala lettura e cosa ho trovato? Delle poltrone e poltroncine Fledermaus e almeno 3 scrittoi.

Il piccolo antiquario, alla fine, aveva raccontato il vero.

Il legno curvato a Firenze

Tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 il legame tra i mobili Thonet e Firenze è molto forte. Nelle mie ricerche sul quotidiano La Nazione ho trovato diverse pubblicità nel mese di gennaio del 1877 che segnalano il negozio Thonet in via degli Alfani al numero 57, gestito da A. Targini.

L’uso di questi mobili è abbastanza comune anche negli alberghi e hotel della città toscana. Ad esempio nelle sale dei giardini d’inverno (come all’Anglo American Hotel), nelle sale di scrittura (come all’Hotel Porta Rossa) e chiaramente nelle sale mensa (allo Stella d’Italia & San Marco).

Per non parlare dei caffè; ieri (il Gambrinus Halle che ospita fino a 1.300 persone e che utilizza le sedie Thonet nel salone principale), oggi (la libreria Caffè Todo Modo con sedie Kohn trovate grazie a noi ).

 

Firenze Anglo American Hotel

Firenze, meta di sfollati

In più, a seguito all’occupazione austriaca di Udine, come la maggior parte dei friulani la famiglia Volpe sfolla proprio a Firenze. Il fenomeno è talmente rilevante che, in quell’anno di guerra e di occupazione, il Giornale di Udine viene stampato a Firenze.

Negli anni del primo dopoguerra abbiamo poi la ditta Morandi che costruisce sedie e poltroncine in faggio curvato. Oggetti molto originali tanto che la bibliografia li ha attribuiti spesso alla Jacob & Josef Kohn, esattamente come è accaduto alla produzione della Volpe.

Alessandro ha 2 splendidi modelli di questa poltrona da vendere. Un’altra storia da approfondire.

L’Hotel Helvetia

La storia dell’albergo fiorentino inizia il 28 giugno 1885 quando l’albergatore svizzero Giacomo Mosca acquista il palazzo e ne fa il primo albergo di Firenze. In breve tempo diventa luogo d’incontro prediletto per celebrità e stranieri di passaggio nella città.

Abbiamo già trovato ultimamente un imprenditore svizzero nelle nostre storie, quel Giovanni Wäckerlin che a Catania ai primi del ‘900 inizia a produrre mobili in legno curvato a vapore. Altri seguono la stessa via fermandosi a Firenze come la famiglia di Settimo Frizzoni che nel 1900 compra i locali del caffè Gilli di via Spezzali e di via Calzaiuoli.

Evidentemente gli imprenditori svizzeri vedono nel territorio italiano grandi potenzialità. Anche a Udine ad esempio il cotonificio, forse l’azienda più importante del territorio, è guidato da uno svizzero. Un altro discorso da approfondire nel prossimo futuro, (magari) cercando di imparare come tornare ad attirare i capitali stranieri nel nostro territorio.

 

Poltroncina Kohn 721

La poltroncina n. 721 della Jacob & Josef Kohn

Josef Hoffmann a Firenze

Tornando al nostro bell’albergo, è chiaro che nei primi anni del ‘900 il Mosca arredi i locali andando a comprare dalla Jacob & Josef Kohn i nuovi mobili moderni che hanno riscosso tanto successo in tutta Europa. Visti i modelli, è probabile che l’acquisto sia stato fatto dopo il 1908 perché la maggior parte delle poltroncine e lo stesso scrittoio appaiono in catalogo solo in quell’anno.

Cosa sceglie il signor Mosca per il suo prestigioso Hotel? Per la sala da biliardo delle poltroncine modello n. 721. La vediamo in copertina. Questo modello, che abbiamo avuto esposto alla nostra mostra, è stato per anni attribuito erroneamente a Otto Wagner in quanto è una variante del modello n. 718.

È uno dei primi modelli che utilizza la lavorazione del compensato come decoro sfruttando anche il brevetto che nel 1903 la Kohn ottiene per eseguire fori e disegni. Ho trovato le stesse poltroncine in un’altra cartolina che mostra la sala di scrittura e di lettura di un altro albergo fiorentino, l’Hotel Porta Rossa.

 

Firenze Hotel Helvetia

La sala da lettura dell’Hotel Helvetia a Firenze

Ma la chicca è la sala da lettura

Tornando al nostro Helvetia, è la sala lettura il luogo che viene arredato con una serie diversa, sempre della Jacob & Josef Kohn. È qui che, in bella mostra, troviamo i 3 magnifici scrittoi modello n. 500/6, che utilizzano ancora delle strisce di compensato con dei fori quadrati a segnare geometricamente i due montanti laterali.

Oltre a questi, vediamo una serie di poltrone, sedie e tavolini Fledermaus.

Abbiamo già visto i modelli “Fledermaus” che derivano dalla n. 728 base. In questa sala vestono i tavolini rotondi della stessa serie. Le n. 728/a e la n. 728/b sono entrambe ricoperte da tessuti in stoffa a righe.

Essendo le uniche varianti con lo schienale imbottito anche noi, senza saperlo, abbiamo fatto la scelta di uno stesso tessuto per la nostra mostra. Quella di ricoprirle con uno stesso tessuto. Noi abbiamo scelto il giallo-oro.

Fledermaus serie 728

Le poltroncine Fledermaus modello n. 728/a e n. 728/b

Oggi ci sarà ancora qualche arredo di questo tipo nell’Hotel Helvetia-Bristol? È così che si chiama oggi l’Hotel Helvetia di allora. Esiste ancora. Proveremo a chiedere.

Nei negozi di Donata Patrussi (con cui ho scritto a quattro mani un libro sul Liberty) e di sua sorella, negli ultimi 10 anni ho avuto il piacere di presentare 3 libri. Il primo nel 2008, dedicato a Roberto, e l’ultimo sulla Società Antonio Volpe, scritto insieme a Manuela.

Grazie a Donata, sempre durante la mostra a Milano, abbiamo proposto un incontro tra legno curvato e vasi in vetro francese della produzione Charles Schneider – Le Verre Francais in un accostamento di rara bellezza. Le opportunità di passare a Firenze per il legno curvato insomma ci sono sicuramente. E noi vi terremo informati.

 


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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