I mobili Thonet da bar - Legno Curvato
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I mobili Thonet da bar

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Dai caffè ai pub il passo è breve. Cambia il mood, l’atmosfera è più alcolica e molto più “British”.

Del resto i pub sono nati proprio qui, nei piccoli villaggi scozzesi e irlandesi.

Luoghi di aggregazione dove trascorrere le serate bevendo birra, giocando a freccette o a biliardo.

E magari alloggiando in una stanza del piano di sopra, se si tratta di un inn, una taverna.

Comunque sia condividendo tempo e vita. Meno luoghi dell’anima, ma più del divertimento, sempre luoghi di sentita, autentica e umana quotidianità.

E dunque, come poteva mancare un arredo in stile Thonet? Dove c’è l’uomo al centro, la democrazia dei consumi, il piacere della condivisione e la bellezza, c’è sempre il legno curvato.

Del resto simile cerca simile e con esso, in libertà, si accomoda.

 

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Bar o pub?

All’inizio c’è il bar. Parola nata dalla contrazione di barrier, vale a dire sbarra.

Di norma in materiale metallico, delimitava lo spazio della perdizione dove venivano distribuiti gli alcolici nel 19° secolo nelle Americhe.

C’è anche una versione italiana, acronimo di Banco A Ristoro, creazione di un imprenditore toscano, un tale Alessandro Manaresi, che alla fine dell‘800 apre un locale di questo tipo nel nostro paese.

Forse è più verosimile il fatto che lungo il bancone del bar, arredo che lo contraddistingue, di solito si trovano due sbarre; una per appoggiare i piedi e una per le braccia.

Sicuramente il bar così definito, nel mondo anglosassone prende il termine di pub. Per bar gli inglesi intendono i wine bar, delle piccole enoteche dove si degusta vino di buona qualità.

 

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E poi i caffé

All’estero, per bere il caffè e mangiare un dolce o altro, occorre recarsi per forza in un caffè.

Noi li conosciamo bene. Famosissime le Kaffeehäuser  di Vienna, nascono poi altre popolari varianti, come i café-chantant, come il Gambrinus a Napoli o il Café Cabaret Fledermaus, inaugurato nel 1907 sempre a Vienna.

Solo in Italia al bar si può trovare tutto quello che si desidera:
una varietà unica di miscele e di versioni di caffé (per non parlare del nero a Trieste o a Padova), si può mangiare una torta, anche una Sacher, e uno spuntino veloce. In alcuni viene servito anche il gelato.

Insomma, qualsiasi sia l’origine, una cosa è certa: quando si apre un ambito di mercato, le grandi aziende del faggio curvato repentinamente si organizzano offrendo una gamma di prodotti fortemente specializzati in tipologia, stile e dimensioni.

E così accade anche per i bar.

 

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La panchetta Thonet da bar nella versione base da 1 Metro

Panchette a metro

È il 1885 quando per la prima volta appare nel catalogo della Gebrüder Thonet la “panchetta da bar” nella versione con e senza schienale.

La vera novità, che esce fortemente dagli schemi Ottocenteschi, è quella di proporre una soluzione modulare, più precisamente “a metro”. Una strada intelligente e innovativa per arredare velocemente caffè, ristoranti, gelaterie, casinò.

Il modulo base è la panchetta senza schienale. Quattro gambe con capitello, già prodotte per le sedie; un anello curvato a fornire solidità legando le quattro gambe al di sotto del seduta; un sedile realizzato a “spigoli vivi”.

Quest’ultimo dettaglio fondamentale che consente una costruzione veloce della seduta di qualsiasi lunghezza. Una costruzione tradizionale senza “stampo”

 

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Lo spigolo ad angolo retto realizzato con incastri a coda di rondine

Gli spigoli a incastro a 90 gradi consentono affiancamenti all’infinito ad altri esemplari e di introdurre soluzioni di panche d’angolo, mantenendo una perfetta aderenza alle pareti. Cosa che non permette la maggior parte dei divanetti.

Gli schienali e i braccioli, applicabili da una o da entrambe le parti, forniscono la possibilità di realizzare qualsiasi soluzione.

A completare la proposta, e a renderla perfetta per questo tipo di esigenza, anche la sua economicità: un metro costa circa 30 €uro di oggi, il doppio di una sedia Thonet n.14 che costava circa il corrispettivo di 36 uova.

 

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La Kohn risponde anche con la versione da biliardo

La risposta della concorrenza

Ben presto alla Thonet, come di consueto, fanno eco le altre aziende e qui la Jacob & Josef Kohn si sbizzarrisce.

Se nei cataloghi Thonet troviamo soluzioni con la tavoletta al posto della paglia e qualche altro modello imbottito o a stecche verticali, in Kohn troviamo molta più varietà e ulteriori specializzazioni.

Emblematico il caso del modello “da biliardo”. Nel catalogo Kohn del 1906 compare infatti una panchetta con poggiapiedi che colloca la seduta a ben 95 cm da terra.

Pensata per coloro che assistono alle partite, consente di cogliere l’intero tappeto quasi dall’alto, avendone così una visione completa.

 

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Sgabelli a volontà (& altro ancora)

Per lo stesso motivo, sia in Thonet che in Kohn, troviamo degli sgabelli altissimi che arrivano fino a 93 cm da terra.

Sono anche questi proposti per croupier di casinò e per cassieri. Da una posizione sopraelevata di fronte allo scranno della cassa, possono sovrintendere dipendenti e clienti e avere tutto sotto controllo. Talvolta vengono usati intorno ai tavoli da gioco per chi semplicemente osserva le partite in “seconda fila” dietro ai giocatori seduti al tavolo.

E poi ci sono le sedie, i tavolini, gli attaccapanni, i portaombrelli, anche le sedie da fumo o i mobili da musica. Una vera e propria proposta dedicata che consente di arredare in stile Thonet tutto il locale.

 

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La panchetta Kleiderbank della Kohn e la sedia modello n. 33 1/2

La “Kleiderbank”

Un altro modello particolare costruito in Kohn è la Kleiderbank ovvero la panca per riporre vestiti, ideale nei bar per soprabiti e mantelli.

Una panchetta particolare costruita anche in questo caso con un investimento minimo ovvero soltanto lo stampo per il sedile.

I due elementi laterali sono esattamente gli schienali prodotti per il modello n.33 ½, presente già nei cataloghi ottocenteschi dell’azienda.

In un mercato fortemente concorrenziale l’attenzione alla diversificazione al minimo costo era assolutamente vitale. In questo caso, Kohn insegna.

La panchetta da bar ancora sopravvive nei cataloghi e si trasforma in una geniale variante che ingloba anche il porte manteau. È il caso del modello prodotto dalla Gebrüder Thonet Vienna (GTV).

Noi ci vediamo stasera al pub. Manuela, mia moglie Sonia ed io prendiamo una birra chiara, Giovanni acqua perché è totalmente astemio. Per un Veneto come me, incredibile vero?

Aspettando che prima o poi cambi idea, noi vi aspettiamo.

 

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Architetto prestato all’antiquariato, ho iniziato con una Thonet 17, poi ho cominciato a studiare il legno curvato e non ho più smesso. Ho tenuto conferenze, curato mostre, collaborato a riviste e libri con Giovanni Renzi quali Thonet 14 e Liberty, natura e materia. Collezionista e appassionato di restauro, ho uno studio-esposizione in Torreglia (PD) con un’ampia raccolta di oggetti a cavallo tra l’800 e il 900.

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