Thonet e i suoi mobili per bambino - Legno Curvato
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Thonet e i suoi mobili per bambino

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano. (Antoine de Saint-Exupéry)

La Gebrüder Thonet non conosceva questa frase. Impossibile, dato che la prima edizione del libro da cui è tratta, Il Piccolo Principe, risale al 1943.

Ma l’idea del leader viennese di inserire nel catalogo una linea di mobili da bambino ha come leva principale proprio il ricordo. Il rendere familiare uno stile che poteva accompagnare ognuno di noi per tutta la vita.

Così, non potendo serbare memoria dell’avere dormito sonni d’oro in una culla in legno curvato, avremmo sicuramente ricordato di quando giocavamo agli adulti con le sedie e gli arredi in miniatura, uguali a quelli dei grandi.

 

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Da un problema, tante opportunità

Questa decisione porta con sé anche un altro vantaggio significativo: l’opportunità di utilizzare quelle aste di legno troppo corte per i mobili di dimensione classica che andrebbero inevitabilmente scartate.

Gli scarti di produzione, si sa, sono sempre un problema per gli economics di ogni azienda. Ma per le imprese che producono arredi in legno curvato a vapore ancora di più.

Ne andava della loro stessa sopravvivenza. E sono davvero molte le imprese che tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 si sono lanciate nel mercato dello stile Thonet e per questo sono ben presto fallite.

La Gebrüder Thonet lo sa bene e tenta di risolverlo attraverso la ricerca di modelli che utilizzino aste per lo schienale lunghe la metà del normale. Un esempio, la serie n.21.

I mobili da bambino (e da bambola) sono la brillante soluzione, consentendo nello stesso tempo di ampliare il catalogo con un’offerta mirata a un segmento specifico, e molto goloso, di mercato.

 

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La magia dei mobili Thonet da bambino nei seggioloni trasformisti

A catalogo, una linea che emoziona

In effetti diciamocelo, cosa c’è di più bello per un nonno, un amico o per gli stessi genitori di poter regalare un gioco così sfizioso ai propri figli o nipoti?

È una grande emozione: la leva più potente che persuade all’acquisto di un oggetto. Quella pulsione istintiva e irrazionale che nessuna ragione può fermare. Di fronte all’idea di un bambino felice, ogni difesa è destinata a cedere.

Ecco allora che sedie, poltroncine, divanetti, tavolini, seggioloni fissi o mobili, passeggini, girelli, culle, dondolini, banchi singoli e doppi, attaccapanni entrano nei cataloghi sin dalla seconda metà dell’800.

Un repertorio completo per la famiglia borghese con dei figli più o meno piccoli. Si, perché alcuni prodotti, come i dondoli, hanno addirittura misure diverse a seconda dell’età.

 

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Il valore simbolico di un arredo

Ma c’è ancora qualcosa di più. Quando Manuela ed io abbiamo scritto il libro sulla storia della Società Antonio Volpe siamo stati ospiti della famiglia che ha acquistato la Villa dei Volpe, a Togliano, vicino a Udine.

L’hanno trovata ancora completa degli arredi di famiglia. E tra i molti mobili della Società Antonio Volpe solo uno era del loro concorrente Gebrüder Thonet: una sedia da bambino modello n. 1, quella che riproduce la mitica sedia n.14.

Un modello ottocentesco che anche in una famiglia di fabbricanti come quella dei Volpe ci conferma di come i mobili da bambino Thonet fossero un simbolo: un piccolo oggetto misura della grandezza dell’azienda viennese che a Udine avevano preso ad esempio.

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Il cavallino Furia nella collezione della Gebrüder Thonet Vienna (GTV)

Da Vienna con amore

Ancora negli anni ’90, il negozio Thonet a Vienna vendeva proprio questo modello, tenendolo sempre in vetrina. Un oggetto che diventa un simbolo della città dove tutto ha origine, esattamente come una Sacher o dei cioccolatini di Mozart.

In effetti l’ingombro è poco, facile per i tanti turisti portarselo a casa, e il valore percepito davvero alto.

Nei miei oltre 30 anni di attività, ho avuto la fortuna di vedere due collezioni di mobili da bambino veramente importanti. Una in Italia, a Bologna, dall’amico Marzadori. La sua collezione di mobili da bambino ha una sezione di mobili in legno curvato a vapore.

Una in Belgio, con la concentrazione delle prime sedie, poltroncine e divanetti Thonet mai raccolte e unite.

Mutuando Oscar Wilde, se il modo migliore per liberarsi di una tentazione è cedervi, perché non farlo? In fondo basta davvero poco per essere felici. E voi, avete mai pensato di acquistare un mobile da bambino in stile Thonet? Vi aspettiamo nei commenti.


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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