La serie Thonet n. 22 "modello Pallfy" - Legno Curvato
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La serie Thonet n. 22 “modello Pallfy”

La serie Thonet n. 22 “modello Pallfy”

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Tra le sedute Thonet antiche, quelle che si possono trovare anche costruite in legno lamellare, c’è un modello entrato in produzione con un numero piuttosto alto: le n. 22 o “modello Pallfy”.

Il nome sembra derivare da una presunta commissione ricevuta dalla Gebrüder Thonet da parte del Conte Pallfy.

La serie sarebbe stata infatti disegnata per il suo Palais, ubicato a un palazzo di distanza da Palais Montenuovo dove la Thonet apre il suo primo negozio di Vienna.

Siamo poco prima del 1861, anno in cui viene perfezionata la tecnica di curvatura del legno massello. Dopo qualche anno, da questo disegno deriverà il modello n. 22 presente già nei primi cataloghi dell’azienda viennese. La prima volta lo troviamo addirittura nel poster del 1873.

 

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L’asola particolarissima del modello Pallfy della Gebrüder Thonet

Simili ma non uguali

In realtà, i modelli più antichi, con i prodotti in serie hanno in comune solo lo schienale, formato da un ovale impagliato e da ricche volute.

Le gambe e il sedile dei modelli costruiti in lamellare, invece, portano un’asola molto particolare, unica in tutte le produzioni Thonet. Non la semplice goccia dei modelli n.5, n.6 e n.13 ma quasi un fiore.

Sono modelli molto rari. Li potete ammirare solo in collezioni molto prestigiose o in alcuni musei come a Bystřice pod Hostýnem, in Repubblica Ceca, dove in occasione della mostra per i 150 di produzione Thonet, il museo ha esposto il divano e le poltrone.

Io ho avuto la fortuna di possedere la poltrona che ora è nella collezione della Gebrüder Thonet Vienna (GTV). È stata l’immagine della mostra di Milano del 2005 ed è un modello veramente particolare.

 

Thonet-Bystrice-Museum

Thonet al Museo di Bystřice pod Hostýnem, in Repubblica Ceca

Tre tecniche di curvatura in un solo oggetto

Ho visto un altro esemplare di questa seduta solo in una collezione privata. La poltrona era imbottita, ma costruita nello stesso modo. Una struttura complessa e distintiva che a chi conosce bene la storia degli oggetti in stile Thonet, fornisce indicazioni certe sulla sua identità e sulla sua storia.

In queste poltrone infatti convivono tre metodi di piegatura diversi, segno di una costruzione prossima alla risoluzione di tutti i problemi di piegatura trovati dalla famiglia Thonet:

 

Lo schienale è costruito piegando il massello a vapore, come poi brevetteranno nel 1861. Il metodo finale. Oggi si curva il legno ancora come allora.

Le gambe sono ancora in lamellare.

I braccioli sono piegati anch’essi in massello ma nell’ultimo pezzo sono snervati in due singole aste in modo da riuscire a piegare anche l’ultima parte, la più difficile non avendo più molto margine di piegatura.

 

Thonet Pallfy vs n.22

La poltrona Thonet modello Pallfy e il ricciolo del modello n.22

I riccioli non mentono mai

A proposito dei braccioli, possiamo notare delle differenze nella costruzione dei due riccioli. In un primo momento costruiti in legno lamellare con pezzi continui mentre in un secondo tempo in due riccioli distinti.

I modelli n. 22 sono molto più semplici. Lo schienale, come detto, è uguale, ma la costruzione di sedile e gambe viene semplificata e uniformata agli altri modelli classici, con capitelli torniti.

Anche i braccioli di poltrone e divani si uniformano ai prodotti standard. Una serie che anche nella versione da catalogo, rimane comunque di grande impatto scenografico.

 

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(a sin) Sedia Thonet modello Pallfy e n.22 (a dx) a confronto

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Lo scenografico divanetto Thonet n.22 “modello Pallfy”

La rarità si paga

La serie n.22 viene proposta al pubblico a un prezzo alto, insieme al modello n. 6 è il più costoso dei modelli classici. Nel 1890 in Italia la sedia viene venduta a 27,50 Lire contro le 9,50 Lire della popolare sedia n. 14. Quasi tre volte tanto.

Un modello raro anche per le quantità commercializzate: in tutto il 1905 l’azienda fabbrica e vende solo 86 sedie e 7 poltrone, su una produzione totale di oltre 1.300.000 mila pezzi. Sì avete letto bene, in un solo anno.

Pezzi quindi difficili da trovare ma anche molto costosi da restaurare. Rifare le paglie di un divano, con i suoi tre medaglioni impagliati nello schienale più il sedile, normalmente con trame molto fitte, se ben fatto può costare oltre 1.000 Euro.

Una vera chicca insomma. Se doveste scoprire di averne una in casa, trattatela con i guanti e con tutte le accortezze del caso. E poi la sua bellezza non ha valore, è semplicemente per sempre.

E voi cosa ne pensate? Vi piace questo modello? Ne avevate già sentito parlare? Se avete piacere, raccontatecelo nei commenti.

 

Vienna-Palais-Pallfy

Palazzo Pallfy a Vienna


Ho comprato la mia prima sedia Thonet a vent’anni e oggi sono uno dei massimi esperti al mondo di legno curvato, lo stile viennese nell’arredo. Nato architetto, mi occupo di consulenza e formazione sulla storia Thonet, di expertise e curatele per vari musei europei. Sono autore di vari libri sul legno curvato, l'ultimo sulla Società Antonio Volpe, ma anche liberty e art deco. La ricerca storica è la mia grande passione.

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  1. Geert VANHOUTTE

    13 Marzo

    Hi Giampaolo, Interesting article as always. I just wondered if the upholstered armchair a new find or it it’s an old photo of the one you had a few years ago, a photo taken before the restoration/recaning (see cover image on your catalogue of 2005: “THONET: LA NASCITA DEL DESIGN TRA BIEDERMEIER E SECESSIONE VIENNESE”)? If it’s a new find, this means that now at least 4 pieces of this armchair with double curl in the armrests are known. I would very much like to know if it’s an orginal upholstered model or was it originally caned like the one I have in my collection (bought in London)? Thanks, Geert

    • Giovanni Renzi

      13 Marzo

      Hallo Geert, it is an armchair belonging to a private collection in Switzerland, near to the border of Austria. It is with original fabric and the collector bought this some years ago in U.S.A.

  2. Gianni

    15 Marzo

    Molto interessante, come tutti gli altri, anche questo post. Una informazione: che io sappia il divano 22 poteva essere fornito con i capitelli torniti come tanti altri oggetti ma anche con i capitelli della sedia 27. Questo era vero anche per sedie e poltrone?
    Bellissima l’asola della Pallfy: era ottenuta per piegatura del legno e non con lavorazione come l’asola a goccia. Ho visto un’asola (che forse però non è un’asola) di un altro tipo ancora, riportata sul libro del Mang associata a una sedia n°6, secondo me ancora più bella perché sembra far parte della struttura dell’appoggio; ne sai qualcosa?
    E ancora: bellissimo il ricciolo ad esse della foto. Già nel poster del 1873 il ricciolo è quello classico a spirale. Questo fotografato a che poltrona è associato? Si tratta forse di una 22 di prova con l’asola a goccia?

    • Giovanni Renzi

      18 Marzo

      Grazie Gianni. Per quanto riguarda i capitelli della serie n. 27 questi potevano essere montati solo sul divano. L’asola che hai visto su un libro di Mang è un’asola usata dalla Kohn. La trovi anche sul mio libro “Curve e Biondi riccioli Viennesi” a pagina 44. Sono le poltrone Pallfy che portano questo tipo di ricciolo di bracciolo, le uniche con questo tipo particolare di asole.

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